04/09/2026
Da Collodi a Bennato tra burattini, grilli e fate
di Vincenzo Esposito
Uomo dei record e non tutti lo ricordano, per primo a Montreux tra i grandi della musica, tra i primi a far orbitare le presenze ad un live oltre i 70mila. Era il Meazza, Edoardo Bennato sul palco, era il principio degli anni ‘80.
Ci avrà ripensato il 23 luglio del 2026 quando le candeline sulla torta sono arrivate a quota ottanta, numerose come i personaggi che da mezzo secolo (anno più, anno meno), ci guidano attraverso l’allegoria di una società che ha cambiato forma, meno se si guarda alla sostanza. Lo ha fatto partendo dall’area flegrea, da Bagnoli, dove fece rumore in versione one-man band, sognando Dylan, contaminando il suono leggendario del folk americano con le radici di casa nostra.
Il cantautore e la sua dimensione più pura. Fu appuntamento con la missione di suonare non per puro intrattenimento ma per contribuire al generare dubbi, indurre alla domanda, far riflettere sullo stato delle cose. La musica ha fatto il suo nella funzione megafono.
Non sono solo canzonette, era chiaro dal principio, ci si gioca ancora oggi quando di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po’. Sognando Dylan, sognando Collodi, artefice in qualche modo di una delle pagine più belle della carriera personale, scavando nel profondo, tra gli archetipi dei personaggi che ancora oggi puoi incontrare, rigorosamente senza maschera, tra le strade di ogni città.
Un ricordo dal sapore particolare quando la tappa del tour è toscana, sul palco del Beat Festival di Empoli.