La Casa Usher

La Casa Usher Casa editrice indipendente, fondata a Firenze negli anni Ottanta e specializzata nel teatro militante

Il dolore grande per la perdita di Andrea RauchA proposito di Andrea Rauch non si può che partire da un’immagine. Ho sce...
29/09/2025

Il dolore grande per la perdita di Andrea Rauch

A proposito di Andrea Rauch non si può che partire da un’immagine.
Ho scelto quella che mostra Andrea affacciato dal Palazzo Pubblico che guarda Piazza del Campo nell’imminenza del Palio dell’Assunta, nell’agosto del 2003.
Quell’anno Siena, la sua città, riconobbe ad Andrea l’onore di disegnare il “cencio”, il drappellone riservato alla contrada vincitrice.
Andrea era senese e si era formato al Liceo Piccolomini di Siena. Proprio stamane un senese molto illustre, Roberto Barzanti, che era stato suo insegnante, nel commemorarlo ha sottolineato, come quello studente ne abbia fatto di strada, dopo che aveva già mostrato precocemente una vocazione all’arte della comunicazione, poi perseguita per tutta la vita.
Di questa lunga e grande strada non parlo qui. Ci sarà, spero, il tempo, sicuramente l’impegno di onorare il lavoro di Andrea Rauch, con la consapevolezza che il farlo conoscere, oltre che una consolazione per noi, sarà molto utile anche alle nuove generazioni.
Oggi per me, per la mia famiglia, per tutti i miei compagni di lavoro de La Casa Usher e per tanti amici sparsi un po’ dovunque è una durissima giornata di dolore.
Voglio perciò soffermarmi brevemente solo su due bisogni prioritari.
La prima è mandare anche dalla Rete un abbraccio a Veronica e a Iacopo, alle loro famiglie, alle ragazze e ai ragazzi di cui Andrea è nonno e bisnonno.
L’altra grande priorità è di riconoscere, raccogliere e rendere noto un regalo che in tanti dobbiamo ad Andrea. Le sue caratteristiche umane, nelle quali non mancavano anche simpatiche attitudini burbere e polemiche, hanno sempre avuto il dono di avvicinare tra loro le persone con le quali lui aveva dei rapporti non effimeri. Anche persone molto diverse tra loro, anche persone che in qualche circostanza potevano trovarsi in polemica tra loro o in contrasto d’interessi, quando c’era lui, quando si ricordavano di averlo come amico, quando in qualche modo avevano in comune un riferimento a lui ne avevano riflessi positivi. Si distendevano, avvertivano la consapevolezza di una vicinanza reciproca. Era come se sentissero di far parte di una stessa comunità.
Andrea era ed è capace di farci sentire una comunità in suo nome. Non a caso lo stesso suo antico insegnante che ho citato all’inizio nello scrivermi ha concluso offrendomi «un abbraccio in nome di Andrea».
Oggi il dolore è immenso ma possiamo e dobbiamo anche goderci questo suo dono.
Grazie di tutto Andrea
Vittorio Giudici

𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐚𝐥𝐝𝐢Ieri mattina è morto l’editore Mario Guaraldi. Aveva 83 anni, vissuti molto intensame...
03/01/2025

𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐚𝐥𝐝𝐢

Ieri mattina è morto l’editore Mario Guaraldi. Aveva 83 anni, vissuti molto intensamente.
L’avevo incontrato quando ero ancora molto giovane e da allora ho avuto il previlegio e il piacere di un’amicizia profonda e lunga.
Soprattutto gli devo molto. Mario è stato il mio maestro nel mestiere di editore.
I maestri, in genere, insegnano, correggono, sgridano. I grandi maestri si distinguono
perché aiutano gli allievi. I grandissimi maestri vanno oltre perché contribuiscono a farci capire noi stessi: con il suo esempio Mario ha fatto esplodere in me la passione per l’editoria.
Al mestiere di editore si accompagna anche la difficoltà ad accontentarci di ciò che si riesce a realizzare. Si è soggetti a un’aspirazione pretenziosa di una compiutezza inarrivabile. Questo tarlo riaffiorava in Mario Guaraldi che, con la sua attitudine all’ironia, a volte si è voluto definire «un editore di insuccesso».
Era difficilissimo togliergli dalla testa questa visione del tutto errata, profondamente infondata.
Dirò più avanti dell’unica volta in cui mi ha quasi dato ragione.
Prima mi soffermo su una stagione importante della sua lunga, utilissima e generosa attività.

