Art'infabrica Foggia

Art'infabrica Foggia Nel 2003 da un'idea di Centro Grafico srl, nasce l'iniziativa Art'in Fabrica.

calendario 2019 Centro Grafico srl
15/01/2019

calendario 2019
Centro Grafico srl

Auguri di Buon Natale  ! Serenità e Pace per il nuovo anno a Tutti !
22/12/2016

Auguri di Buon Natale !
Serenità e Pace per il nuovo anno a Tutti !

08/11/2016
28/10/2016

SABATO 29 OTTOBRE 2016 ORE 19,00 INAUGURAZIONE MOSTRA DI GIANNI PITTA.
PRESSO GLI SPAZI DI CENTRO GRAFICO SRL

SABATO 29 OTTOBRE 2016 ORE 19,00 INAUGURAZIONE MOSTRA DI GIANNI PITTA.PRESSO GLI SPAZI DI CENTRO GRAFICO SRL
28/10/2016

SABATO 29 OTTOBRE 2016 ORE 19,00 INAUGURAZIONE MOSTRA DI GIANNI PITTA.
PRESSO GLI SPAZI DI CENTRO GRAFICO SRL

13/10/2016

Comunicato congiunto di Fondazione Banca del Monte, Spazio55-arte contemporanea- e Art'inFabrica.

"Apprendiamo con sgomento della prematura scomparsa di Domenico Carella, giovane artista foggiano, che ha onorato con la sua passione e la sua creatività il mondo dell'arte della Capitanata. Negli ultimi anni Carella aveva intensificato la sua presenza artistica, attraverso personali e rassegne in varie città italiane e nella nostra provincia. La "Colonna" e la partecipazione alle diverse edizioni de "Il cielo e le terre", sono state occasioni significative e sono oggi, tra le altre sue, testimonianza e traccia poetica intensa della sua presenza tra noi. Che durerà per sempre".

"SMOKE ZONE " Inaugurazione sabato 10 Settembre ore 19,00 Espone in ART'InFabrica NICOLA LOVIENTO L'invito è rivolto a t...
06/09/2016

"SMOKE ZONE " Inaugurazione sabato 10 Settembre ore 19,00 Espone in ART'InFabrica NICOLA LOVIENTO
L'invito è rivolto a tutti gli amici di Facebook -..gli scatti, tutti in un denso bianco e nero,
celebrano la sensualità e il fascino che il fumo
richiama alla nostra mente collegandolo,
forse inconsciamente, alle sofisticate dive
di Hollywood...

"IL CIELO E LE TERRE" a cura di GUIDO PENSATO -Cerimonia inaugurale domenica 29 maggio ore 10.30 sala Consiliare del Com...
26/05/2016

"IL CIELO E LE TERRE" a cura di GUIDO PENSATO -
Cerimonia inaugurale domenica 29 maggio ore 10.30 sala Consiliare del Comune di Bovino.
L' abitare: i luoghi e le forme, 29 maggio-31 agosto 2016, Work in progress - la sua lunga e ricca stagione nella splendida cornice del Castello di Bovino...

Pietro Ricucci: inferno consumistico e belle invenzionifino al 31 luglio - dal lun. al ven. 8,00-13,00/ 15,30 -18,30Dall...
11/05/2016

Pietro Ricucci: inferno consumistico e belle invenzioni
fino al 31 luglio - dal lun. al ven. 8,00-13,00/ 15,30 -18,30

Dalla seconda metà del XX secolo si succedono decenni straordinari: felici e burrascosi, drammatici e sanguinosi. Ma la svolta dei Cinquanta appariva univocamente (e volontaristicamente) orientata verso direzioni certe: abbondanza di beni e di consumi, voglia di vivere e vorace creatività.
Eppure, col tempo, le differenze emergeranno. Per esempio, nella pop art, in USA prima e in Europa poi: dal gelido distacco dell'"osservatore", si transita verso l'analisi critica di chi "non ci sta".
Tutto chiaro, allora, anche nel decifrare il lavoro di un post-post-pop-artista come Ricucci e a distanza di più di cinquant'anni?

