22/04/2026
C’è una parola che descrive meglio di tutte questa stagione: incontro.
E non è una parola casuale, perché il filo che ho scelto – “La ricerca degli opposti” – non era un esercizio intellettuale. Era una sfida. Mettere insieme ciò che sembra distante, far dialogare linguaggi diversi, emozioni contrastanti, visioni che all’inizio quasi si respingono.
E sapete cosa è successo?
Che quegli opposti si sono cercati davvero. E si sono trovati. Qui. Con voi.
Questa stagione non è stata solo un cartellone. È stata una comunità viva.
Una sala piena. Spesso pienissima.
Anzi, diciamolo chiaramente: abbiamo registrato tanti sold out e un record di presenze che mai si era verificato in teatro
Ma il dato, da solo, non basta, anche se fondamentale
Perché un teatro non vive di spettacoli.
Vive di pubblico. Vive di fiducia. Vive di persone che decidono, sera dopo sera, di esserci. Altrimenti è un mero esercizio di stile raccontato con sicurezza da chi il teatro lo descrive molto, ma lo attraversa poco.
Anche quando il titolo è una scommessa.
E voi questa scommessa l’avete accettata. Più volte.
E l’avete vinta insieme a me.
Avete dimostrato che la ricerca degli opposti non divide: arricchisce.
Che si può amare qualcosa di inaspettato.
Che si può uscire da teatro un po’ diversi da come si è entrati.
E allora il mio grazie non è formale.
È un grazie concreto, pieno, sincero.
Grazie per aver riempito questo spazio.
Grazie per avergli dato senso.
Grazie per aver reso il Teatro Fonderia Leopolda non solo un luogo di programmazione… ma un luogo di appartenenza.
Io continueremo a cercare.
A rischiare.
A mettere insieme opposti che magari, sulla carta, non stanno insieme.
Ma lo farò con una certezza in più:
che qui c’è un pubblico capace di accogliere, di ascoltare, di sorprendersi.
E oggi, più che mai, non è una cosa scontata.
Quindi grazie. Davvero.
Questa stagione è vostra quanto nostra.
E il prossimo passo… lo faremo insieme, tra pochissimo