Firenze nelle pieghe del tempo

Firenze nelle pieghe del tempo La pagina per chi ama Firenze e la sua storia

Giusto per chiarire definitivamente,Abbiamo notato da un po’ di tempo a questa parte un certo interesse per  l’archeolog...
24/08/2026

Giusto per chiarire definitivamente,
Abbiamo notato da un po’ di tempo a questa parte un certo interesse per l’archeologia in generale specialmente in ambito fiorentino e per Firenze città colonia edificata su un precedente accampamento militare romano in epoca augustea e successivamente ampliata in quella imperiale sotto l’imperatore Adriano.
Questo scritto non ha lo scopo di raccontare quello che tutti noi sappiamo già a vario titolo ma quello di fare un po’ di sana chiarezza su chi come me e tanti altri colleghi presenti all’epoca degli scavi archeologici sono stati in grado di produrre non con indifferente e costante sacrificio e successivamente pubblicare con notevole successo sia scientifico che di semplice ma corretta informazione didattica, sulla realtà vera della fondazione della città di Florentia come conseguenza della legge agraria la “Lex Julia”, in data 59 a.C.
In allegato troverete infatti le vere pubblicazioni che hanno raccontato la storia della città antica posta ancora oggi sotto quella attuale e che sono le uniche fonti scritte autorevoli relativamente alle conoscenze di allora, ma ancora a nostro avviso valide e che possono verosimilmente riportare ai posteri ciò che a suo tempo è realmente accaduto riguardo tale problematica peraltro di altissimo valore culturale.
Ormai i vari “social” permettono a chiunque l’accesso a queste preziose informazioni e di questo non ci possiamo e non ci dobbiamo lamentare, in virtù di una divulgazione estesa a tanti appassionati e fruitori della materia “archeologia”. Ciò che però non ci permette di essere d’accordo è l’uso indiscriminato del suddetto materiale senza mai citare la fonte reale da cui esso proviene.
A seguire troverete le immagini tratte dalle pubblicazioni succitate che vi invitiamo a leggere per fare almeno chiarezza e perché no anche un po’ di giustizia, nei confronti di chi come me ed altri colleghi ha a suo tempo tentato di riportare ai posteri, vere e documentate informazioni, derivate unicamente dalla loro reale presenza sugli scavi intrapresi e promossi dalla allora Soprintendenza Archeologica della Toscana, unica vera fonte ufficiale di tale materiale scientifico e didattico. Il tutto anche per rispetto verso gli autori e gli editori che hanno creduto in questa bella e produttiva operazione culturale.

Mario Pagni ex Funzionario Archeologo Direttore e attuale presidente del Gruppo Archeologico Fiorentino A.P.S.

𝗟'𝗨𝗢𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗢' 𝗜𝗟 𝗥𝗜𝗡𝗔𝗦𝗖𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘝𝘰𝘤𝘪 𝘥𝘢𝘭 𝘗𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰Immaginate di trovarvi in Piazza della Signoria, sul finire de...
02/02/2026

𝗟'𝗨𝗢𝗠𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗢' 𝗜𝗟 𝗥𝗜𝗡𝗔𝗦𝗖𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘝𝘰𝘤𝘪 𝘥𝘢𝘭 𝘗𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰

Immaginate di trovarvi in Piazza della Signoria, sul finire del Quattrocento. L'aria non profuma di spezie o di cuoio, ma è densa di fumo e di un fervore che toglie il fiato. Al centro della piazza, una pira altissima raccoglie il "superfluo" di un’intera civiltà: specchi, liuti, vesti di seta, persino i pennelli e le tele di artisti che oggi veneriamo nei musei. 🕯️🔥
In cima al pulpito c’è un uomo dal profilo affilato e gli occhi che ardono: Girolamo Savonarola. Le sue parole non sono semplici consigli, sono tuoni che scuotono l'anima di Firenze.
"Voi donne, che andate con le vostre vanità e con tanti ornamenti... voi non sapete che siete piene di peccato," gridava ai fedeli, scagliandosi contro quell’eleganza che considerava un insulto alla povertà di Cristo.
Per Savonarola, il lusso non era uno stile di vita, ma una prigione: “Le vostre case sono piene di cose superflue, e la chiesa è nuda. Avete fatto delle vostre ricchezze un idolo!”. Sotto il peso di queste prediche, i fiorentini — famosi per il loro orgoglio e la loro raffinatezza — iniziarono a spogliarsi di tutto. Era il Falò delle Vanità, un momento in cui la bellezza terrena veniva sacrificata in nome di una purezza quasi feroce.
È affascinante pensare a come quel "profeta disarmato" sia riuscito a trasformare la capitale del Rinascimento in una città di pianto e preghiera. Ma la storia, si sa, è fatta di corsi e ricorsi: la stessa piazza che aveva ospitato i suoi falò, pochi mesi dopo, avrebbe visto le fiamme consumare proprio lui.
Un personaggio oscuro? Un visionario? O forse solo un uomo che aveva capito, con secoli di anticipo, quanto possiamo diventare schiavi di ciò che possediamo.
E voi, cosa ne pensate? C'è ancora qualcosa di attuale nel suo invito a "bruciare" il superfluo o la bellezza deve essere difesa a ogni costo? 👇
Ph. da Wikipedia,

