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Santa Rita da Cascia: Patrona del viaggio impossibileImmaginate un piccolo borgo medievale arroccato tra le montagne del...
03/06/2026

Santa Rita da Cascia: Patrona del viaggio impossibile

Immaginate un piccolo borgo medievale arroccato tra le montagne dell'Umbria: Roccaporena. Qui, nell'anno 1381, nasce Margherita Lotti, che la storia e la devozione ricorderanno semplicemente come Rita. Non nasce con l'aureola, ma nel cuore di una vicenda umana terrena, complessa e drammatica. Fin da bambina il suo cuore batte per la vita claustrale, eppure, per obbedire ai genitori anziani, accetta di sposare Paolo Mancini. 🌹
La forza del perdono in un mondo spietato
Paolo è un uomo impetuoso, legato alle sanguinose faide tra fazioni dell'epoca. Di fronte alla durezza del marito, Rita non risponde con la rabbia, ma con una pazienza tenace e un amore silenzioso che, negli anni, riescono a trasformare e addolcire il cuore dell'uomo. La conversione di Paolo è il suo primo, vero miracolo quotidiano.
Tuttavia, il Medioevo sa essere spietato. Quando Paolo decide finalmente di abbandonare le armi, viene teso un agguato in cui viene brutalmente assassinato. Davanti al corpo del marito e al desiderio di vendetta che inizia a bruciare nei cuori dei loro due figli adolescenti, Giangiacomo e Paolo Maria, Rita compie la sua scelta più difficile: perdona gli assassini e prega Dio affinché tolga la vita ai suoi figli piuttosto che permettere loro di macchiarsi le mani di sangue. Poco tempo dopo, entrambi i ragazzi muoiono di malattia, risparmiati dal peso dell'odio.
La spina e il miracolo della rosa
Rimasta sola al mondo, Rita bussa finalmente alle porte del monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia. Inizialmente rifiutata per via delle tensioni politiche legate all'omicidio del marito, riesce a entrare solo dopo aver pacificato le famiglie rivali del borgo. Diventa suora agostiniana, vivendo per quarant'anni in preghiera, penitenza e totale dedizione ai malati. ✝️

Nel 1442, mentre è assorta in preghiera davanti al Crocifisso, riceve sulla fronte una piaga profonda, causata da una spina della corona di Gesù. Una ferita dolorosa che porterà con sé per quindici anni, come segno tangibile della sua unione alla sofferenza di Cristo. Ormai anziana e malata, nel freddo inverno che precede la sua morte, Rita chiede a una cugina di portarle una rosa dal giardino della sua vecchia casa a Roccaporena. Nonostante la neve e il gelo, la cugina trova una splendida rosa sbocciata tra i rovi: il simbolo eterno di una speranza che fiorisce dove tutto sembra morto.

Santa Rita non è la patrona delle cause impossibili perché ha compiuto prodigi soprannaturali, ma perché ha reso possibile l'impossibile umano: spezzare la catena dell'odio attraverso il perdono. In un'epoca che imponeva la vendetta di sangue, lei ha scelto di salvare le anime a costo del proprio dolore di madre. La sua rosa non è solo un fiore d'inverno, ma il promemoria che anche nelle notti più fredde della vita e nei cuori più induriti può sempre fiorire qualcosa di straordinario. 🤍
Conoscevate la drammatica storia umana che si nasconde dietro la figura di questa Santa così amata? Vi aspetto nei commenti.

Riconoscete il cartone da queste immagini?
03/06/2026

Riconoscete il cartone da queste immagini?

Una storia di inizio Novecento. Scarpetta era il più famoso e ricco attore e drammaturgo dell’epoca, padre biologico di ...
02/06/2026

Una storia di inizio Novecento. Scarpetta era il più famoso e ricco attore e drammaturgo dell’epoca, padre biologico di Titina, Eduardo e Peppino, avuti con Luisa De Filippo. Scarpetta manteneva i figli, provvedeva alla loro istruzione, pur senza riconoscerli, considerandoli illegittimi. Si spacciava per lo zio. Tutti e tre maturarono una spiccata vocazione per il teatro. In particolare Eduardo, che fin da giovanissimo dimostrò un talento speciale, una propensione fenomenale sia come attore che come commediografo.

Scarpetta non assecondava il talento del figlio

“Sei la punizione mia. Non ti ho dato il nome, ma tu ti sei ‘rubata l’arte’. Povero Vincenzino, figlio mio”, la frase emblematica che pronuncia Giancarlo Giannini nei panni di Scarpetta nel film di Rubini. Quando il commediografo morì nel 1925 non lasciò ai tre De Filippo niente in eredità, tutti e tre continuarono comunque nel teatro tra compagnia locali, avanspettacolo, riviste e cabaret. Eduardo in particolare entrò nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, fratellastro dei tre e figlio considerato legittimo dal padre. Il primo progetto di una compagnia fondata dai tre fratelli De Filippo naufragò subito a causa di contrasti interni. Eduardo partì per Milano dove entrò una compagnia mentre Peppino prese il suo posto nella compagnia di Vincenzo. Titina invece riuscì a entrare nel giro di Totò

Quando Eduardo tornò a Napoli coinvolse di nuovo i fratelli in una compagnia: scrissero Sik-Sik L’artefice magico, partirono per una tournée per niente memorabile in Sicilia, non riuscivano a entrare nel giro dei teatri locali a Napoli. La svolta arrivò il 25 dicembre 1931 quando portano in scena Natale in Casa Cupiello al Teatro Kursaal. Risolti i contrasti, superati gli ostacoli di Vincenzo, i tre fratelli rimasero insieme fino al 1944, quando l’ennesimo litigio tra Eduardo e Peppino mise fine alla collaborazione.

