Gianluca Tavolieri

Gianluca Tavolieri Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Gianluca Tavolieri, Arte, Piazza Santa Maria Novella, 18, Florence.

La verità è che non conosco quei colori senza la tua presenza.Gracias por haber nacido argentino, por hacerme amar tu ti...
03/09/2026

La verità è che non conosco quei colori senza la tua presenza.

Gracias por haber nacido argentino, por hacerme amar tu tierra y gracias por tanta felicidad.

La supremazia estetica che la montagna possiede risiede anche nella sua stretta somiglianza con i monumenti artistici ch...
28/08/2026

La supremazia estetica che la montagna possiede risiede anche nella sua stretta somiglianza con i monumenti artistici che l’uomo ha creato. Se le creste montuose ricordano le guglie e i pinnacoli delle cattedrali gotiche, le gole rievocano lo spazio sacro delle navate, con le sue campate e le pareti rocciose che si flettono creando percettivamente archi dal sesto acuto.

Si prova sempre un certo tipo di suggestione quando le luci si spengono nella cripta di San Magno. La luce che entrando ...
24/08/2026

Si prova sempre un certo tipo di suggestione quando le luci si spengono nella cripta di San Magno. La luce che entrando squarcia il buio crea sentieri illuminati che rifrangono morbidamente nell’ambiente. È un peccato non se ne conceda la visita anche in queste particolari condizioni luministiche, perché qui la luce sembra assurgere al suo scopo più alto, la manifestazione stessa di Dio, come accade dipinto nella cripta di Epifanio con la Dextera Dei che indirizza la luce della finestra al centro della stanza. La diffusa e omogenea illuminazione artificiale garantisce uno sguardo su tutto, eliminando però la bellezza di vivere la penombra, i controluce, le ombre proiettate ed i bagliori creati dalle htessere del tappeto cosmatesco quando colpite.

Si prova sempre un certo tipo di suggestione quando le luci si spengono nella cripta di San Magno. La luce che entrando ...
24/08/2026

Si prova sempre un certo tipo di suggestione quando le luci si spengono nella cripta di San Magno. La luce che entrando squarcia il buio crea sentieri illuminati che rifrangono morbidamente nell’ambiente. È un peccato non se ne conceda la visita anche in queste particolari condizioni luministiche, perché qui la luce sembra assurgere al suo scopo più alto, la manifestazione stessa di Dio, come accade dipinto nella cripta di Epifanio con la Dextera Dei che indirizza la luce della finestra al centro della stanza. La diffusa e omogenea illuminazione artificiale garantisce uno sguardo su tutto, eliminando però la bellezza di vivere la penombra, i controluce, le ombre proiettate ed i bagliori creati dalle tessere del tappeto cosmatesco quando colpite.

Gloria di San Marco Galileo, tela di Luigi Velpi che si firma in basso a destra con tanto di data al 1768. Sebbene si fi...
16/08/2026

Gloria di San Marco Galileo, tela di Luigi Velpi che si firma in basso a destra con tanto di data al 1768. Sebbene si firmi non propriamente Luigi ma Aloysius Velpi P. 1768. Pittore legato a quella corrente napoletana a cui faceva capo Francesco Solimena e da cui, con grande somiglianza, sembra attingere dal San Gaetano.

La tela fu sottoposta a restauro per la mostra “Arte nel Frusinate” delle opere d’arte restaurate a cura della soprintendenza del Lazio del 1961 tenutasi a Frosinone nel Palazzo della Provincia.

Oggi è posizionata nel coro sul transetto sinistro, un tempo presumibilmente collocata nella ca****la laterale destra del Sacramento.

10/08/2026
Nascosto alla vista e accessibile solo attraverso un breve sentiero nel bosco, a due passi dal cimitero napoleonico, l’e...
04/08/2026

Nascosto alla vista e accessibile solo attraverso un breve sentiero nel bosco, a due passi dal cimitero napoleonico, l’eremo di Sant’Onofrio a Fontechiari vale davvero la pena di essere visitato. È ancora avvertibile la pace e il silenzio che dovevano pervadere un luogo come questo, distante dal secolo e ritirato nella preghiera.

