Design Of The Universe

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Design of the Universe è un Atelier di architetti e curatori non-profit con l'obiettivo di diffondere argomenti radicati nella scienza, nella cultura, nell'arte attraverso la progettazione e la realizzazione di progetti interdisciplinari.

È difficile far finta di niente, proseguire le nostre vite senza sentire il peso dei mesi, dei giorni, delle ore. Ed è d...
01/09/2026

È difficile far finta di niente, proseguire le nostre vite senza sentire il peso dei mesi, dei giorni, delle ore. Ed è difficile per chi, come nel mio caso, racconta la bellezza della natura nelle sue qualità multiformi, e si trova invece in un mondo segnato dalle guerre e da una violenza spietata, sia su piano collettivo che individuale. Eppure proprio un giardino ci fa scoprire una rosa che porta il nome della pace, l’auspicio di un ritorno rapido alla ragione in questo mondo. Ecco perché.
Dopo la terza edizione di “Ballate di Rose” a Firenze, un progetto con ricorrenza annuale dedicato al mondo delle rose dalla botanica all’arte, dall’astronomia alla letteratura e alla musica, cambia il contesto attraverso il coinvolgimento della Casa delle Donne a Firenze. Il focus è diretto ad un aspetto specifico, la condizione femminile ai tempi della violenza di genere che si accende ogni giorno come i vari conflitti bellici nel mondo. L’evento dal titolo “Le Rose non protette” ha l’obiettivo di confrontarci con un argomento che sembra inafferrabile. L’approfondimento suggerisce l’antica simmetria tra la donna e la rosa. Visto che le rose sono dotate di spine per proteggersi, ci interroghiamo sulla vulnerabilità femminile e perché le donne -metaforicamente - hanno disimparato ad utilizzare le loro spine. Una tavola rotonda apre il dibattito sulla questione, con l’obiettivo di mettere a terra un progetto concreto che va oltre la retorica. Partecipano Elena Baragli (Pres. Artemisia, Centro Antiviolenza), Gaia Di Pierro (Pres. Associazione Anemone), Sara Piccolo (Pres. Progetto Itaca Firenze), Lidia Giorgi (Pastora Chiesa Evangelica Svizzera Riformata a Firenze), Lucia Rachini (scrittrice). Introduce Isabella Mancini (Casa delle Donne Firenze), modera Elisabeth Vermeer (Curatrice della mostra).
La rosa sopra menzionata fu introdotta nel 1918 come portavoce della pace alla fine della Grande Guerra in Inghilterra. Nel 1935 il coltivatore francese Francis Meilland, selezionò un ibrido di tè giallo. Durante l’invasione dei nazisti a Parigi, ne inviò talee in Italia, Turchia, Germania e Stati Uniti per garantirne la conservazione. Il 29 aprile 1945, mentre Berlino cadeva nelle mani degli alleati, la rosa fu ufficialmente presentata negli Stati Uniti con il nome iconico ”Peace”. La rosa fu donata a tutti i membri delle delegazioni che parteciparono nello stesso anno alla riunione inaugurale delle Nazioni Unite. “Possa questa rosa ispirare l'animo umano ad una pace duratura nel mondo”. Viene naturale ormai aggiungere: “all’educazione culturale, al rispetto dei diritti umani e alla risoluzione pacifica dei conflitti collettivi e personali.”

Riferimenti: Casa della Donna a Firenze www.casadelladonnafirenze.it, Facebook e -Instagram - Design for Everyday Life - Facebook, Pinterest, Tumblr ; Artemisia Centro Antiviolenza www.artemisiacentroantiviolenza.it Facebook e Instagram; Associazione Anemone www.associazioneanemone.it, Facebook e Instagram; Progetto Itaca Firenze www.firenze.progettoitaca.org;

Ecco il programma del 6 luglio alla Fondazione Spadolini.
02/07/2026

Ecco il programma del 6 luglio alla Fondazione Spadolini.

