14/06/2026
Le persone non si capiscono nei giorni facili.
Non quando tutto scorre.
Non quando c’è luce, musica, tavoli pieni.
Non quando la vita è gentile
e nessuno deve stringere i denti.
Le persone si mostrano
quando qualcosa si rompe.
Quando arriva una notizia che sposta l’aria.
Quando il futuro si accorcia.
Quando perdi un punto fermo.
Quando il corpo cede.
Quando il cuore è stanco
e non hai più energia per sembrare forte.
È lì che impari a riconoscere le presenze vere.
Chi resta senza fare domande inutili.
Chi sa stare accanto
senza voler guarire, spiegare, sistemare.
Chi regge il tuo silenzio
come fosse una lingua sacra.
Chi non arretra
quando la tua fragilità diventa visibile.
Il resto è contorno.
Gente che ama solo le versioni leggere.
Presenze da giorni buoni.
Parole educate che promettono vicinanza
ma scappano appena la vita si fa scomoda.
Nei momenti duri
cadono le maschere.
E finalmente distingui.
Chi rimane.
Chi era solo di passaggio.
Chi ti voleva finché eri facile.
E poi ci sono quelli rari.
Quelli che restano anche quando sei a pezzi.
Che ti chiamano casa
mentre tu ti senti macerie.
Ed è lì che capisci
che non tutti meritano un posto nella tua vita,
ma chi resta nei terremoti
merita per sempre.