Titina rimase con Eduardo, in una compagnia che portò in scena spettacoli rimasti nella storia del teatro italiano. Peppino si diede al cinema e in particolare il suo sodalizio con Totò ha portato a film memorabili. “Li volevo raccontare come se fossero i Beatles, giovani donnaioli, traditori, litigiosi in una storia tutta italiana, una famiglia sgangherata che alla fine ce la fa”, aveva spiegato Rubini all’uscita del suo film. “È una storia di riscatto e speranza di persone che alla fine ce l’hanno fatta, un messaggio positivo per tutti”.

Anna Magnani insieme a Totò, 1955❤️
02/06/2026

Anna Magnani insieme a Totò, 1955
❤️

Il 2 giugno 2026 la nostra Repubblica compie 80anni. Tanti infatti ne sono passati da quando con un referendum istituzio...
02/06/2026

Il 2 giugno 2026 la nostra Repubblica compie 80anni. Tanti infatti ne sono passati da quando con un referendum istituzionale, che si svolse tra il 2 e il 3 giugno del 1946, gli italiani vennero chiamati alle urne per decidere quale forma di Stato – monarchia o repubblica – dare al Paese. Un referendum che ha segnato una doppia svolta epocale: è stata infatti la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia, alla quale parteciparono per la prima volta dunque anche le donne. Come tutti sappiamo vinsero i repubblicani e il 18 giugno 1946 la Corte di cassazione, dopo 85 anni di regno, sancì la nascita della Repubblica italiana. Un referendum che ha segnato una doppia svolta epocale: è stata infatti la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia, alla quale parteciparono per la prima volta dunque anche le donne. Come tutti sappiamo vinsero i repubblicani e il 18 giugno 1946 la Corte di cassazione, dopo 85 anni di regno, sancì la nascita della Repubblica italiana.

I sogni si realizzano; senza questa possibilità, la natura non c’inciterebbe a farne. (John Updike
02/06/2026

I sogni si realizzano; senza questa possibilità, la natura non c’inciterebbe a farne. (John Updike

Sei personaggi in cerca d’autore: Quando la finzione invade la realtàImmaginate un teatro di giorno, sguarnito e in peno...
02/06/2026

Sei personaggi in cerca d’autore: Quando la finzione invade la realtà

Immaginate un teatro di giorno, sguarnito e in penombra, dove una compagnia di attori guidata dal Direttore-Capocomico sta per iniziare le prove di una commedia. All'improvviso, la banale routine teatrale viene squarciata da un evento surreale.
Dalla sala buia entrano sei figure misteriose, avvolte in una strana atmosfera. Non sono attori in cerca di una scrittura, ma veri e propri personaggi rifiutati e abbandonati dal loro autore, disperatamente in cerca di qualcuno che dia forma, voce e vita al loro dramma lacerante. 🎭

La rivoluzione del Metateatro
Con quest'opera del 1921, Luigi Pirandello distrugge la "quarta parete" e cambia per sempre la storia del teatro mondiale. I sei personaggi — il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina — portano sul palco una verità nuda e dolorosa, pretendendo di recitare la loro stessa tragedia perché nessun attore reale saprebbe mai eguagliare la sofferenza di chi quel dramma lo ha dentro di sé.
Ciò che inizia come un'interruzione fastidiosa si trasforma in un cortocircuito filosofico ed esistenziale: chi è più reale? L'attore che cambia maschera ogni sera o il personaggio che resta eterno e immutabile nella sua sofferenza?

Pirandello ci scaraventa dentro il nostro stesso specchio. Ognuno di noi, nella vita di tutti i giorni, è un personaggio in cerca d'autore, intrappolato nel tentativo di farsi capire dagli altri e costretto a indossare una maschera per essere accettato. La forza di questa storia sta nel ricordarci che il confine tra realtà e finzione è incredibilmente sottile: a volte le storie che inventiamo sono l'unico modo che abbiamo per gridare la nostra verità più profonda.

Conoscevate questo capolavoro del teatro d'avanguardia? Vi è mai capitato di sentirvi "personaggi" intrappolati in una parte scritta da qualcun altro? Vi aspetto nei commenti.

01/06/2026
01/06/2026
Cenerentola usciva nei cinema 76 anni faIl 4 marzo 1950 arrivava nelle sale americane il 12º Classico Disney.Fu il più g...
01/06/2026

Cenerentola usciva nei cinema 76 anni fa
Il 4 marzo 1950 arrivava nelle sale americane il 12º Classico Disney.
Fu il più grande successo della Disney dai tempi di Biancaneve e i sette nani (1937) e contribuì a risollevare le sorti dello studio dopo i fallimenti commerciali di Pinocchio, Fantasia (entrambi del 1940) e Bambi (1942).
Nel 1947 lo studio aveva accumulato oltre 4 milioni di dollari di debiti ed era sull’orlo della bancarotta. Disney capì che serviva un cambio di rotta: politiche economiche sane ed espresse il desiderio di tornare a produrre film d'animazione.
Dalla primavera del 1948 gli attori furono ripresi su grandi soundstage, anche per contenere i costi. Il girato è stato utilizzato per controllare la trama, il ritmo e i movimenti dei personaggi prima di animarli.
L’animatore Frank Thomas raccontò:
«Ogni volta che pensavi a un altro modo di mettere in scena la scena, ti rispondevano: “Non possiamo portare la macchina da presa lassù”! Beh, potevi portare lassù la cinepresa per l’animazione! Quindi dovevi accontentarti di ciò che funzionava bene nelle riprese dal vivo.».
Helene Stanley fu la modella live-action di Cenerentola, e le sue caratteristiche fisiche influenzarono direttamente l’aspetto finale del personaggio.

Indirizzo

Florence
50018

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:30
Sabato 10:00 - 13:00

Telefono

+393384431512

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