Dal 6 luglio la Fondazione Spadolini Nuova Antologia, una gemma della cultura fiorentina che promuove la ricerca della s...
01/07/2026

Dal 6 luglio la Fondazione Spadolini Nuova Antologia, una gemma della cultura fiorentina che promuove la ricerca della storia contemporanea, ospita un nuovo percorso espositive nelle sale della sua prestigiosa Biblioteca. Dopo la mostra storico-documentaria “L’Italia di Giovanni Spadolini. Politico e uomo delle istituzioni (1972-1994)” il progetto imminente non è estraneo ai principi fondanti dell’istituzione. Giovanni Spadolini era profondamente fiorentino e amava Firenze più di ogni altra cosa. L’autrice della mostra successiva, fiera delle sue origini fiorentine, apre le finestre sulla “sua” Firenze, dirigendo lo sguardo dei visitatori su un museo a cielo aperto. Debora Ferruzzi Caruso, artista e scienziata del vicino Istituto di Astrofisica di Arcetri, rende omaggio alla sua città nativa che nutre l'anima e imprime delle memorie indelebili. Venti cinque opere in mostra invitano ad una passeggiata tra piazze celebri, luoghi periferici, paesaggi urbani e naturali fino alle rive dell’Arno e le colline verdi circostanti. L'inaugurazione è prevista lunedì 6 luglio alle ore 17.30 alla Fondazione Spadolini ed è accompagnata da un ricco programma d’interventi musicali e poetici. La mostra curata da Elisabeth Vermeer resta allestita fino al 18 luglio ed è accessibile al pubblico negli orari dell’apertura della Biblioteca e su appuntamento.

Riferimenti della mostra
Fondazione Spadolini, Via del Pian dei Giullari, 36
Tel +39. 055 233 6071
Debora Ferruzzi Caruso Instagram
www.deboraferruzzicaruso.com
Facebook https://www.facebook.com/p/Debora-Ferruzzi-Caruso-100016693504069/

Fotografia: Debora Ferruzzi Caruso, Vista del giardino della Fondazione Spadolini. Acquerello en miniature, giugno 2026

Tra le tante definizioni che si avvicinano al concetto di arte, la più semplice è quella di un lavoro complesso, prima d...
14/06/2026

Tra le tante definizioni che si avvicinano al concetto di arte, la più semplice è quella di un lavoro complesso, prima di analisi, poi di sintesi, trattando il tema - gli elementi oggettivi - con le sensibilità estetiche e a volte filosofiche dell’artista. Su queste promesse è nata la mostra collettiva che accompagna il progetto “Ballate di Rose III”, una produzione impegnativa di trenta fotografie stampate in una dimensione omogenea su tela impermeabile. Il tema della terza edizione è la "Grammatica delle Rose", la pulizia, la potatura, la nutrizione, i tre pilastri botanici riportati come metafora a dimensione umana. Al centro del progetto espositivo curato da Elisabeth Vermeer, scopriamo dieci autori, fotografi e compositori digitali, che utilizzano il loro medium per la creazione di un racconto che trasmette sentimenti e sensazioni, stimola il pensiero. Il percorso espositivo lineare che segue il lungo muro di una serra all’aria aperta, riflette i loro tentativi di addentrarsi in un tema di comprensione paradigmatica. "Ballate di Rose" s'ispira a settori trasversali come la storia dell’arte, la poesia, la letteratura, la psicologia, la storia collettiva. Lo sguardo dei visitatori sfiora delle interpretazioni sorprendenti come la rosa selvatica oppure quella ibrida al culmine del suo splendore (Salvio Capuano, Marcello Marchisotta) fino al lento appassimento (Carlo Accerboni); la rosa in simbiosi con la donna radicata nella natura (Paola Bernini); le rose dei Preraffaeliti e Simbolisti nella storia dell’arte (Mario Pepe); la rosa come portavoce della memoria (Antonietta Preziuso); ricordi di viaggi e di momenti personali (Dania Marchesi); la rosa, simbolo dell’amore, in contrasto con la violenza, la distruzione e la guerra (Françoise Morin); la rosa personificata (Silvia Bibbo); l’interpretazione letteraria sulle tracce di Maria Messina (Mariangela Perrucci), la rosa e l'ambiente (Mario Pepe). Per chi vuole conoscere il contesto artistico, culturale e produttivo delle opere, si può collegare al link di Pinterest www.pinterest.com/designforeverydaylife dov'è pubblicata la bacheca "Ballate di Rose III" con le opere fotografiche in mostra, dotate di esaustive descrizioni. Al di là delle fotografie la mostra è arricchita dai ritratti di rose en miniature realizzati da Debora Ferruzzi Caruso e dai paesaggi post-impressionisti di Zhanna Chaban.
Questi lavori rappresentano una parte integrante del patrimonio artistico di “Ballate di Rose” che attende con fiducia la sua prossima edizione in primavera 2027 al fine di ampliare il nucleo delle opere.

