22/05/2026
Alla fine di aprile, diverse persone della costellazione di Zona Crepuscolare sono praticamente scomparse per quattro giorni dentro uno dei rituali creativi più strani, intensi ed estenuanti che conosciamo: Corto Botanico.
Per chi non lo conoscesse, Corto Botanico è una competizione dedicata ai visual storyteller che riunisce filmmaker e creativi appassionati provenienti da tutta la Toscana e anche oltre. Le regole sono semplici e leggermente spaventose: in 96 ore bisogna creare un cortometraggio completamente da zero, basandosi su una pianta e una frase assegnate casualmente. Scrivere, girare, mo***re, sopravvivere — tutto quasi contemporaneamente.
Quest’anno hanno partecipato tre diversi team legati a Zona. Tutti e tre i progetti sono entrati nella shortlist, e uno di loro ha persino ricevuto una menzione speciale, cosa che ci ha resi sinceramente molto orgogliosi.
Un ringraziamento speciale va a Hortencia per il suo incredibile lavoro di animazione in “Qualcosa di più grande”. Il film è davvero bellissimo — delicato, strano, materico e pieno di attenzione ai dettagli, nel modo in cui solo un’animazione realizzata con vera cura riesce a essere.
E ovviamente vi invitiamo a guardare tutti e tre i corti. Trovate i link nelle stories di oggi e nel profilo di .
🌾 “Io e Lydia” di Paola Roberti & Co,
con Salomè Baldion e Marco Malevolti.
🌳 “Ci colpisce tutti i giorni” di Asha Komarovskaia,
con Asha, Marco Bartolini e Nora Gennai.
🌱 “Qualcosa di più grande” di Hortencia Teran,
con Hortencia e Asha.
Parliamo spesso di teatro perché è il centro di quello che facciamo, ma progetti come questo ci ricordano anche che la narrazione cambia continuamente forma. A volte diventa uno spettacolo teatrale. A volte diventa un’allucinazione collettiva di quattro giorni fatta di piante, telecamere, stanchezza e software di montaggio.