“𝗖𝗘𝗡𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗠𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢”𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵àIniziamo con un modo di dire che a Firenze si sente risuonar...
31/01/2026

“𝗖𝗘𝗡𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗠𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢”
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵à

Iniziamo con un modo di dire che a Firenze si sente risuonare spesso tra i banchi dei mercati o nei caffè rionali: “Cencio dice male di straccio”.
Cosa significa?
Si usa quando qualcuno critica un difetto altrui, dimenticandosi di avere esattamente lo stesso difetto (o uno ancora peggiore!). È il corrispondente toscano del "predicare bene e razzolare male", ma con quel tocco di concretezza tipico del nostro dialetto.
𝗟𝗮 “𝗣𝗶𝗲𝗴𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗼”:
Il termine cencio (pezzo di stoffa vecchia, logora e sporca) rimanda alla Firenze medievale e rinascimentale, dominata dall'industria tessile. Nelle botteghe dell'Arte della Lana, i ritagli di scarto venivano chiamati appunto "cenci". L'immagine è potente: immaginate due pezzi di tessuto entrambi ridotti malissimo, dove l'uno si fa beffe dell'altro per un buco o una macchia, ignorando la propria miseria.
Questo proverbio ci ricorda la tendenza tutta fiorentina alla bofonchiatura (il lamentarsi a bassa voce) e alla critica sagace, ma è anche un invito all'autocritica: prima di guardare lo "straccio" degli altri, diamo un'occhiata al nostro "cencio"!
📍 Lo sapevi? Da questa parola deriva anche il famoso dolce di Carnevale, i Cenci, chiamati così perché la loro forma irregolare ricorda proprio dei ritagli di stoffa fritti.
Ph. da Wikipedia

⚔️  𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗜𝗘𝗥𝗢: 𝗟'𝗢𝗠𝗕𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗜𝗣𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗘' 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪Non tutti i Medici erano banchieri ...
29/01/2026

⚔️ 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗜𝗘𝗥𝗢: 𝗟'𝗢𝗠𝗕𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗜𝗣𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗘' 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪

Non tutti i Medici erano banchieri o mecenati. Alcuni erano guerrieri nati, costretti a nascondere la spada sotto la porpora cardinalizia.
Ippolito de' Medici, nato a Urbino nel 1511 da una relazione illegittima, era un "diavolo matto", un principe rinascimentale che amava le armi, i cavalli e l'avventura, non la preghiera.
Il suo ritratto più celebre, dipinto da Tiziano nel 1532, lo mostra in un'insolita uniforme da ussaro ungherese, non con la veste rossa di cardinale. Quell'armatura parlava del suo vero sogno: guidare un esercito contro i Turchi, combattere, vivere pericolosamente.
𝗜 𝗦𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲
L'Armata Privata: Ippolito non si limitò a sognare. Radunò una sua compagnia di "bravi e sbirri", un esercito privato con cui scorrazzava per l'Italia, seminando il panico e vivendo come un avventuriero.
La Rivalità Mortale: Odiava suo cugino Alessandro "il Moro", il Duca di Firenze. Entrambi volevano il potere assoluto sulla città, e Ippolito complottò apertamente per spodestarlo, guadagnandosi nemici potenti a Roma e Firenze.
𝗟𝗮 𝗠𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼: La sua vita breve e intensa finì a soli 24 anni, nell'agosto del 1535, a Itri. La causa ufficiale fu la malaria, ma la corte e i suoi contemporanei sussurrarono subito di veleno. Chi lo uccise? Molto probabilmente emissari di Clemente VII o dello stesso Duca Alessandro, che vedevano in lui una minaccia costante.
Ippolito fu la dimostrazione che a volte, nella famiglia Medici, i piani del Vaticano non potevano domare uno spirito indomito.
👉 Cosa ne pensi di questo principe maledetto? Avrebbe potuto cambiare il destino di Firenze se avesse vissuto più a lungo? Scrivilo nei commenti! 👇
Ph. da Wikipedia

𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗔𝗖𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗙𝗨𝗚𝗚𝗜' 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘: 𝗟𝗨𝗖𝗥𝗘𝗭𝗜𝗔 𝗕𝗨𝗧𝗜, 𝗜𝗟 𝗩𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗥𝗜𝗡𝗔𝗦𝗖𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢🌸 𝘙𝘶𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢: 𝘍𝘪𝘨𝘶𝘳𝘦 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘪Sapevate che il volto...
27/01/2026

𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗡𝗔𝗖𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗙𝗨𝗚𝗚𝗜' 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗠𝗢𝗥𝗘: 𝗟𝗨𝗖𝗥𝗘𝗭𝗜𝗔 𝗕𝗨𝗧𝗜, 𝗜𝗟 𝗩𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗥𝗜𝗡𝗔𝗦𝗖𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢
🌸 𝘙𝘶𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢: 𝘍𝘪𝘨𝘶𝘳𝘦 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘪

Sapevate che il volto di una delle Madonne più famose del mondo appartiene a una monaca che fuggì per amore?
Oggi per la nostra rubrica Donne di Firenze raccontiamo la storia di Lucrezia Buti.
🖼️ Musa per caso, modella per destino
Nel 1456, il pittore (e frate!) Filippo Lippi viene incaricato di dipingere una pala per il convento di Santa Margherita a Prato. Lì incontra Lucrezia, una giovane monaca dalla bellezza malinconica. Filippo rimane folgorato: la vuole come modella per la sua Madonna.
🔥 Lo scandalo che scosse la Chiesa
Tra un colpo di pennello e l'altro scoppia la passione. Durante la processione della Sacra Cintola, Lucrezia fugge dal convento per andare a vivere con Filippo. Un frate e una suora che convivono? Per l'epoca era un peccato mortale e uno scandalo senza precedenti.
⚜️ L'intervento dei Medici
La coppia ebbe due figli (tra cui il futuro pittore Filippino Lippi). Rischiavano la scomunica, ma intervenne nientemeno che Cosimo il Vecchio de' Medici. Grazie alla sua influenza, ottenne dal Papa Pio II la dispensa dai voti per entrambi, permettendo loro di vivere finalmente alla luce del sole (anche se, ironia della sorte, sembra che Filippo non volle mai sposarsi ufficialmente per mantenere la sua libertà).
✨ Eterna negli Uffizi
Oggi potete incontrare Lucrezia ogni volta che visitate gli Uffizi: è lei la splendida "Lippina" (la Madonna col Bambino e due angeli), un capolavoro che ha ispirato generazioni di artisti, incluso Botticelli.

💜 Ti affascina questa storia di ribellione? Quale opera di Lippi preferisci?
👇 Faccelo sapere nei commenti e continua a seguirci per la prossima figura femminile!
Ph. da Wikipedia, Filippo Lippi, Il Banchetto di Erode

𝗜𝗟 𝗙𝗔𝗡𝗧𝗔𝗦𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗣𝗜𝗘𝗥 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗘: 𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗟𝗘 𝗖𝗔𝗦𝗘 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗔𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘴𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘳𝘴𝘦Esistono luoghi, a Firenze, ...
21/01/2026

𝗜𝗟 𝗙𝗔𝗡𝗧𝗔𝗦𝗠𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗡 𝗣𝗜𝗘𝗥 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗘: 𝗗𝗢𝗩𝗘 𝗟𝗘 𝗖𝗔𝗦𝗘 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗠𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗔
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘴𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘳𝘴𝘦

Esistono luoghi, a Firenze, dove il confine tra abitazione civile e sacro è così sottile da diventare invisibile. Se vi fermate nell’attuale Piazza di San Pier Maggiore, proprio all’imbocco di via Matteo Palmieri, vi troverete sotto tre grandi arcate in pietra serena. Per molti sono solo un elemento architettonico curioso, ma per chi sa ascoltare la storia, esse sono il respiro superstite di una delle basiliche più antiche e venerate della città.
Le origini di San Pier Maggiore affondano nell’XI secolo. Non era una semplice parrocchia, ma un monastero benedettino femminile di immenso prestigio, protetto direttamente dalla nobiltà fiorentina.
𝗜𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 "𝗡𝗼𝘇𝘇𝗲 𝗠𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲"
Ogni volta che un nuovo pastore prendeva possesso della diocesi fiorentina, la sua prima tappa non era il Duomo, ma San Pier Maggiore. Qui il Vescovo scambiava l’anello con la Badessa del monastero, un gesto simbolico che sanciva l'unione spirituale tra la guida della Chiesa e la comunità monastica più nobile della città.
𝗟𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮 𝗲 𝗶𝗹 "𝗿𝗶𝗰𝗶𝗰𝗹𝗼" 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗼
Nel 1784, con alcuni lavori di restauro, una colonna cedette e il Granduca Pietro Leopoldo ordinò la demolizione immediata dell'intero complesso. Ma la chiesa era troppo grande e la piazza che calpestiamo oggi era, in realtà, la navata centrale.
Le pareti della chiesa non furono abbattute, ma divennero le fondamenta e i muri perimetrali di nuovi appartamenti. Se osservate con attenzione i palazzi circostanti, noterete ancora le sagome delle antiche colonne inglobate nelle facciate moderne. La grande pala d'altare di Jacopo di Cione, un capolavoro del XIV secolo che un tempo dominava lo spazio, si trova oggi alla National Gallery di Londra, testimone silenziosa di uno splendore che Firenze ha deciso di dimenticare.
Ph. da Wikipedia