Pochi giorni fa Rimini, dove Guaraldi era nato il 26 settembre 1941 e dove è morto il 2 gennaio 2025, gli aveva conferito il Sigismondo d’oro, saldando così il debito di riconoscenza che la sua città aveva maturato per il modo in cui Mario era riuscito a illustrarla.
C’è invece un’altra città, la mia Firenze, che non ha estinto il debito di riconoscenza verso Mario per ciò che egli le ha dato negli anni Settanta del Novecento.
A quel tempo le cronache fiorentine e le lamentele dei fiorentini sottolineavano la progressiva dispersione dei fasti editoriali ottocenteschi e della prima metà del Novecento.
La condanna all’emigrazione, in particolare verso Milano, da parte degli intellettuali, degli artisti, dei creativi era accentuata dalla decadenza dell’industria editoriale locale.
«Per pubblicare dobbiamo prendere il treno» era solito ripetere un talentuoso musicista e poeta visivo.
Agli inizi degli anni Settanta Mario Guaraldi andò in controtendenza. Il periodo fiorentino della casa editrice Guaraldi merita uno studio attento, cui qui posso solo accennare.
Il catalogo della Guaraldi costruito in quel decennio ha due origini:
• la personalità dell’editore, la sua insaziabile curiosità, la sua capacità di saper leggere e di saper assistere e valorizzare autori, traduttori, redattori e grafici, la sua sintonia con i valori della cultura del Sessantotto, la sua eccellenza nell’arte della comunicazione, sostenuta anche da notevoli capacità affabulatorie;
• la chiara consapevolezza dell’editore di essere un organizzatore di cultura e come tale bisognoso della necessaria aggregazione attorno a sé stesso di studiosi capaci di cogliere i bisogni e le innovazioni.
il catalogo della Guaraldi degli anni Settanta è il frutto del talento dell’editore, della sua consapevolezza che i libri si stampano sostenendo gli autori, ma avendo nel contempo una forte attenzione verso le esigenze dei lettori. Il lavoro dell’editore è anche l’esito del lavoro degli intellettuali che egli aggrega e ascolta.

Da un’inconsueta sintesi tra le scelte personali e l’assunzione della responsabilità di aggregare specialisti è nato un catalogo che meriterebbe un esame particolareggiato.
Una parte del catalogo è stata il frutto delle scelte personali dell’editore, della sua passione civile e politica, le passioni degli anni Settanta del Novecento, del dopo Il Sessantotto. Perciò Mario è stato classificato come uno degli “editori del Sessantotto”.
Il primo titolo fu Il calcio come ideologia. È impossibile qui citare tutti quelli che seguirono.
Vale la pena soffermarci sul fatto che Guaraldi colse a pieno le spinte innovative legate alla condizione femminile. Non a caso poche sere fa sulla 7, un’autrice della Guaraldi, Patrizia Carrano, ha ricordato l’importanza di un libro come Compagno padrone di Laura Grasso.
La forza innovativa delle proposte circolava e veniva amplificata nelle pagine dei giornali, a volte nelle prime pagine. Il festoso narcisismo di Mario era momentaneamente appagato quando nella rubrica I segreti degli editori de «L’espresso» di Maria Livia Serini l’incipit era «Un giovane e coraggioso editore…»
In quegli anni Mario ha cercato di dare un senso alla sua collocazione nel panorama editoriale attraverso la formazione del movimento di Editoria Democratica, coinvolgendo un certo numero di colleghi, compreso un grande protagonista dell’editoria europea come Giulio Einaudi.
Ma proprio a proposito della Einaudi Mario, nel suo ringraziamento recentissimo all’attribuzione del Sigismondo d’oro ha ricordato che agli inizi degli anni Settanta la cultura e l’editoria italiane continuavano a confinare le scienze umane in veri e propri ghetti.
In quel tempo, ha ancora rammentato Mario, Paolo Boringhieri aveva dovuto lasciare l’Einaudi e fondare la propria casa editrice per pubblicare Freud. In quel tempo molti grandi intellettuali
e i più prestigiosi editori erano ancora prigionieri dello storicismo dominante e consideravano le scienze umane come discipline minori.
A fronte di questa situazione emerge l’importanza dell’aggregazione di studiosi attorno alla casa editrice. Mario ha ricordato, infatti, l’impegno della casa editrice degli anni Settanta nell’introdurre in Italia testi importanti della psicoanalisi, della sociologia, dell’antropologia culturale, della pedagogia.
La Guaraldi, infatti, ha pubblicato opere fondamentali delle prime generazioni post freudiane, autori come Sandor Ferenczi ed Ernest Jones. Ha dato una mano a dare circolazione alla sociologia in Italia, per esempio pubblicando per prima Pierre Bourdieu. Ha dato voce all’antropologo Luigi Lombardi Satriani e ai suoi allievi.
Inoltre la Guaraldi degli anni Settanta ha dato continuità in forme molto innovative alla consolidata vocazione pedagogica dell’editoria fiorentina, da Le Monnier alla Nuova Italia di Tristano Codignola. La ricca collezione denominata Le frontiere dell’educazione rispondeva ai bisogni degli insegnanti di favorire lo sviluppo della creatività nelle allieve e negli allievi. Gli autori erano pedagogisti, insegnanti innovativi e appassionati, ma anche artisti, attori, scienziati. Tra i numerosi titoli dedicati al rinnovamento della didattica mi vengono in mente Le comuni infantili. Guida a un’educazione non repressiva, il fortunato titolo Io ero l’albero tu il cavallo, ma anche il Diario di un educastratore, L’animazione teatrale di Giuliano Scabia e I pampini bugiardi di Umberto Eco.