In fotografia: particolare della mostra al Giardino delle Rose.
In primo piano Mario Pepe (Donna con rose nella discarica), Françoise Morin (La rose et la guerre), Antonietta Preziuso (le Rose del Ponte Morandi), Carlo Accerboni (Rose al Parco di Nervi).

Domani 9 giugno vi aspettiamo all'ultimo incontro di Ballate di Rose III, che si svolge al Giardino delle Rose, Viale Gi...
08/06/2026

Domani 9 giugno vi aspettiamo all'ultimo incontro di Ballate di Rose III, che si svolge al Giardino delle Rose, Viale Giuseppe Poggi 2, Firenze, alle ore 17.30. Come già nell'edizione del 2025, dedichiamo una tavola rotonda alla condizione femminile di una società, dove le donne non fanno parte delle specie protette. Partecipano al dibattito Elena Baragli, Presidente del Centro Antiviolenza Artemisia, Gaia di Pierro, Presidente dell’Associazione Anemone LGBTQIA+, Sara Piccolo, Presidente Progetto Itaca Firenze, Lidia Giorgi, Pastora della Chiesa Evangelica Riformista di Firenze, e Patrizia Loria, medico chirurgo, Genova.

La musicista e poeta Donatella Cheri declina il tema cardinale al flauto traverso, nell’ottica del possesso, del controllo e del piacere, attraverso i brani di tre compositori in tempi diversi: Christoph Willibald Gluck, Claude Debussy, Astor Piazzolla.

L’incontro si conclude con la visita alla mostra allestita en plein air con le opere di dodici artisti che dialogano con le rose botaniche e quelle immaginifiche realizzate da Carlo Accerboni, Paola Bernini, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Zhanna Chaban, Debora Ferruzzi Caruso, Dania Marchesi, Marcello Ignazio Marchisotta, Françoise Morin, Mario Pepe, Mariangela Perrucci, Antonietta Preziuso.

Un ringraziamento sentito va a tutti colori che hanno dimostrato tanta dedizione nel corso della realizzazione. Il vostro contributo creativo, artistico, letterario e musicale è stato fondamentale per raggiungere questo traguardo e per migliorare in prospettiva di una nuova edizione nel 2027.

Elisabeth Vermeer per Ballate di Rose (2018/26)

In uno dei recenti eventi promossi da “Ballate di Rose III” al Giardino delle Rose a Firenze, l’astronomo Ruggero Stanga...
03/06/2026

In uno dei recenti eventi promossi da “Ballate di Rose III” al Giardino delle Rose a Firenze, l’astronomo Ruggero Stanga ci ha entusiasmato con il suo intervento dedicato alle rose “extraterrestri”, ciò è agli astri a forma floreale. La sua narrazione ha svelato un lato sorprendente delle rose, la loro similitudine con certi corpi celesti. Nella mostra di fotografia contemporanea allestita sul muretto della Serra che dal 2011 ospita all'interno alcune opere dell’artista belga Jean-Michel Folon, scopriamo la forza dell’arte come generatrice di contaminazioni. Dieci artisti si sono confrontati con le rose, ciascuno in maniera soggettiva, scegliendo una via individuale d’interpretazione, tra di loro la pittrice bretone Françoise Morin (in arte Maga). Spesso ci invita ad uno sguardo dentro le civiltà antiche, e lo confermano i suoi lavori realizzati per “Ballate di Rose III”. L’artista viaggia tra due mondi sotto cieli diversi, il cielo della Francia e quello di adozione, il cielo dell’emisfero australe in Polinesia. Osservando il cielo in una notte serena, Morin s’incanta di fronte alle stelle, alle galassie, alle comete. Leggendo i brani del poeta persiano Omar Khayyam (1048/1131), Morin s’ispira al suo pensiero lirico che paragona l’universo con un pergolato di rose, i visitatori con le farfalle e i musicisti con le rondini. “Ma quando non ci sono più né rose né foglie”, scrive Khayyam, “le stelle diventano rose e la tua chioma la mia foresta.” Traducendo questo pensiero nel suo immaginario creativo, esso prende la forma di una rosa di cristallo, associata alla resistenza e alla capacità di adattamento, dal momento che si forma in ambienti particolarmente aridi e poco ospitali come il cielo profondo. Nonostante queste condizioni, la rosa di Morin richiama una rosa a tutti gli effetti, simbolo di bellezza, delicatezza e forza. Affine alla rosa nel deserto, portavoce della metafisica e della spiritualità.