𝗟'𝗜𝗡𝗚𝗟𝗘𝗦𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗔𝗠Ó 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗣𝗜Ú 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔𝗡𝗜𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘝𝘰𝘤𝘪 𝘥𝘢𝘭 𝘗𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰Immaginate una donna minuta, dalla salute fragile,...
19/01/2026

𝗟'𝗜𝗡𝗚𝗟𝗘𝗦𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗔𝗠Ó 𝗟'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗣𝗜Ú 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔𝗡𝗜
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘝𝘰𝘤𝘪 𝘥𝘢𝘭 𝘗𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰

Immaginate una donna minuta, dalla salute fragile, ma con un'anima di fuoco, affacciata a una finestra di fronte a Palazzo Pitti.
È il 1847. Elizabeth Barrett Browning, fuggita dall'Inghilterra per amore di suo marito Robert, ha trovato a Firenze non solo la salute, ma una causa per cui lottare: il Risorgimento italiano.
Dalle finestre di Casa Guidi, Elizabeth osserva i fermenti della libertà. Mentre molti stranieri vedevano l'Italia solo come un museo a cielo aperto, lei ne vedeva il futuro come Nazione.
Nel suo capolavoro "Casa Guidi Windows", descrive l'emozione di vedere le manifestazioni dei fiorentini che chiedevano la Costituzione. Non scrisse solo poesie d'amore, ma versi politici potenti, criticando le potenze europee che restavano a guardare mentre l'Italia lottava per l'unità.
Elizabeth amò Firenze così tanto da scriverne: "Dico che il cuore mi batte più forte per l'Italia che per l'Inghilterra".
Oggi, la sua tomba nel Cimitero degli Inglesi a Firenze è ancora meta di chi, come lei, crede che la libertà sia la forma più alta di bellezza.
Se passate da Piazza Pitti, alzate lo sguardo verso Casa Guidi: lì batte ancora un cuore risorgimentale.

Ph. da Wikipedia, Targa in ricordo sul palazzo di via Maggio a Firenze

🧱 𝗟𝗔 𝗕𝗨𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗔𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵àSe passeggiate per il centro di Firenze, aguzzate la vista: all'altezza della...
17/01/2026

🧱 𝗟𝗔 𝗕𝗨𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗔
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵à

Se passeggiate per il centro di Firenze, aguzzate la vista: all'altezza della vostra mano, sulle facciate di molti palazzi nobiliari, noterete delle piccole aperture ad arco, spesso incorniciate in pietra serena. Non sono semplici decorazioni, sono le Buchette del Vino.
𝗟𝗮 "𝗣𝗶𝗲𝗴𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗼":
Nate nel XVI secolo, queste "finestrelle" permettevano alle grandi famiglie nobili (come gli Antinori o i Rucellai) di vendere il vino prodotto nelle loro tenute direttamente ai passanti, senza dover aprire una bottega e, soprattutto, senza pagare tasse sulla mescita!
Il cliente bussava al battente di ferro, porgeva il fiasco vuoto e riceveva il vino in cambio di poche monete. Una sorta di "drive-thru" del Rinascimento che è tornato incredibilmente attuale durante la pandemia e che ancora oggi rappresenta un tratto unico della nostra architettura urbana.
📍 Curiosità: Firenze è l'unica città al mondo ad avere questa caratteristica diffusa in modo così capillare.
E voi, ne avete una preferita nel vostro quartiere? Scrivetecelo nei commenti! 👇
Ph. da Wikipedia, Buchetta del vino in piazza Antinori