Mi ha colpito la massiccia presenza, lungo l’intonaco esterno, di numerosi fasci littori di epoca fascista, incisi e disegnati, in un luogo che, come riporta anche Di Cocco nella sua tesi dedicata all’eremo (2008), secondo una tradizione locale sarebbe stato persino luogo di pernottamento di San Francesco.

Purtroppo non sono riuscito a fotografare il terzo affresco raffigurante Sant’Onofrio, conservato all’interno della cavità, ma soltanto i due affreschi esterni che accompagnano la Madonna con il Bambino. Quest’ultima, sempre secondo Di Cocco, sarebbe databile al 1517 grazie a un’incisione presente alla base destra dell’affresco, e ricondotta al permanere di modelli medievali nel contesto di una committenza popolare.

All’interno, nel brullo e roccioso spazio della cavità, trova posto un altare calcareo con una pseudo «tavola agiografica» raffigurante le storie di Sant’Onofrio. Altare che un tempo doveva essere interamente decorato, come lasciano intuire le lacunose, ma ancora evidenti, tracce di colore conservate nella zona dell’antependium.
Pro Loco Fontechiari Comune Fontechiari Visit Valle di Comino

Mi domando quanti luoghi gli abitanti della valle di Comino conoscano della loro stessa terra. Uno di questi, che per me...
26/07/2026

Mi domando quanti luoghi gli abitanti della valle di Comino conoscano della loro stessa terra. Uno di questi, che per me è un gioiellino mutilo, è la cappellina di San Giacomo presso il cimitero di San Marco ad Atina. Ca****la, consuetamente chiusa al pubblico salvo fatta eccezione per delle visite condotte su richiesta o attraverso il museo Archeologico, ma che conserva lacerti di affresco di epoca tardo medievale. . Non so dire che condizione avesse questo ambiente prima del bombardamento della chiesa, certo è che anche gli strappi avvenuti nel secolo scorso, come quelli che oggi si conservano nella ca****la palatina di Sant’Onofrio al palazzo ducale, hanno infierito sull’impoverimento di questo luogo. Altra cosa che non saprei dire, ma suppongo che possa essere cosi, che questa ca****la, non doveva esser l’unica affrescata e che sicuramente i vari corpi di fabbrica, tra cui quello della più recente San Marco, hanno sicuramente compromesso e sacrificato grandi porzioni di muro privilegiando la costruzione della chiesa barocca.

Il rimanente nella ca****la è comunque ammirevole, dove la qualità tecnica del pittore a mio avviso non trova riscontro nella capacità di orchestrare lo spazio e sceglierne i temi e le figurazioni. Le bande e le mostrine che decorano i costoloni o le incorniciature, seppur fatte con delle mascherine, sono di una ricercatezza che non si ritrova facilmente in queste zone. Anche la scelta di inserire decorazioni pseudo cufiche lungo il capitello mi appare come una scelta dotta. In generale nella figura in alto con cartiglio e in altri elementi superstiti si avverte un certo goticismo cortese, lo stesso rintracciabile nelle scene strappate che ho sopracitato.

Le figure presenti sono sicuramente il San Giacomo, intestatario della ca****la, riconoscibile dal suo bastone da pellegrino, affiancato da un altro Santo tipico di quel mondo viandante cioè San Cristoforo, e in alto i due sono sormontati da un clipeo dove trova posto Cristo, riconoscibile dal nimbo crocesegnato.
In alto, sulle volte, oltre alle figura con cartiglio, si trovano due simboli del tetramorfo: il toro e l’aquila.
repositorio

No es solo fútbol. Pasolini y De André lo sabían muy bien. Es lo que me repito en estos días de un dolor inmenso. Nada e...
21/07/2026

No es solo fútbol. Pasolini y De André lo sabían muy bien. Es lo que me repito en estos días de un dolor inmenso. Nada es verdaderamente lo que es cuando elegimos darle un valor distinto, cuando decidimos entregarnos por completo a eso. No puede ser solo deporte si nos condena al duelo, si nos hace sentir huérfanos del niño que alguna vez fuimos, si nos arranca bruscamente el pasado. Hace tiempo que trabajo sobre esta conciencia, pero ahora parece haber llegado. Y ojalá lo hubiera sabido antes. Pero la ilusión de ser chicos, de mirar las cosas del mundo con ojos maravillados, hace que nos aferremos a aquello que, tarde o temprano, cuando crecemos, tenemos que aprender a soltar.

