Gruppo 9999

Gruppo 9999 Gruppo 9999 (G. Birelli, C. Caldini, F. Fiumi e P. Galli), Architettura Radicale, Firenze [1968-1972] E il 9999 lancia il proclama che esprime la sua filosofia.

e' stato un di di , nato a nella seconda meta' degli e cioe' nel 1967, al quale aderirono Giorgio Birelli, Carlo Caldini, Fabrizio Fiumi e Paolo Galli. Esponenti dell'area , questi si affermarono nel 1969 con la realizzazione della che ospitava sperimentali, per lo più usand

o, come mezzi per la progettazione, , , , , luci e . Nel 1967 Carlo Cialdini insieme a Giorgio Birelli, Fabrizio Fiumi e Paolo Galli forma il Gruppo 9999. Nell’estate del 1968 il gruppo inaugura il proprio studio in campagna alla periferia sud di Firenze vicino a Porta Romana. Collocato al piano terreno di una villa fattoria in cima alla collina di Marignolle. Da una parte gli olivi, le vigne, la con i suoi armoniosi suoni confusi con le voci dei contadini intenti al lavoro dei campi e dall’altra la , il , gli e gli con il mondo allo Space Electronic, progettato nel 1969. La natura con i suoi delicati equilibri e le sue armonie affascina e coinvolge sempre più il 9999 nelle sue quotidiane osservazioni, mentre il mondo sembra dominato dalla tecnologia come se fosse una divinità che lo governa senza che nessuno si accorga dei danni irreparabili prodotti alla natura. “Dobbiamo voler più bene al nostro pianeta!”. RILASSATEVI. Immensi cicli energetici sostengono la nostra in una sottilissima pellicola della . La nostra esperienza dipende solo dalle forme di vita, dai fenomeni conosciuti e sconosciuti che si manifestano con l’armonia e l’eleganza della natura. L’ e il suo sono al centro della ricerca del gruppo 9999 che nei suoi progetti esprime l’ipotesi fondamentale di un equilibrio tra progresso scientifico e natura. Questo avviene grazie a una tecnologia altamente sofisticata, purificata da rifiuti e inquinamenti, che opera esclusivamente a servizio e protezione dell’uomo e del suo ambiente. Non è un caso quindi che l’opera più riconoscibile del Gruppo 9999 è il esposto anche al di per la mostra ( e a cui fa riferimento anche Catharine Rossi)
http://notteitaliana.eu/persone/carlo-caldini-gruppo-9999-dai-campus-universitari-di-new-york-allo-space-electronic-di-firenze/

Group 9999’s project Apol­lo 1971 sounds prophet­i­cal­ly lit­er­al: ​“Final­ly, after the last hap­pi­ly end­ed Apol­lo...
21/03/2026

Group 9999’s project Apol­lo 1971 sounds prophet­i­cal­ly lit­er­al: ​“Final­ly, after the last hap­pi­ly end­ed Apol­lo Mis­sion, but which hasn’t done any good, our project is re-pro­posed to take our objects of affec­tion to the Moon.” 9999, Ricor­di di architet­tura (Firen­ze: Tipoli­tografia G. Cap­poni, 1972), 157.
The short text accom­pa­ny­ing the project, com­posed of pho­to-mon­tages depict­ing the depar­ture, voy­age and arrival of a space fer­ry archi­tec­ture, is a jux­ta­po­si­tion of the bib­li­cal sto­ry of Noah’s Ark and a con­tem­po­ra­ne­ous sit­u­a­tion: the 9999s orga­nize their project around the immi­nent end of plan­et Earth and choose a few things to take to the Moon, the place cho­sen for the res­cue of the trea­sure. The list is short: a clas­si­cal tem­ple, sym­bol­iz­ing archi­tec­ture; the four ele­ments; an Ital­ian-style gar­den; an expe­ri­ence sim­u­la­tor.
“The project final­ly brings our objects of affec­tion to the Moon before its too late. The life, the air, the water, the green, the fire – an expe­ri­ence sim­u­la­tor – a womb, a man made out of water, a neg­a­tive man, two cubes of sky, a his­toric tem­ple, a green line. We tru­ly like a lot those celes­tial pieces of archi­tec­ture.” 9999, ​“Prog­et­to Apol­lo (1971)”, in Earth­rise, ed. Mar­co Sco­ti­ni (Berlin: Archive Appen­dix, 2019), 105. The project is doc­u­ment­ed also in Mar­co Ornel­la, 9999. An Alter­na­tive to One-Way-Archi­tec­ture (Busal­la: plug_in, 2015), 114–123. The project has recent­ly been tak­en up by a group of sci­en­tists from Ari­zona Uni­ver­si­ty with the inten­tion of stow­ing the DNA of all ter­res­tri­al species on the Moon.
The Moon is seen not as a space of refuge or escape but as an asep­tic ark whose absence of man allows the preser­va­tion of nec­es­sary things.

