12/01/2026
Mercoledi 21 gennaio 2026 ore 21 COSA RIMANE DI LEI
"Cosa rimane di lei" è un reading performativo curato da Gabriella Becherelli e dedicato alla poetessa palestinese Heba Abu Nada, con musiche di Alessandro Imondi e interpretazione di Maria Pina Sulis, un evento che si è tenuto nel novembre 2025 a Firenze presso il centro culturale Il Giardino dei Ciliegi, focalizzato sulla poesia e le storie di resistenza e memoria legate alla figura della poetessa.
Dettagli dell'evento:
Soggetto: La poetessa palestinese Heba Abu Nada, figura tragicamente scomparsa.
Formato: Un reading performativo, che unisce lettura, musica e narrazione.
Curatrice: Gabriella Becherelli.
Musiche: Alessandro Imondi.
Voce: Maria Pina Sulis.
Luogo e Data: TEATRO IL PROGRESSO Firenze
Significato:
L'evento si inserisce in un contesto di riflessione sulla Palestina e sulla guerra, usando la poesia di Heba Abu Nada come strumento per mantenere viva la sua voce e testimoniare le storie di chi lotta e soffre, come sottolineato dalle iniziative di "Parole contro la guerra" legate alla stessa associazione.
Heba Abu Nada era una biochimica ma anche una poetessa, nata nel 1991 alla Mecca, in Arabia Saudita, da una famiglia di rifugiati. È cresciuta a Gaza e ha studiato all’Università Islamica di Gaza, dove ha conseguito una laurea in biochimica, e in seguito un master in nutrizione presso l’Università al-Azhar.
Nel 2017 si è classificata al secondo posto nello Sharjah Award for Arab Creativity con il romanzo Oxygen is not for the dead (L’ossigeno non è per i morti).
Durante l’assedio di ottobre 2023 ha pubblicato alcune memorie e poesie. È morta il 20 ottobre del 2023 a Khan Yunis, uccisa da un bombardamento israeliano.
Le due poesie che seguono si intitolano Non c’è tempo e Foto di famiglia.
Non c’è tempo
Non c’è tempo per grandi funerali e addii adeguati,
non c’è molto tempo: un razzo furioso sta arrivando,
ci accontenteremo di un bacio veloce sulla fronte
e un addio rapido, aspettando la nuova morte.
Non c’è tempo per l’addio.
Foto di famiglia
Le nostre foto di famiglia: un sacco di brandelli, un mucchio di cenere,
cinque sudari avvolti l’uno accanto all’altro di dimensioni differenti.
Le foto di famiglia a Gaza non sono come tutte le altre.
Ma erano insieme, e insieme se ne sono andati.