Nei decenni successivi agli anni Settanta le attività editoriali di Mario Guaraldi sono proseguite in altre molteplici e lusinghiere forme. Un aspetto rilevante del suo impegno è stata la forte consapevolezza e fiducia sul fatto che la rivoluzione digitale proponga un clamoroso salto
di accessibilità e di fruizione della conoscenza. Mario ha avuto in mente un esito da potersi paragonare a quanto era avvenuto nel XV secolo con l’introduzione e la diffusione della composizione dei testi con i caratteri mobili.
Mario, dunque, ha considerato precocemente la tendenza irreversibile al superamento del cartaceo come una grandissima opportunità per l’umanità.
Gli anni successivi ai Settanta sono una storia diversa da quella sulla quale mi sto attardando.
Il corso della storia, ovviamente, presenta cambiamenti, svolte progressive, involuzioni.

Alcune modalità ingenerose hanno fatto si che Mario abbia sofferto della fine del periodo fiorentino. Ha avuto la tentazione di considerare la fine di questa fase come la prova di essere
«un editore di insuccesso». Non ha tenuto conto del fatto che per alcuni anni gli intellettuali fiorentini avevano avuto meno bisogno di prendere il treno per Milano.
Forse teneva conto di certi comportamenti nei suoi confronti da parte dei gestori di case editrici storiche, che poi ben presto sono state coinvolte nelle dinamiche delle concentrazioni
delle “tigri di carta”.
Qualche volta ho provato a proporre a Mario una considerazione che avevo ascoltato dalla voce di un grande storico del teatro come Nando Taviani a proposito dell’esperienza di Jacques Coupeau nel Théâtre du Vieux-Colombier. Taviani paragonava i vertici artistici raggiunti durante le stagioni di quel teatro parigino alla conquista della vetta dell’Everest da parte di un alpinista. Aggiungeva che era naturale che dopo un po’ l’aria estremamente rarefatta a quell’altitudine costringeva il conquistatore a scendere a valle. E allora, si chiedeva Nando, l’alpinista deve rammaricarsi di essere sceso o deve essere felice della sua conquista? Mario non ascoltava, al massimo si avventurava a rispondere di non essere mai salito sull’Everest.
Solo una volta sono riuscito a farmi ascoltare, come ho accennato all’inizio. Usai l’espedente di usurpare il ruolo di un accademico. Dissi a Mario che se lui non mi avesse traviato in gioventù e fossi diventato un docente di storia contemporanea, avrei dato volentieri a una studentessa o a uno studente una tesi sull’apporto e l’originalità della casa Guaraldi degli anni Settanta nel contesto della cultura e della società italiana di quel tempo.
In quel giorno Mario commemorava la scomparsa di un editore, suo amico e rivale, Cesare De Michelis della Marsilio. Ne approfittai ricordandogli che quella casa editrice aveva pubblicato, con merito, un gran numero di opere, ma che in quel caso era possibile produrre solo un ricco
e splendido catalogo, ma non certo sollecitare una tesi universitaria, come invece era lecito ipotizzare per la Guaraldi fiorentina.
Mi ascoltava, senza ammettere, ma sorrideva ii modo da far sembrare che fosse un po’ convinto.
Resta la colpevole mancata riconoscenza della mia città per un signore che per una decina d’anni ne ha animato aspetti della vita sociale e soprattutto ha ridato una forte dignità a un’editoria in crisi.
Non sono nella condizione né di assumere la rappresentanza della città, né di assegnare una tesi sulla Guaraldi degli anni Settanta.
Con un po’ di fortuna spero che La Casa Usher possa pubblicare una testimonianza di questa importante storia.