Adapted Text Source: https://ar.fa.uni-lj.si/2021/neo-romance-ark-architecture-of-expectation

Gruppo 9999, Progetto Apollo
(dettaglio dell'immagine originale)

9999, Apollo, 1971

Dalla Luna alla Terra ... "Ogni opera nasce dall’abituale interazione del corpo con l’ambiente, provando a immaginare scenari che ne ridefiniscano il significato estetico e politico." Visioni pre-ecologiche, immaginazioni di scenari utopici attraverso pratiche artistiche e dinamiche sociali, legami tra arte e natura, anticipazioni e altre prospettive del rapporto tra uomo e ambiente all’insegna della sensibilità, della conoscenza, della cura, dell’impegno sociale nella produzione creativa e nel lavoro del Gruppo 9999, che rimarra' nella storia dell’arte italiana tra il 1967 e il 1973.

"DA GALILEO AGLI ANNI SESSANTA
Grazie al cannocchiale, Galileo Galilei esplora le macchie lunari e racconta nel Sidereus Nuncius le osservazioni destinate a far crollare il sistema della metafisica aristotelico-tolemaica, all’epoca dominante.
Più di trecento anni dopo, la Missione Apollo permette al collettivo 9999 di contemplare le fotografie della Terra scattate dalla Luna e di chiedersi, attraverso una raffinata ironia iconografica: quando la Terra sarà distrutta dall’inquinamento e l’umanità sarà costretta a trasferirsi sulla Luna, cosa porterà con sé? La serie di fotomontaggi Apollo 9999 del 1971 mette in luce uno stretto rapporto tra ecologia, vita quotidiana e tecnologia, accompagnato da una forte immaginazione in grado di fabbricare mondi che si traducono nelle molteplici attività di design e di progettazione del collettivo, che già in quegli anni avrebbe dovuto seminare molti dubbi sulla visione astratta e misteriosa della natura proposta dalla Land Art e dall’Arte Povera." - Clara Madaro

http://www.artribune.com/report/2016/01/mostra-ecologia-9999-baruchello-gilardi-la-pietra-pav-torino/

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Gruppo 9999 (G.Birelli, C.Caldini, F.Fiumi, P.Galli), Apollo 9999, 1971, fotomontaggio, Courtesy Carlo Caldini

"Il progetto “Apollo” del gruppo radicale fiorentino 9999 vede la Luna come l’arca su cui conservare i modelli della vita terrestre (tra cui un giardino rinascimentale) mentre la Terra si stava autodistruggendo.... Dunque è la Terra a divenire a quella data l’oggetto di una nuova consapevolezza antropologica e responsabilità sociale: quella della limitatezza e finitudine del pianeta. Ma non si tratta di ritornare a mitiche e impossibili condizioni originarie, tantomeno di sbarazzarsi della tecnologia avanzata, il cui uso politico comincia ad apparire la vera posta in gioco di ogni futuro possibile.” - Mario Scotini, novembre 4, 2015

http://atpdiary.com/earthrise-intervista-con-marco-scotini-pav-torino/

Scheda sull'Edificio dello Space Electronic, altre denominazioni Space Club, ubicato in Via Palazzuolo 37, nel quartiere...
21/03/2026

Scheda sull'Edificio dello Space Electronic, altre denominazioni Space Club, ubicato in Via Palazzuolo 37, nel quartiere di Santa Maria Novella a Firenze

Architetti: Caldini Carlo, Fiumi Fabrizio, Bolognesi Mario, Galli Paolo.

Note storiche
L'edificio si presenta dal lato della strada privo di finestre (benché alcune cornici ne simulino i profili) e timbrato da una lapide con sopra scolpito il giglio di Firenze, di fattura novecentesca.
La linea di gronda non presenta soluzione di continuità rispetto a quella dell'edificio che precede, oggi occupato dalle scuole Rucellai e Brunelleschi, a indicare presumibilmente una storia comune ai due immobili, almeno per quanto riguarda le vicende del secolo scorso.
Attualmente questa porzione è sede della discoteca Space Electronic, inaugurata il 27 febbraio del 1969 negli ambienti già occupati della officina meccanica alesaggio motori O.M.F.
Per tutti gli anni settanta e oltre il luogo è stato il principale centro di cultura underground e alternativa della città, ospitando spettacoli del Living Theatre e di Dario Fo e concerti di Rory Gallagher, Brian Auger, dei Canned Heat e dei Van der Graaf Generator, per citare i principali.
Anche la definizione dello spazio interno ha rappresentato un episodio oltremodo significativo per la città, proponendo uno dei primi episodi di "architettura radicale" a Firenze, dovuto all'allora giovane architetto Carlo Caldini membro del gruppo d'avanguardia 9999 (e grazie alla collaborazione di Fabrizio Fiumi e Mario Bolognesi) che qui trasferì quanto apprezzato all'Electric Circus di New York.
Per quanto architettonicamente semplice trattandosi di una grande sala movimentata da balconate poste sui lati, l'ambiente viveva grazie a un ponte attrezzato dal quale immagini e luci provenienti da molteplici riflettori e proiettori consentendo di modificare continuamente la scena, secondo modalità poi diventate comuni agli spazi di intrattenimento ma assolutamente innovative per il tempo.
L'arredamento, ideato da Paolo Galli, era in gran parte composto da oggetti riciclati come cestelli di lavatrici e carcasse di frigoriferi, tubolari di plastica usati come divani, e un acquario completo di piranha.
"Interno totale, realizzato entro un vecchio edificio svuotato, spazio-scena segnato da pochissimi materiali solidi, ma costruito invece con un minimo di elementi atti a integrarsi con il suolo, le luci, la presenza umana in movimento, lo Space Electronic va segnalato anche come una delle poche opere di uno dei gruppi di giovani che animano l'ambiente culturale fiorentino e che raramente hanno potuto trovare concrete occasioni operative" (Gobbi 1976).
Dopo la sua inaugurazione Carlo Caldini e Fabrizio Fiumi assunsero la gestione dello Space insieme a Mario Bolognesi.
Con lo sciogliersi del Gruppo 9999 nel 1972 per impegni lavorativi o familiari dei componenti, il locale fu gestito da Mario Bolognesi e Carlo Caldini che alternò questa attività alla professione di architetto, fino alla sua scomparsa, avvenuta nel febbraio 2017.
Tuttavia già da tempo lo Space aveva perso la sua iniziale specificità: venute meno l'attività di ricerca e sperimentazione, le esibizioni dal vivo e i concerti internazionali, il locale si è nel tempo trasformato in una discoteca equiparabile a molte altre, comunque rilevante nel suo essere una delle più grandi di Firenze, con una capienza di circa 800 persone.

Bibliografia
dettaglio Gobbi 1976, p. 131, n. 113.
Approfondimenti: Space Electronic, environment audiovisivo, in "Casabella", ###V, 1971, 356, pp. 46-48; Fabrizio Fiumi, Paolo Galli, Giorgio Birelli, Carlo Caldini, Ricordi di architettura/Architectural memoirs: arte moderna, Firenze, By 9999, 1972, p. 99.

Risorse in rete
Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Space Electronic su Wikipedia.
Si segnala inoltre una intervista a Carlo Caldini sulla genesi dello Space Electronic resa disponibile su YouTube.