Sembra proprio di no. Una parola documenta l'avvenuta disintegrazione di ogni plausibile comprensione degli aspetti più ordinari e di quelli più drammatici della contemporaneità: "embedded". Un termine che non attesta la nascita di un fenomeno: il corrispondente di guerra "incorporato" in un esercito (giornalista o potenziale storico) ha accompagnato sempre le guerre e il sorgere della storia come tecnica narrativa e possibile analisi scientifica degli eventi. Ma oggi, di fronte ai conflitti "asimmetrici", chiunque "si immischi", lo fa a suo rischio e pericolo.
Perché, pensando a Pietro Ricucci, mi sono venute in mente queste figure e queste immagini?
Provo a spiegarlo.
Gli artisti, da (quasi) sempre: raccontano la realtà di cui sono parte integrante (o integrata); la descrivono, tenendosene "a parte"; la raccontano, aggredendola, sbattendola in faccia a chi guarda, imitandola, trasfigurandola o pretendendo di ignorarla. E così via. In ogni caso, la realtà non scompare; può essere messa in parentesi, ma non sparisce. Primo o poi affiora.
Riassuntivamente: in Pietro Ricucci sembra emergere e inabissarsi tutto quello che è accaduto e accade e il contrario di tutto quello che sta accadendo in quello che sembra essere il compendio della contemporaneità (e che 70 anni fa si profilava all'orizzonte del pop): consumismo, rifiuti, riciclo e riciclaggi, pervasività del messaggio pubblicitario, delle chiacchiere mediatiche, lettering e packaging, del mailing afasico e cinguettante; l'ormai trionfante alienazione consumistica, il totale disinteresse per ogni pensiero, gesto o comportamento di consapevolezza civile.
La pop art americana rovesciò sull'Europa l'immagine fedele di quello che lì stava accadendo e che qui stava per accadere: tra supermercati, case, strade, città: e corpi. Nessuna esplicita intenzione polemica ed eversiva accompagnava l'evento (parte di un "piano CIA" di rottura dell'egemonia culturale e artistica dell'Europa?). Ma fu, questa, la cifra originale che venne aggiunta dal versante "vecchio continente" dei pop-artisti. Possiamo, perciò, concludere che questi erano, di fronte ai fenomeni montanti della società/cultura di massa, liberi e critici, e quelli..."embedded", acritici e asserviti? Troppo schematico. Basta guardare la produzione di Pietro Ricucci.
"Siete, siamo tutti coinvolti, embedded": è questo l'annuncio. Irrefutabile. Irrevocabile. Anche se è proprio l'operazione di esplicita e ossessiva "vetrinizzazione" a denunciare una deriva consumistica, alla quale nessuno sembra destina a sfuggire. Eppure, isolati o a schiera, gli uomini, le donne, i bambini di Ricucci, con i loro fardelli e i corpi tatuati e appesantiti da suadenti e perentori inviti all'"azione consumistica", marciano con l'incedere elegante e baldanzoso di un "Quinto Stato" allegramente votato alla sconfitta. Il tutto senza bisogno di dichiarazioni esplicite da parte dell'artista: vetrinista compulsivo e implacabile. Volti assenti, corpi come affiches ambulanti, colori e segni come trappole della coscienza e della volontà. La strada dell'inferno consumistico è lastricata di belle invenzioni.
Guido Pensato
aprile 2016

29/02/2016

Indirizzo

Via Manfredonia Prima Traversa, S. N. Centro Grafico S. R. L./GPS : 41°28'16. 9'' N 15°33'05. 9" E )
Foggia
71121

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 18:30
Mercoledì 08:00 - 18:30
Giovedì 08:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 18:30

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Art'infabrica Foggia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi