01/09/2019
Prima del colossale Ymir e di Agrone dal corpo sinuoso, di cui già ho raccontato, e di Og di Canaan, degli Anakiti e dei Refei, gente enorme e senza lealtà, era tra i giganti Er, unico frutto buono di quella genia malata. Per questa sua qualità, che temevano cambiasse il corso selvaggio dell’era viola, gli altri giganti lo arsero vivo e lui arse come fa il tronco colpito dal fuoco celeste. Così rimase la sua mole, immobile e appesa nello spazio per migliaia di anni, fino alla pazzia di Adamastorre ultimo gigante della stirpe colossale. Tramontato il sole viola, dopo quattromila e otto anni dalla creazione del pianeta blu, interrogato da generazioni di ben più piccole dimensioni, così parló ad un vecchio della Panfilia: “la mia anima, uscita dal suo gigantesco simulacro si unì a quella di molte altre, giunsi al giudice che sta sopra due abissi, uno in alto, uno in basso, nel primo sono premiati i giusti, il secondo è tormento degli empi, ma nulla ha un destino immitabile, a parte per coloro che esercitano il comando senza ragione.” Così parló, poi, benevolo, per espiare le colpe dei suo padri, scavó nella sua dura superficie una dimora, protezione dei primi esseri umani a vivere sotto il sole giallo