Data creazione: 06/01/2012
Data ultima modifica: 27/01/2021
Data ultimo sopralluogo: 20/07/2020
Autore della scheda: Claudio Paolini
Fonte: Repertorio delle architetture civili di Firenze

"Space Electronic, "luogo di divertimento" inaugurato il 27 febbraio 1969, discoteca fondata dal Gruppo 9999 (Giorgio Birelli, Carlo Caldini, Fabrizio Fiumi, Paolo Galli) | Ingresso in Via Palazzuolo, 37 a Firenze, Toscana, Italia. Foto di Manuelarosi, December 21, 2017

“Projects for the modification of ourselves through ideas. After so many years, they no longer remain images – collected...
21/03/2026

“Projects for the modification of ourselves through ideas. After so many years, they no longer remain images – collected in the volume Ricordi di Architettura we published in 1972 – but signs of a behavior aimed at involving others in a communal research. The only project was the project of our lives and our relationships with others. When we created projects and images of Radical Architecture, the term did not exist.” (9999)

26/10/2025
Il Gruppo 9999 era uno dei gruppi pionieri dell'architettura radicale, che includeva anche UFO, Superstudio, Archizoom, ...
18/04/2025

Il Gruppo 9999 era uno dei gruppi pionieri dell'architettura radicale, che includeva anche UFO, Superstudio, Archizoom, Gianni Pettena e altri, negli anni Sessanta e Settanta.
Le loro idee e i loro prodotti furono presentati alla tanto chiacchierata mostra del MoMA del 1972, "Italy: the new domestic landscape" / "Italia: il nuovo paesaggio domestico", curata dall'architetto Emilio Ambasz.
In particolare, il Gruppo 9999 ha influenzato sul lavoro di molti architetti delle generazioni successive fino ad arrivare ai giorni nostri, per come i suoi membri sottolineavano l'importanza del rapporto tra alberi ed esseri umani, attraverso l'utilizzo del collage.
I loro collage immaginavano la vita in ambienti simili, in cui la natura si sovrapponeva agli ambienti urbani artificiali, e viceversa. L'approccio al lavoro con le tecniche del collage era molto convincente e influente.
Foto: 9999, “Individuazione di modelli alternativi analogici alla significazione del Cantico delle Creature di S. Francesco”, fotomontaggio, 1971. Archivio 9999 via Domus Web Italia. Articolo di Marco Ornella, Firenze. La rivoluzione radicale del gruppo 9999, pubblicato il 20 dicembre 2017.

Gruppo 9999 | Ricordi di architettura / Architectural MemoirsTipolitografia G. Capponi, Firenze, 1972Brossura editoriale...
12/11/2024

Gruppo 9999 | Ricordi di architettura / Architectural Memoirs
Tipolitografia G. Capponi, Firenze, 1972
Brossura editoriale cm. 35 x 24,5, pagine 272 stampate su carta rosa
Copertina in rame con titolo impresso in rilievo, custodia originale in cartoncino bianco.
Completamente illustrato con progetti, disegni e fotografie che documentano l’attività del Gruppo 9999, formato da Giorgio Birelli, Carlo Caldini, Fabrizio Fiumi, Paolo Galli. https://www.instagram.com/p/DCRDobvJ8GI/?igsh=ZGZyM3ozdWVsazdz

Studio Bruno Tonini // Tonini Editore9999 [Group] - SUPERSTUDIO, S-SPACE. / Vita, morte e miracoli dell’architettura€0.0...
12/10/2024

Studio Bruno Tonini // Tonini Editore

9999 [Group] - SUPERSTUDIO, S-SPACE. / Vita, morte e miracoli dell’architettura

€0.00
sold out

9999 [Group] - SUPERSTUDIO, S-SPACE
(Firenze), no publisher, 1971 (novembre), 24x21 cm., publisher’s boards covered with white raw-wool, pp. [60], catalog / artits’ book entirely illustrated with color and blach and white pictures: photographs, photo-collages, drawings and comics of projects and art installations by the 9999 group, Ant Farm, Ugo La Pietra, G. Chiari, Portola Institute, G. Pettena, Surperstudio, Ufo and others. Catalog of the exhibition edited by Gruppo 9999 and Superstudio, published on the occasion of the “design happening” «Catalogo Festival n.1» at the Space Electronic disco in Florence (9-11 November 1971). Layout and cover by Gruppo 9999. Copy complete with transparent envelope and label with title.
[Bibliography: Navone - Orlandoni 1974: pag. 182; Pettena 1996: pag. 310]. https://toninieditore.com/shop-studio-bruno-tonini/p/9999-group-superstudio-s-space-vita-morte-e-miracoli-dellarchitettura

Vincenzo Agnetti, Paesaggio, 1971. 1971... Per non dimenticare Vincenzo Agnetti RIP 🙏Per non dimenticare che siamo umani...
17/05/2024

Vincenzo Agnetti, Paesaggio, 1971.

