05/01/2025
La VILLA MEDICEA DI CASTELLO era la preferita di Cosimo I.
Il suo straordinario giardino è ricco di simbolismi realizzati da Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, tra cui la celebre Grotta degli animali o del Diluvio, capolavoro di ingegneria idraulica rinascimentale che dal 2024 é di nuovo aperto al pubblico, dopo un lungo restauro iniziato nel 2012.
Vi si celebrava il mito di Orfeo, con immagini di animali bagnati dalle acque e illuminati dai raggi del sole sulle pareti, in una perfetta unione alchemica degli elementi.
Secondo Pico della Mirandola, nell’ambito della magia naturale non esisteva niente di più efficace degli inni di Orfeo, specie se eseguiti con il concorso di una musica adatta.
Si tratta in pratica di 3 tableaux vivants di animali in pietra disposti in modo teatrale che sembrano animarsi grazie ai giochi d’acqua. Le pietre di colori diversi ispirati al vello originale dell’animale, si bagnano grazie agli oltre cento zampilli che fuoriescono dal pavimento e dalle volte azionati da un complesso meccanismo idraulico.
Della composizione facevano parte anche i 9 ucccelli in bronzo del Gismbologna oggi conservati al Bargello.
L’elemento magico é rappresentato dall’unicorno che campeggia al centro della tazza frontale, simbolo di purezza allegorica del mercurio filosofico.
Questo straordinario theatrum acquae, così concepito appare ancora oggi come una sorta di microcosmo, una vera e propria Wunderkammer ispirata agli elementi.
Un tempo il giardino conteneva un itinerario allegorico ed esoterico con un labirinto che accoglieva al centro la statua di Venere in bronzo del Giambologna, poi spostata a Villa La Petraia.
Non dimentichiamoci inoltre che qui alla Villa di Castello furono ritrovati i due celeberrimi dipinti del Botticelli, la Primavera e la Nascita di Venere. La Villa era in uso al cugino di Lorenzo il Magnifico, Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici, che celebrava il giardino dell’amore e della Venere in chiave neoplatonica, tra eros e sublimazione della bellezza.