09/09/2026
INVITO MOSTRA CASA DELLE DONNE A FIRENZE
Lunedì 7 settembre alla Casa delle Donne a Firenze è stata allestita la mostra di fotografia contemporanea «Le Rose non protette», che dopo la stagione primaverile nel contesto della terza edizione di «Ballate di rose III» al Giardino storico delle Rose si presenta in una nuova versione. «Ballate di rose», ideato e curato da Elisabeth Vermeer, è uno specchio dei tempi incerti in cui viviamo, un viaggio tra opposti alla ricerca della «Grammatica delle Rose», un termine che deriva dal linguaggio della pratica botanica. Essa intende la pulizia, la potatura e la cura delle rose che seguono regole precise, finalizzate a rinvigorire la pianta, prevenirne le malattie e garantire fioriture spettacolari. L’attenzione alle piante, all’ambiente, alla natura in generale, ha il suo pendant nella dimensione umana. La cura corrisponde alla condivisione, alla fiducia, all’ascolto, all’empatia, alla capacità di superare un conflitto, alla visione di un senso comune. Particolare enfasi viene prestata ad un incontro sul tema armonia - pace / violenza - aggressione e sulla condizione femminile nella società e nella famiglia contemporanea. Se ne parla all’esempio delle «Rose non protette» che nel corso del tempo hanno disimparato a mostrare le loro spine. Questo paragone funge da riferimento narrativo per indagare i modelli culturali e i ruoli di potere che continuano a legittimare sopraffazioni, prevaricazioni e la violenza di genere. Al di là dei numerosi eventi collaterali il cuore del progetto ideato e curato da Elisabeth Vermeer c’è l’arte visiva contemporanea che già dalla prima edizione di «Ballate di rose» ci ha fornito nel suo complesso un'imperdibile panoramica, grazie alla varietà di artisti molto preparati e alla loro curiosità nei confronti di argomenti nuovi. Il tema cardinale esplorato dagli artisti si ramifica in diverse direzioni, tenendo conto della simbologia delle rose e della loro storia antica. Alcuni si sono ispirati al concetto metaforico della rosa, altri ai personaggi del mondo della letteratura, come nel caso di Mariangela Perrucci che eleva a protagonista la scrittrice siciliana Maria Messina. Altri ancora preferiscono l'autobiografia, andando a retroso alla ricerca di esperienze vissute, come Dania Marchesi. C'è la fotografia botanica, dedicata alle rose selvatiche e ibride, nella fase di un lento appassimento, come le fotografie di Carlo Accerboni e di Salvio Capuano e di Debora Ferruzzi Caruso che presenta una rosa sognatrice al tramonto. Oppure le composizioni digitali che prendono a modello le protagoniste dei Preraffaelliti, che diventano delle creature ibride, nascendo dal cuore della rosa, testimoniando il legame ancestrale con la terra, come nelle opere di Paola Bernini. Non mancano le voci critiche del contesto ambientalista e della sostenibilità ecologica come quella di Mario Pepe. Le rose nello splendore della fioritura vengono contrapposte allo squallore di una discarica. C’è la memoria collettiva e dolorosa della catastrofe del Ponte Morandi, rappresentata da Antonietta Preziuso, e il presentimento di una distruzione bellica dove la rosa si raggela e diventa vetro nelle composizioni di Françoise Morin. Marcello Ignazio Marchisotta sceglie un episodio vissuto in un paesaggio francese, dove le rose naturali convivono con l’arte in un parco di scultura. Lo splendore di un bouquet di rose di Klára Várhelyi convive con l’architettura di uno scalone romano barocco. Infine la rosa di Enza Lomonaco che tramanda la cultura dell’arte primitiva che non vuole essere una testimonianza decorativa, ma un simbolo della bellezza spirituale. L’opera di Silvia Bibbo invece rispecchia il legame stretto tra donna e natura, conferendo alla rosa sembianze femminili che conciliano la delicatezza del fiore con le emozioni delle donne. La mostra resta allestita fino al 18 settembre ed è accessibile alle visite da lunedì a venerdì dalle ore 15.30 alle 18.30. Vi ricordiamo l'evento speciale "Le Rose non protette" che si svolge sabato 12 settembre alle ore 11.00 alla Casa delle Donne, Complesso delle Murate, Via delle Vecchie Carceri 8, Firenze - www.casadelledonnefirenze.it, Facebook e Instagram.