09/09/2023

Il 15 settembre si festeggiano i 40 anni della biblioteca Franco Basaglia di Vaiano. In quest’occasione verrà presentato il libro “Dialoghi segreti di paesi” curato da Massimo Marino, Carlo Taiti e Laura Artioli, pubblicato dalla Casa Usher, che tratta del rapporto fra due paesi, uno della Valle del Bisenzio la Briglia e l’altro dell’Appennino Emiliano, Marmoreto. Questo libro è stato stimolato e arricchito dal lavoro e dall’arte di Giuliano Scabia.
A seguire ci sarà una festa all’osteria della spola d’oro!
Siete tutti benvenuti!
Necessaria prenotazione

È online il nuovo numero di Carte Semiotiche “Scene della Nostalgia“a cura di Mario Panico.Al suo interno i contributi d...
01/08/2023

È online il nuovo numero di Carte Semiotiche
“Scene della Nostalgia“
a cura di Mario Panico.
Al suo interno i contributi di (Marianna Boero, Giorgio Busi Rizzi, Valeria De Luca,Luigi Lobaccaro, Sebastián Moreno Barreneche, Isabella Pezzini, Francesco Piluso, Piero Polidoro, Jenny Ponzo, Mauro Portello e Maria Pia Pozzato).
Il numero è ora consultabile sul nostro sito:
http://www.lacasausher.it/index.php/carte-semiotiche-annali-9/
Lucia Corrain

«Con questo lavoro di Massimo Marino siamo di fronte a un libro importante, che per la prima volta cerca di abbracciare ...
23/04/2023

«Con questo lavoro di Massimo Marino siamo di fronte a un libro importante, che per la prima volta cerca di abbracciare l’intero lavoro di Giuliano Scabia, senza distinzioni nette fra teatro, poesia, narrativa e saggistica».

Marco De Marinis su Culture Teatrali parla del lavoro di Massimo Marino per il "Poeta d'oro"
edizioni La Casa Usher
La Casa Usher





Prima osservazione. Con questo lavoro di Massimo Marino siamo di fronte a un libro importante, che per la prima volta cerca di abbracciare l’intero lavoro di Giuliano Scabia, senza distinzioni nette fra teatro, poesia, narrativa e saggistica. Tutte queste diverse attività sono raccontate unitaria...

Oggi su Robinson Repubblica  Marco Belpoliti parla di Giuliano Scabia e del nostro libro a lui dedicato  “Il Poeta d’oro...
08/04/2023

Oggi su Robinson Repubblica Marco Belpoliti parla di Giuliano Scabia e del nostro libro a lui dedicato “Il Poeta d’oro” scritto da Massimo Marino .

il Centro di ricerca OMAR CALABRESEin vista della prossima uscita della rivistaCarte semiotiche – Annali 10 | Silver Age...
06/04/2023

il Centro di ricerca OMAR CALABRESE
in vista della prossima uscita della rivista

Carte semiotiche – Annali 10 | Silver Age. Nuove culture della vecchiaia

a cura di Mauro Portello e Maria Pia Pozzato

lancia una call for paper finalizzata all’acquisizione di contributi.
Troverete tutte le informazioni dettagliate al link

https://www.semio-cross.it/post/cfp-carte-semiotiche-annali-10-silver-age-nuove-culture-della-vecchiaia

Contributi in italiano, inglese, francese, spagnolo
Indicazioni operative
Lunghezza abstract: max. 2000 caratteri spazi inclusi (circa 500 parole)
L’abstract dovrà riportare le indicazioni di una bibliografia minima di riferimento. Lunghezza articoli: max. 40.000 caratteri spazi inclusi (circa 8000 parole)
Immagini: b/n in corpo testo e a colori in file separato (jpeg, png, risoluzione almeno 1500 pixel nel lato maggiore)

