01/09/2026
È difficile far finta di niente, proseguire le nostre vite senza sentire il peso dei mesi, dei giorni, delle ore. Ed è difficile per chi, come nel mio caso, racconta la bellezza della natura nelle sue qualità multiformi, e si trova invece in un mondo segnato dalle guerre e da una violenza spietata, sia su piano collettivo che individuale. Eppure proprio un giardino ci fa scoprire una rosa che porta il nome della pace, l’auspicio di un ritorno rapido alla ragione in questo mondo. Ecco perché.
Dopo la terza edizione di “Ballate di Rose” a Firenze, un progetto con ricorrenza annuale dedicato al mondo delle rose dalla botanica all’arte, dall’astronomia alla letteratura e alla musica, cambia il contesto attraverso il coinvolgimento della Casa delle Donne a Firenze. Il focus è diretto ad un aspetto specifico, la condizione femminile ai tempi della violenza di genere che si accende ogni giorno come i vari conflitti bellici nel mondo. L’evento dal titolo “Le Rose non protette” ha l’obiettivo di confrontarci con un argomento che sembra inafferrabile. L’approfondimento suggerisce l’antica simmetria tra la donna e la rosa. Visto che le rose sono dotate di spine per proteggersi, ci interroghiamo sulla vulnerabilità femminile e perché le donne -metaforicamente - hanno disimparato ad utilizzare le loro spine. Una tavola rotonda apre il dibattito sulla questione, con l’obiettivo di mettere a terra un progetto concreto che va oltre la retorica. Partecipano Elena Baragli (Pres. Artemisia, Centro Antiviolenza), Gaia Di Pierro (Pres. Associazione Anemone), Sara Piccolo (Pres. Progetto Itaca Firenze), Lidia Giorgi (Pastora Chiesa Evangelica Svizzera Riformata a Firenze), Lucia Rachini (scrittrice). Introduce Isabella Mancini (Casa delle Donne Firenze), modera Elisabeth Vermeer (Curatrice della mostra).
La rosa sopra menzionata fu introdotta nel 1918 come portavoce della pace alla fine della Grande Guerra in Inghilterra. Nel 1935 il coltivatore francese Francis Meilland, selezionò un ibrido di tè giallo. Durante l’invasione dei nazisti a Parigi, ne inviò talee in Italia, Turchia, Germania e Stati Uniti per garantirne la conservazione. Il 29 aprile 1945, mentre Berlino cadeva nelle mani degli alleati, la rosa fu ufficialmente presentata negli Stati Uniti con il nome iconico ”Peace”. La rosa fu donata a tutti i membri delle delegazioni che parteciparono nello stesso anno alla riunione inaugurale delle Nazioni Unite. “Possa questa rosa ispirare l'animo umano ad una pace duratura nel mondo”. Viene naturale ormai aggiungere: “all’educazione culturale, al rispetto dei diritti umani e alla risoluzione pacifica dei conflitti collettivi e personali.”
Riferimenti: Casa della Donna a Firenze www.casadelladonnafirenze.it, Facebook e -Instagram - Design for Everyday Life - Facebook, Pinterest, Tumblr ; Artemisia Centro Antiviolenza www.artemisiacentroantiviolenza.it Facebook e Instagram; Associazione Anemone www.associazioneanemone.it, Facebook e Instagram; Progetto Itaca Firenze www.firenze.progettoitaca.org;