Luci Notturne

Luci Notturne Raggiungerti

14/06/2026

Le persone non si capiscono nei giorni facili.
Non quando tutto scorre.
Non quando c’è luce, musica, tavoli pieni.
Non quando la vita è gentile
e nessuno deve stringere i denti.
Le persone si mostrano
quando qualcosa si rompe.
Quando arriva una notizia che sposta l’aria.
Quando il futuro si accorcia.
Quando perdi un punto fermo.
Quando il corpo cede.
Quando il cuore è stanco
e non hai più energia per sembrare forte.
È lì che impari a riconoscere le presenze vere.
Chi resta senza fare domande inutili.
Chi sa stare accanto
senza voler guarire, spiegare, sistemare.
Chi regge il tuo silenzio
come fosse una lingua sacra.
Chi non arretra
quando la tua fragilità diventa visibile.
Il resto è contorno.
Gente che ama solo le versioni leggere.
Presenze da giorni buoni.
Parole educate che promettono vicinanza
ma scappano appena la vita si fa scomoda.
Nei momenti duri
cadono le maschere.
E finalmente distingui.
Chi rimane.
Chi era solo di passaggio.
Chi ti voleva finché eri facile.
E poi ci sono quelli rari.
Quelli che restano anche quando sei a pezzi.
Che ti chiamano casa
mentre tu ti senti macerie.
Ed è lì che capisci
che non tutti meritano un posto nella tua vita,
ma chi resta nei terremoti
merita per sempre.

13/06/2026

Ci sono vari modi di prendersi cura di una persona.
Le puoi chiedere se ha mangiato, se è coperta abbastanza, se ha dormito.
Oppure, puoi domandarle, se è felice, se ha pianto, se ha ancora il cuore
spezzato e ha bisogno d'aiuto.
Sono sempre solo parole... Ma le prime accudiscono il corpo, le seconde nutrono l'anima.

13/06/2026

Cammino come un marziano
Come un malato
Come un mascalzone
Per le strade di Roma
Vedo passare persone e cani
E pretoriani con la sirena
E mi va l'anima in pena
Mi viene voglia di menare le mani
Mi viene voglia di cambiarmi il cognome
Cammino da sempre sopra i pezzi di vetro
E non ho mai capito come
Ma dimmi dov'è la tua mano
Dimmi dov'è il tuo cuore
Povero me

Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè
Povero me,
Guarda che pioggia di acqua e di foglie
Che povero autunno che è
Povero me
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me

Cammino come un dissidente
Come un deragliato
Come un disertore
Senza nemmeno un cappello o un ombrello da aprire
Ho il cervello in manette
Dico cose già dette
E vedo cose già viste
I simpatici mi stanno antipatici
I comici mi rendono triste
Mi fa paura il silenzio
Ma non sopporto il rumore
Dove è la tua mano dolce
Dove è il tuo amore?
Povero me,
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me
Povero me, povero me, povero me
Guarda che pioggia di acqua e di foglie
Che povero autunno che è

07/06/2026
06/06/2026

Il mese di Giugno si distese
all'improvviso nel tempo,
come un campo di papaveri.

Pablo Neruda

06/06/2026

Ci sono vari modi di prendersi cura di una persona.
Le puoi chiedere se ha mangiato, se è coperta abbastanza, se ha dormito.
Oppure, puoi domandarle, se è felice, se ha pianto, se ha ancora il cuore
spezzato e ha bisogno d'aiuto.
Sono sempre solo parole... Ma le prime accudiscono il corpo, le seconde nutrono l'anima.

- P. Felice su Essere Indaco 💙

06/06/2026

A te

Possano tutti i soli popolare il tuo cuore nelle tue notti buie di solitudine e incomprensione, soprattutto quando l'oscurità nasce dall'interno.
Che la luce di tutte le albe ti rimbocchi dietro tutti gli angoli, sul retro di tutte le mura, sul filo di tutte le spine.
Che la forza di tutti i venti sia il tuo respiro quando manca e la spinta quando le rocce della strada si fanno montagna.
Che i tuoi passi si facciano muti alle lamentele e i giudizi e le tue orecchie si facciano sordi ai "non puoi" e soprattutto ai feroci "non posso".
Che la terra ti nutra di radici e il cielo ti dia ali, che il cammino ti sostenga e l'orizzonte ti apra le braccia.
Che il tuo passaggio sia un uc***lo che apre tutte le frontiere.
A te che stai leggendo
qui e ora.

Ada Luz Márquez su Essere Indaco 💙

06/06/2026

c era rumore rumore dentro me
pensieri stretti nei perche
mi perdevo dietro cose che non parlavano di me
ho contato gli errori miei
come fossero dei guai.

mi cercavo nello specchio senza trovarmi mai
correvo dietro un nome che non pronuncia piu il mio
sembrava casa ma era vuota
sembrava un posto ma non ero io

ho sciolto quel dolore e ora
resta solo una scia
di un me che non si vede

quello che sembrava eterno
si è perso dentro un niente
era forte lo ammetto

ma ti lascio in un ricordo dove il tempo non fa male
quasi non ti riconosco ma va bene anche uguale

l'amore vero non sparisce ne si perde
è la luce piu sincera che ancora dentro mi accende

ma volo via da tutto quello che mi spegne
con il cuore libero e umano
tenendo me stesso per mano

mi perdono per le volte che mi sono fatto male
ma non mi trovo nella luce che credevo ormai finale

per non chiedere più permesso

in un posto dove il silenzio non fa più male.

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Via Nurallao
Fiumicino
00054

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