1971... Per non dimenticare Vincenzo Agnetti RIP 🙏

Per non dimenticare che siamo umani solo se rimaniamo umani e restiamo uniti. "Dobbiamo voler piu' bene al nostro pianeta!" Gruppo 9999 (1971)

LA NASCITA E L'EVOLUZIONE DEL GRUPPO 9999Gruppo 9999, collettivo di giovani architetti attivo a Firenze dal 1968 al 1972...
03/02/2024

LA NASCITA E L'EVOLUZIONE DEL GRUPPO 9999
Gruppo 9999, collettivo di giovani architetti attivo a Firenze dal 1968 al 1972, fondato da Giorgio Birelli, Carlo Caldini, Fabrizio Fiumi e Paolo Galli, appartenente al ramo fiorentino del movimento di architettura italiana neoavanguardia, altrimenti noto come Architettura Radicale, uno dei gruppi come ARCHIZOOM, SUPERSTUDIO, UFO e Zziggurat - con la presenza di singoli protagonisti come Remo Buti e Gianni Pettena Gianni Pettena - emergenti durante un fertile momento di crisi, un periodo segnato dalla tragica alluvione di Firenze del 1966, e caratterizzato, in tutta Italia, da forti tensioni politiche e sociali, ma anche da un grande rinnovamento artistico e linguistico.
- I viaggi studio prima in India e dopo negli Stati Uniti.
I viaggi studio di Carlo Caldini e Mario Preti - orgogliosamente definiti da Giorgio La Pira come "ambasciatori di Firenze" in Oriente, come anche Carlo Caldini sottolineava - soprattutto i viaggi attraverso il continente americano, permisero al gruppo che ha operato e svolto i suoi primi anni di attività sotto il nome 1999 (nome che ha subito l'evoluzione in Gruppo 9999 e, in seguito, semplicemente '9999') di espandere i suoi orizzonti architettonici e culturali acquisendo conoscenza pratica dei fenomeni del tempo, come la controcultura californiana, Paolo Soleri esperimenti in Arizona, l'Expo 67 di Montreal e visite alle metropoli di Los Angeles e Las Vegas.
- Un passato proiettato verso la Firenze del futuro.
9999 ha studiato le teorie di Marshall McLuhan e le ha messe in pratica nello spazio architettonico, come durante l'Happening su Ponte Vecchio del 25 settembre 1968: le superfici murate erano gli schermi per proiezioni di astronauti, segni e forme che utilizzavano un codice visivo per ridefinire la percezione del monumento.
- Una scena progressista dal futuro sguardo rivoluzionario.
Era il 1969 quando il gruppo aprì la discoteca Space Electronic in un ex garage danneggiato dalle alluvioni, in Via Palazzuolo a Firenze. La discoteca Space Electronic, che venne inaugurata nel 1969, non era la discoteca fiorentina che conosciamo oggi, ma uno spazio di ricerca e sperimentazione assiduamente frequentato da miti come Dario Fo, Julian Beck e Judith Malina con il loro The Living Theatre; e il Van der Graaf Generator, Rory Gallagher e Canned Heat, Equipe 84, Demetrio Stratos degli Area e Formula Tre. Era la sede di numerosi eventi tra cui l'esibizione di Paradise Now del The Living Theatre, nata da un'idea di Carlo Caldini e Fabrizio Fiumi che gestivano anche lo spazio.
- Gli albori di un gruppo autonomo e di un luogo autogestito.
Il nightclub Space Electronic di Firenze, creato e gestito direttamente dal 9999, diventerebbe questo spazio autonomo per un intervento autogestito gratuito. Grazie ad esso, l'architetto non avrebbe più lavorato su commissioni, ma progettando in base alla sua soddisfazione personale e al raggiungimento delle sue ambizioni. Così i ruoli specializzati furono aboliti, l'architetto era ora il progettista, ma anche il costruttore e il responsabile dell'architettura. Sperimentando nuove tecnologie, principalmente proiettori di luce, nell'ambito dell'architettura, 9999 è arrivato a ridefinire l'architettura come unica percezione dello spazio e l'architetto come qualcuno che controllava gli stimoli intesi a creare l'esperienza. La loro stessa passione per la musica rock e un acuto senso degli affari hanno portato il gruppo a considerare la discoteca il posto giusto per l'applicazione delle sue teorie.
