Il Giardino dei Ciliegi

Il Giardino dei Ciliegi “Un giorno, di cui non posso scrivere al presente, i ciliegi saranno fioriti”, scrisse Christa Wolf dopo la catastrofe di Cernobyl.

CENTRO IDEAZIONE DONNA: Laboratori di scrittura creativa ed attività culturali, con l'intento di contribuire alla diffusione del pensiero e delle pratiche femministe, oltre che a creare un dialogo fra diversità. Da qui nasce l'attività de Il Giardino dei Ciliegi, attiva dal 1988 con l'intento di contribuire alla diffusione del pensiero e delle pratiche femministe, oltre che a creare un dialogo fra

diversità, rappresentando un crocevia di esperienze e incontri. Diventata una vera istituzione in città, Il Giardino dei Ciliegi si dedica da anni alla promozione delle pari opportunità soprattutto nelle scuole, al contrasto agli stereotipi di genere, ai temi dell'intercultura, della migrazione, dell'accoglienza, dei movimenti delle donne, delle teorie e pratiche femministe e queer attraverso incontri, seminari, convegni e corsi.

18/06/2026

Virginia Galilei - Suor Maria Celeste

di Sara Sesti

Virginia Galilei fu la primogenita di Galileo Galilei. Nacque nel 1600 dalla relazione tra lo scienziato e Marina Gamba, sua giovane compagna, che Galileo non sposò mai.

Dalla loro unione nacquero anche altri due figli. Nonostante le sue idee innovative e la sua visione aperta del mondo, Galileo non si sottrasse alle convenzioni sociali del tempo e destinò Virginia e la sorella Livia alla vita monastica.

A soli tredici anni Virginia entrò nel convento delle Clarisse di San Matteo, ad Arcetri.

Il 4 ottobre 1613 pronunciò i voti come monaca di clausura assumendo il nome di Suor Maria Celeste, e tra quelle mura trascorse l’intera esistenza, fino alla morte prematura, avvenuta nel 1634, quando aveva soltanto trentatré anni.

A prima vista la sua biografia potrebbe sembrare priva di eventi straordinari: una vita silenziosa, consumata all’interno di un convento.

Eppure Virginia riuscì a lasciare una testimonianza di eccezionale valore, che ancora oggi ci permette di conoscere la sua personalità e il suo tempo.

Di Suor Maria Celeste conserviamo infatti 124 lettere indirizzate al padre durante gli anni della clausura: la prima risale al maggio del 1623, l’ultima al dicembre del 1633.

Non possediamo invece le risposte di Galileo, probabilmente distrutte dalla superiora del convento per timore che potessero attirare sospetti di eresia sulla comunità religiosa.

È una perdita significativa, perché un epistolario completo ci consentirebbe di comprendere ancora meglio la profondità del legame tra padre e figlia.

Nonostante la scelta imposta della monacazione, Virginia non manifestò mai risentimento verso il padre. Al contrario, sviluppò nei suoi confronti un affetto profondo e una sincera devozione.

Galileo, dal canto suo, era molto legato alle figlie, ma in Virginia riconosceva un’affinità speciale: ne apprezzava l’intelligenza, la sensibilità e la capacità di comprenderlo. Non di rado le confidava i propri pensieri e le proprie preoccupazioni.

Durante gli anni più difficili della sua vita, segnati dal processo per eresia e dalla successiva condanna che lo costrinse all’abiura, Galileo trovò in Suor Maria Celeste una presenza affettuosa e costante. Virginia lo sostenne con lettere colme di premura, incoraggiamento e attenzione concreta ai suoi bisogni.

Lo scienziato era stato infatti accusato per il suo sostegno alla teoria eliocentrica di Copernico, secondo la quale la Terra e gli altri pianeti ruotano attorno al Sole, in contrasto con la concezione geocentrica allora sostenuta dalla Chiesa cattolica.