👁️ 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗥𝗢𝗦𝗦𝗢: 𝗜𝗟 𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗢 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗦𝗙𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪Camminando per Firenze, si ...
15/01/2026

👁️ 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗥𝗢𝗦𝗦𝗢: 𝗜𝗟 𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗢 𝗡𝗔𝗦𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗜𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗘 𝗦𝗙𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗖𝗜
𝙍𝙪𝙗𝙧𝙞𝙘𝙖: 𝘓𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪

Camminando per Firenze, si ha la sensazione di essere osservati. Da ogni angolo, sopra ogni portone, quegli occhi rossi ti fissano. Li chiamano "p***e", ma il loro vero nome è un mistero che si perde nelle pieghe dei secoli. 🌑
C’è chi sussurra che siano pillole intrise di veleni e cure, un monito silenzioso sulla doppia natura del potere: capace di guarire o di uccidere.
C’è chi vede in esse dei "Bisanti" insanguinati, monete d'oro che raccontano di patti stretti nell'ombra e di una ricchezza nata dal cambio di valute, dove ogni sfera rappresenta un debito o un segreto custodito nei forzieri del banco più potente del mondo. 💰
Ma la leggenda più oscura ci porta nel Mugello, tra le grida di una battaglia dimenticata. Si dice che quelle sfere siano i segni dei colpi di clava di un gigante, rimasti impressi come cicatrici sullo scudo di un antico guerriero. Cicatrici che la famiglia ha scelto di esibire per secoli, trasformando la sconfitta subita in un simbolo di dominio eterno. 🛡️
Il dettaglio che pochi notano:
Perché una di esse è diversa? Quella sfera blu, solitaria, con i gigli d'oro... è un dono regale o un marchio di proprietà?
Firenze non svela mai i suoi segreti al primo sguardo. La prossima volta che vedrai lo stemma mediceo, non guardarlo e basta. Chiediti: cosa sta cercando di nasconderti?
E tu, quale verità senti più vicina tra le pietre della città? 🕯️
Ph. da Wikipedia

𝗘𝗡𝗥𝗜𝗖𝗔 𝗖𝗔𝗟𝗔𝗕𝗥𝗘𝗦𝗜: 𝗟𝗔 𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗧𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗦𝗘 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 (𝗘 𝗟𝗔 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔') 🌸 𝘙𝘶𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢: 𝘍𝘪𝘨𝘶𝘳𝘦 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘪Oggi inauguriamo la nostra...
13/01/2026

𝗘𝗡𝗥𝗜𝗖𝗔 𝗖𝗔𝗟𝗔𝗕𝗥𝗘𝗦𝗜: 𝗟𝗔 𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗧𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗖𝗘𝗟𝗦𝗘 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 (𝗘 𝗟𝗔 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗧𝗔')
🌸 𝘙𝘶𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢: 𝘍𝘪𝘨𝘶𝘳𝘦 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘪

Oggi inauguriamo la nostra rubrica sulle Donne di Firenze con una storia di immenso coraggio e dignità.
🔬 Chi era?
Nata a Ferrara ma fiorentina per scelta e passione, Enrica Calabresi è stata una pioniera della zoologia. In un mondo accademico dominato dagli uomini, divenne segretaria della Società Entomologica Italiana e una colonna del Museo della Specola.
🚫 L'ingiustizia delle leggi razziali
Nel 1938, a causa delle leggi razziali, Enrica p***e tutto: la cattedra all'Università e il diritto di insegnare. Ma non si arrese. Mentre la sua famiglia fuggiva in Svizzera, lei scelse di restare a Firenze: "Perché a Firenze c’è la mia vita".
Continuò a insegnare clandestinamente nella scuola ebraica di via Farini, preparando i suoi studenti agli esami. Tra i suoi banchi sedette anche una giovanissima Margherita Hack, che la ricordò sempre come un esempio di integrità.
🕊️ L'atto finale di libertà
Arrestata nel gennaio 1944, Enrica decise di non lasciare che fossero i suoi carnefici a decidere il suo destino. Ingerì un veleno che portava sempre con sé per evitare la deportazione ad Auschwitz. Morì a Firenze, libera a modo suo, il 18 gennaio 1944.
📍 Oggi una "Pietra d’Inciampo" in via del Proconsolo e un’aula dell’Università di Firenze ricordano il suo nome.

✨ Conoscevi la storia di Enrica? Se passi da via del Proconsolo, fermati un momento davanti alla sua memoria.
👇 Scrivici nei commenti quale altra figura femminile fiorentina vorresti scoprire in questa rubrica!
E per approfondire leggi il libro di Paolo Ciampi, Il nome dei fiori.

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Florence

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