Termine consegna abstract: 10 MAGGIO 2023
Data comunicazione accettazione proposte: 20 MAGGIO 2023
Termine consegna contributi selezionati: 10 SETTEMBRE 2023
Fine del processo di revisione: OTTOBRE 2023
Data prevista di uscita del volume: DICEMBRE 2023

su Siing Magazine (Siing.net)la prima rivista digitale dedicata interamente al canto,recensione del nostro libro "A voce...
02/04/2023

su Siing Magazine (Siing.net)la prima rivista digitale dedicata interamente al canto,
recensione del nostro libro "A voce spiegata" con intervista di Francesca Iaccarino all'autrice Francesca della Monica.








...Allora arriva in modo molto opportuno e affascinante un bel libro di Francesca della monica, che è apprezzatissima ca...
31/03/2023

...Allora arriva in modo molto opportuno e affascinante un bel libro di Francesca della monica, che è apprezzatissima cantante, compositrice e filosofa della musica. Della Monica ha lavorato con i maggiori registi italiani, mettendo a punto una sua metodologia di studio della voce legata alla scena. Per questo, è docente alle scuole di teatro di Torino, Milano, Genova, Siracusa e all’Università di Bologna. Sin dal titolo, il volume, edito da La Casa Usher a fine 2022, è un brillante interrogativo. Si intitola, infatti, “A voce spiegata”, che è un bel gioco di parole: quello “spiegata” può essere inteso come frutto di una spiegazione, di un approfondimento (e lo è), ma può essere interpretato anche come “a voce distesa”, ossia aperta, libera.

Cosi Andrea Porcheddu parla del nostro libro in una bella intervista con l'autrice Francesca della Monica uscita su Gli Stati Generali
al link l'articolo completo

Uno spettacolo di qualche tempo fa, il bellissimo Giulio Cesare di Shakespeare con la regia di Romeo Castellucci, si apriva con una sequenza inquietante: un attore si infilava una sonda video in gola e parlava o emetteva suoni. L’immagine proiettata su un grande schermo mostrava dunque l’apparat...

...Non è solo un libro-tributo e nemmeno un saggio critico, non è memoriale nostalgico o pura biografia. È un lavoro di ...
25/03/2023

...Non è solo un libro-tributo e nemmeno un saggio critico, non è memoriale nostalgico o pura biografia. È un lavoro di scavo amorevole nella lunga creazione di uno tra i più luminosi poeti del nostro tempo, che nell’attraversare gli oltre cinquant’anni di esperimenti lascia testimonianza di quanto irregolare, libero e fondamentale sia stato l’operare di Giuliano. Sfuggendo alle etichette, ha insegnato a intere generazioni a fare poesia oltre la pagina, animare teatro fuori dal teatro, raccontare creando mondi collettivi...

Massimo Marino dialoga con Azzurra D'agostino del nostro libro "Il Poeta d'oro"
su PORDENONE LEGGE POESIA





di Azzurra D'Agostino

Sul Notiziario che dal 1968 è la rivista ufficiale del Settore Tecnico della FIGC n.1/2023 è stata pubblicata la recensi...
11/03/2023

Sul Notiziario che dal 1968 è la rivista ufficiale del Settore Tecnico della FIGC n.1/2023 è stata pubblicata la recensione del prof. Felice Accame, noto saggista italiano e docente di Teoria della Comunicazione presso il Settore Tecnico di Coverciano della FIGC, del nostro libro "Allenare gli allenatori. Perché si impara a giocare giocando” di Francesco D'Arrigo e Claudio Albertini .





Alcune foto della serata di ieri per la presentazione del nostro libro "Il Poeta d'oro" dedicato all'artista, poeta e sc...
08/03/2023

Alcune foto della serata di ieri per la presentazione del nostro libro "Il Poeta d'oro" dedicato all'artista, poeta e scrittore Giuliano Scabia scritto da Massimo Marino. La serata si è svolta presso il Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro Milano alla presenza dell'autore e di Claudio Longhi, Marco Belpoliti, Oliviero Ponte Di Pino.
Ringraziamo Heidi Mancino per le foto!









Indirizzo

Via Ricasoli 32
Florence
50121

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando La Casa Usher pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a La Casa Usher:

Condividi