La morte di Virginia rappresentò per Galileo un dolore immenso. Egli stesso la ricordò con parole commosse:

«[Virginia era] donna di esquisito ingegno, singolar bontà et a me affezzionatissima. […] in sei giorni si morì, essendo di età di trentatrè anni, lasciando me in una estrema afflizzione».

Di salute fragile fin dalla giovinezza, Suor Maria Celeste morì pochi mesi dopo il ritorno del padre ad Arcetri, lasciandolo in uno stato di profonda sofferenza.

Le sue lettere costituiscono oggi una fonte storica preziosa. Non raccontano soltanto il rapporto tra una figlia e il suo celebre padre, ma offrono anche un vivido affresco della società italiana ed europea del Seicento.

Attraverso le sue parole emergono la vita quotidiana del convento, le difficoltà economiche, gli eventi politici e religiosi dell’epoca, nonché la straordinaria sensibilità di una donna colta e attenta al mondo che la circondava.

Dal chiuso della clausura, senza ricchezze né potere, Suor Maria Celeste riuscì a osservare e interpretare la realtà con lucidità e profondità.

La sua vicenda dimostra come, anche in un’epoca difficile e ricca di limitazioni per le donne, fosse possibile coltivare la libertà dello spirito, dell’intelligenza e del pensiero.

Oggi Suor Maria Celeste riposa nella Basilica di Santa Croce a Firenze, accanto al padre e ad altri grandi italiani.

Tuttavia, nessuna epigrafe ricorda che in quel luogo giace la donna che, più di ogni altra, fu vicina a Galileo nei momenti cruciali della sua vita.

18/06/2026

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«Procedetti a stipulare un memorabile patto con me stessa, giurando che sarei riuscita ad onorarlo. La vita interiore e creativa avrebbe riconquistato il suo terreno, con la legittimità ad esistere e ad essere riconosciuta, chiedendo luce dopo tante ombre.» Di Brunella Campea Per anni ho scritto ...

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DIGITLIBRI 13^puntata
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MARIALUISA BIANCHI presenta STORIA di FIRENZE
MARIALUISA BIANCHI presenta a digitlibri STORIA di FIRENZE
Anna Maria Luisa de’ Medici fece redigere la cosiddetta “Convenzione”, meglio conosciuta come “patto di famiglia”. Un contratto che stabilì il passaggio allo stato toscano della vastissima collezione artistica che apparteneva ai Medici da secoli. A lei, però, va il merito di poter ammirare i tanti tesori d’arte collezionati per secoli dalla dinastia dei Medici.

MARIA LUISA BIANCHI Storia di Firenze digitradio.it DIGITLIBRIFirenze infatti è stata risparmiata dal saccheggio dei capolavori che altri centri di cultura del Rinascimento italiano furono costretti a subire. L’autrice Marialuisa Bianchi guida il lettore attraverso i luoghi e gli angoli più inediti della città. Un libro che ricorda il coraggio di Anna Maria Luisa de’ Medici, ultima discendente di una delle famiglie più celebri al mondo.

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Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.

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13/06/2026

Con il cuore spezzato la Libreria delle donne di Milano dà notizia della morte, questa mattina, di Luisa Muraro.

Luisa era una maestra, la più grande maestra che io abbia incontrato. Lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all’Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita, con altre, alla comunità filosofica Diotima; per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata; per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei. Io l’ho conosciuta in Libreria, tanti anni fa, e abbiamo condiviso fianco a fianco l’avventura del sito della Libreria delle donne. Il sito esiste anche grazie a lei, a quell’intelligenza che faceva della relazione la misura di ogni cosa, anche della tecnica.

Foto di Laura Giordano

https://puntodivista.libreriadelledonne.it/per-luisa-muraro-morta-il-13-giugno-2026/

Indirizzo

Via Dell'agnolo 5
Florence
50122

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Lunedì 16:00 - 19:30
Martedì 16:00 - 19:30
Mercoledì 16:00 - 19:30
Giovedì 16:00 - 19:30
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