“Ballate di Rose III” vi dà appuntamento giovedì 4 giugno alle ore 17.30 al Giardino delle Rose, Viale Poggi 2, Firenze, per un pomeriggio all’insegna delle rose persiane, illustrate dall’architetto e archeologo Bijan Saadat, in compagnia del Duo di musica antica, i cantori a ca****la Rossana Damianelli e Paolo Fabbroni.

Riferimenti: Sylvia Zanotto Giardino delle Rose https://fb.me/e/2109gbRNBa
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In fotografia Françoise Morin, composizione digitale, 2026.

Impressioni catturate al Giardino delle Rose a FirenzeTerza edizione di “Ballate di Rose”, dal 4 maggio al 9 giugno Come...
17/05/2026

Impressioni catturate al Giardino delle Rose a Firenze
Terza edizione di “Ballate di Rose”, dal 4 maggio al 9 giugno

Come già nell’anno scorso “Ballate di Rose” ci regala delle emozioni particolari conciliando gli scorci di un magnifico paesaggio, coronato da un notevole patrimonio botanico, dotato di circa 1.000 varietà botaniche, con un sapere enciclopedico della sfera affascinante delle rose in merito al loro senso figurato. Il programma del 2026 è arricchito da un percorso espositivo che vede protagonisti otto artisti molto diversi nell’ottica generazionale e stilistica. Alcuni fotografi, compositori digitali e pittori enfatizzano i numerosi collegamenti delle rose con altri ambiti come la storia dell’arte e alcuni grandi maestri che hanno immortalato l’anima della rosa e il suo forte valore simbolico. Al Giardino delle Rose il muretto di una serra funge da supporto per le opere di Carlo Accerboni, Paola Bernini, Zhanna Chaban, Debora Ferruzzi Caruso, Marcello Ignazio Marchisotta, Joanne Morgan, Mario Pepe, Antonietta Preziuso. La piccola mostra s’iscrive sapientemente nell’entourage della serra che ospita al suo interno opere dell’artista multidisciplinare belga Jean-Michel Folon, illustratore, scultore, scenografo, regista (1934/2005). Sotto Piazzale Michelangelo, la più grande piazza panoramica con vista su Firenze, le dodici sculture di Folon creano un costante dialogo tra arte e natura, su termini come libertà e viaggio, che ci invitano a riflessioni profonde. L’immaginario degli artisti contemporanei che hanno contribuito al progetto con associazioni spontanee, spaziano tra citazioni dei preraffaelliti (Paola Bernini, Mario Pepe) ad esperienze personali di un viaggio (Marcello Ignazio Marchisotta), da momenti della storia recente catturati dalla macchina fotografica di Antonietta Preziuso, dedicati alla tragedia del Ponte Morandi, fino alle miniature post-impressioniste della moscovita Zhanna Chaban, dalle istallazioni divertenti della londinese Joanne Morgan alle fotografie delle rose appassite al Parco di Nervi di Carlo Accerboni e agli acquerelli di rose e paesaggi di Debora Ferruzzi Caruso.

Lunedì 18 maggio si tiene il terzo incontro di “Ballate Rose III” con una nuova proposta interdisciplinare che deriva dall’astronomia. L’astrofisico Ruggero Stanga (già professore all’Università di Firenze e ricercatore all’Istituto di Astrofisica Arcetri di Firenze) ci racconterà l’immaginario delle rose nel cielo. Torna al Giardino delle Rose anche la scrittrice toscana Lucia Rachini, e le voci straordinarie di musica antica, Rossana Damianelli e Paolo Fabbroni. Sylvia Zanotto, l’anima del Giardino delle Rose, completa il disegno culturale dell’incontro con una sua performance sofisticata di “DanzaPoesia” dedicata a Hilda Doolittle – Sea Rose.

In fotografia: (1) Mario Pepe, Rose botticelliane. Composizione digitale 2026; Carlo Accerboni, Rose al Parco di Nervi. Fotografia, 2026. (2) Mario Pepe, Rose/Discarica. composizione digitale, 2026; Antonietta Preziuso, Le Rose del Ponte Morandi. Fotografia, 2026.
3) Paola Bernini, La vie en rose. Composizione digitale, 2026.

Riferimenti
Sylvia Zanotto - https://fb.me/e/9nSmjjETx
Design for Everyday Life - Facebook e Pinterest designforeverydaylife
Design of the Universe – Instagram
Paola Bernini su Instagram .bernini.184
Mario Pepe Facebook /Instagram
Carlo Accerboni Facebook e Instagram

Indirizzo

Florence

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