Non è solo calcio. Lo sapevano bene Pasolini e De André. È quello che mi ripeto in questi giorni di grande dolore. Niente è mai veramente quello che è quando si sceglie di dargli un valore alterno, quando decidiamo di donarci completamente ad esso. Non può essere solo sport se ci condanna al lutto, se ciò ci fa sentire orfani del bambino che si è stati, se ci strappa via bruscamente il passato. A questa consapevolezza sto lavorando da tempo, ma adesso sembra arrivata. E magari l’avessi saputo prima. Ma l’inganno d’essere bambini e del traguardare le cose del mondo con occhi di meraviglia ci fa affezionare a ciò che, prima o poi, da grandi, dobbiamo lasciare andare.

Te sentís perdido, con tus certezas derrumbándose, en un mundo que cambia, donde vos también cambiás; entre seres queridos que se van, entre canas que nacen y otros cabellos que caen. Hay cosas que, para algunos de nosotros, siempre fueron así y nada más, y sin embargo cambian: lentas, silenciosas e implacables, infames como el tiempo, obstinado y contrario. Muchos años de mi vida fueron moldeados por certezas equivocadas; veinte de ellos transcurrieron encontrándome ahí, cada cuatro años, con un Mundial marcando el ritmo de las estaciones de mi vida y con esa imagen de Lionel Messi vestido de albiceleste que creía que iba a durar para siempre. Y junto a él también creía que mi adolescencia iba a durar para siempre.

Ti senti smarrito, nelle tue certezze che crollano, in un mondo che cambia, dove tu cambi, tra cari che ti las

No es solo fútbol. Pasolini y De André ya lo sabían. Es lo que no dejo de repetirme en estos días de un dolor inmenso. N...
21/07/2026

No es solo fútbol. Pasolini y De André ya lo sabían. Es lo que no dejo de repetirme en estos días de un dolor inmenso. Nada es verdaderamente lo que parece cuando elegimos darle un valor distinto, cuando decidimos entregarnos por completo a ello. No puede ser solo un deporte si nos condena al duelo, si nos hace sentir huérfanos del niño que alguna vez fuimos, si nos arranca de golpe el pasado. Hace tiempo que vengo trabajando sobre esa certeza, pero recién ahora siento que terminó de llegar. Ojalá la hubiera entendido antes. Pero el engaño de ser niños, de mirar el mundo con ojos de asombro, hace que nos aferremos a aquello que, tarde o temprano, de grandes, tenemos que aprender a soltar.

Uno se siente perdido, con las certezas derrumbándose, en un mundo que cambia, donde vos también cambiás; entre seres queridos que se van, entre canas que aparecen y otros cabellos que se caen. Hay cosas que, para algunos de nosotros, simplemente siempre fueron así, y sin embargo cambian, despacio, en silencio, de manera implacable; infames como el tiempo, obstinado y contrario. Muchos años de mi vida estuvieron moldeados por certezas que al final resultaron ilusiones; veinte de esos años fueron encontrarme ahí, cada cuatro años, con un Mundial marcando el ritmo de las estaciones de mi vida y con esa imagen de Lionel Messi vestido de albiceleste que yo creía eterna. Y con él, también creía que mi adolescencia iba a durar para siempre.

Toda mi vida pasó ahí, en ese pie izquierdo de ese pibe de Rosario que nunca debía crecer. Todo se movió desde la admiración, desde una ósmosis espontánea, desde haber elegido ser hincha de la Argentina incluso antes que de Italia. En esa pasión desmedida, en la esperanza de que algún día iba a jugar a su lado; en comprarme sus botines, en cortarme el pelo como él, en llevarlo conmigo en los ojos y en el corazón, en cada entrenamiento y en cada partido, detrás de un pupitre, en el FIFA y frente al televisor. En su manera de ser, en su número de camiseta, que también terminó siendo el mío. En esos colores que aprendí a amar y en todas las veces que lo defendí de las acusaciones de su propia gente. Porque yo estuve ahí cuando le reprochaban que

Indirizzo

Piazza Santa Maria Novella, 18
Florence
50123

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