15/03/2026
Negli ultimi anni si sente parlare di un nuovo bisogno educativo speciale (BES): la plusdotazione. L'opinione comune la interpreta come genialità, un QI molto sopra la media, che permette alla persona di raggiungere gli obiettivi prima e meglio degli altri. Ma esiste una realtà diversa, quella di persone che si sentono sempre "troppo", non nel senso di migliori, ma troppi pensieri, troppe emozioni, troppe difficoltà. Le persone plusdotate non riescono a riconoscersi nella loro diversità, a volte fingono di essere come gli altri (abbassando i loro livelli cognitivo, dimostrando di essere "normali", o addirittura "sotto la media"), altri si sentono continuamente a disagio, fuori posto, e tendono all'isolamento, altri ancora cercano di integrarsi nel gruppo vivendo stati emotivi altalenanti, complessi, e incontrano ostacoli troppo grandi per la loro età che non sanno come affrontare. Chi ha una plusdotazione è una persona, prima di tutto. Va conosciuta, compresa, aiutata. Come tutte le altre. Non lasciamoci ingannare dalla parola plusdotazione.