- I temi della ricerca del gruppo 9999.
Dal 1968 l'obiettivo del lavoro dei 9999 era quello di ripensare e ridefinire le forme e i linguaggi disciplinari dell'architettura e il ruolo dell'architetto, nell'era nascente dell'elettronica e del consumismo di massa, e così facendo, considerando anche le relazioni tra arte e architettura, il Gruppo 9999 ha sperimentato una forma architettonica capace di fondere il potenziale dei media elettronici con l'iconografia Pop, la cultura underground e la musica rock, lavorando alla creazione di una autarchia personale in cui potrebbe essere applicato. Infine sarebbe venuto a sviluppare, all'interno di quel contesto che è conosciuto come la Neo-Avanguardia Architettonica Italiana, una nuova forma di progetto, in cui coesisteva l'intimità del processo manuale e l'ampia portata dell'evento mediatico trasmesso dai canali televisivi, il progresso tecnologico e il sentimento ecologico-ambientalista.
- S-SPACE, la Scuola Separata Per l'Architettura Concettuale Espansa fondata in collaborazione di Superstudio.
A partire dal 1971, in linea con le nascenti tendenze ecologiche, il gruppo 9999 ha inaugurato una serie di riflessioni sul rapporto tra tecnologia e ambiente. The Space Electronic Discotheque, che è stata costruita e gestita direttamente dai 9999, sarebbe la più pura espressione della sua ricerca: una sede locale per i fenomeni globali degli anni Sessanta, come la musica rock e la cultura underground, nonché un'autocrazia personale per la realizzazione pratica della propria filosofia tecnico-francescana.
- E' stata molto importante anche la sua partecipazione alla mostra "Italy: The New Domestic Landscape" curata da Emilio Ambasz presso il MoMA The Museum of Modern Art di New York nel 1972.
- L'atto collettivo finale del gruppo, prima che si dissolvesse, è stato la costruzione della barca ideata da Paolo Galli, di cui restano le sequenze fotografiche scattate da Giorgio Birelli durante la costruzione.
- La neo-avanguardia architettonica definita per le sue azioni e il suo pensiero radicale, ha caratterizzato la seconda metà degli anni Sessanta fino ai primi anni Settanta. in Italia ,grazie a giovani architetti e protagonisti attivi attraverso le sperimentazioni teoriche negli spazi di varie città e in particolare a Firenze, Torino, Milano. L’architettura radicale ha influenzato con il suo pensiero architetti, oggi star, come Bernard Tschumi, REM KOOLHAAS, Renzo Piano, ZAHA HADID che hanno applicato nei decenni successivi le teorie del movimento e della esperienza radicale dei gruppi e degli architetti Archizoom, Superstudio,UFO, Remo Buti, Gianni Pettena, Gruppo 9999, Gruppo Strum, Ugo La Pietra, Zziggurat.
Oggi le opere degli architetti radicali fiorentini, dopo mezzo secolo dall'inizio del loro movimento, possono essere visti nei principali musei di tutto il mondo. Gli scritti, i disegni e i progetti dei protagonisti sono ancora in circolazione e hanno influenzato generazioni di architetti, storici, designer e artisti di molti paesi. C'è, quindi, la possibilità di vedere tutto il loro lavoro teorico e visivo, prodotto nel contesto in cui si è sviluppato il movimento, a Firenze, una delle capitali dell'architettura del ventesimo secolo.
Testo a cura di Roberto Giordano (Architetto)

Indirizzo

Via Del Palazzuolo, 37
Florence
50123

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