In esecuzione della deliberazione di G.C. n. 291 del 12 dicembre 2008, il Comune di Foggia ha bandito un concorso internazionale di idee avente ad oggetto la realizzazione di un Parco Urbano, detto dei “Campi Diomedei”, esteso su un’area di circa 23 ettari in passato attrezzata ed utilizzata come ippodromo. L’area eredita il nome dalla regione compresa tra Canosa, Canne ed il fiume Aufido ricordat
a dagli storici antichi quali e famosa per la sanguinosa battaglia che vide la sconfitta dell’esercito romano per mano di Annibale, durante la seconda guerra Punica. L’origine di tale denominazione, estesa al Tavoliere delle Puglie, viere ricondotta al mito di Diomede, l’eroe dell’Iliade che compare spesso a fianco di Odisseo con il quale compie la memorabile scalata delle mura di T***a per rubare dall’acropoli il Palladio, ovvero l’immagine di Atena. Dopo la caduta di T***a, l’eroe tornò dapprima ad Argo, ma poi decise di abbandonare la città, imbarcandosi per l’Italia. Dopo aver errato a lungo nel mare Adriatico si fermò in più porti insegnando alle popolazioni locali la navigazione e l’allevamento del cavallo; fondò inoltre molte città italiane, tra cui Brindisi, Ar**no Irpino, Benevento, Venafro, Spina (dove in suo onore si sacrificava un cavallo bianco), Andria, Canosa,Venosa, San Severo, Vasto e soprattutto Arpi (Argos hippium = Argo dei cavalli), presso Foggia, e Siponto, presso Manfredonia. Queste ultime fondazioni evidenziano lo stretto rapporto tra l’eroe e la Daunia, in particolare con la pianura a sud del Gargano, dove oggi sorge Foggia. Sbarcò quindi nell’odierna zona di Rodi, sul Gargano, alla ricerca di un terreno più fecondo, e successivamente si spostò nella pianura più a sud, dove incontrò i Dauni; Diomede si guadagnò qui le simpatie di Dauno, il quale, dopo il valoroso aiuto che l’eroe gli prestò nella guerra contro i Messapi, gli diede in sposa la figlia Evippe (= cavalla buona) ed in dote parte dei territori della Daunia.