Luci Notturne

Luci Notturne Raggiungerti

02/08/2026
23/07/2026

Tu sei per la mia mente, come il cibo per la vita.
Come le piogge di primavera, sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumular ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e, subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te
poi, orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettare del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, né perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto e d’ogni cosa privo.

W. Shakespeare sonetto LXXV

23/06/2026

Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è
cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi
più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci
domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore
pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!
Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di
fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli
si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse
che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si
ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta;
s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade
che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi
ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese,
alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà,
tornando ricco a’ suoi monti.
Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi
aveva composti in essi tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato lontano, da una
forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle
più care speranze, lascia que’ monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha
mai desiderato di conoscere, e non può con l’immaginazione arrivare a un momento
stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto,
s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato
con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte
alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un
soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l’animo tornò tante
volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove
il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir
comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e
non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande ( dal già fermo e Lucia , promessi sposi ) … capitolo VII

23/06/2026

Addio, addio e un bicchiere levato
Al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo
Alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto
Un sorso di birra per le verdi brughiere
E un altro ai mocciosi coperti di fango
E un brindisi anche agli gnomi a alle fate
Ai folletti che corrono sulle tue strade
Hai i fianchi robusti di una vecchia signora
E i modi un po' rudi della gente di mare
Ti trascini tra fango, sudore e risate
E la puzza di alcool nelle notti d'estate
Un vecchio compagno ti segue paziente
Il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi
Ti culla leggero nelle sere d'inverno
Ti riporta le voci degli amanti di ieri
È in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta
Il vento dell'ovest rideva gentile
E in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
Mi hai preso per mano portandomi via
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra
Hai il passo pesante di un vecchio ubriacone
Ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno
E ti copri di rosso e fiorisci d'estate
I tuoi esuli parlano lingue straniere,
Si addormentano soli sognando i tuoi cieli
Si ritrovano persi in paesi lontani
A cantare una terra di profughi e santi
È in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta
Il vento dell'ovest rideva gentile
E in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
Mi hai preso per mano portandomi via
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
E potrò consolare i tuoi occhi bagnati
In un giorno di pioggia saremo vicini
Balleremo leggeri sull'aria di un Reel

23/06/2026

“Se l'ombre nostre v'han dato offesa, / Voi fate conto v'abbaino colto / Queste visioni così a sorpresa, / Mentre eravate in preda al sonno; / In lieve sonno sopiti, ed era / Ogni visione vaga chimera. / Non ci dovete rimproverare / Se vana e sciocca sembrò la storia; / Ne andrà dissolta ogni memoria, / Come di nebbia se il sole appare; / Se ci accordate vostra clemenza, / Gentile pubblico, faremo ammenda”

Puck (Atto V, Epilogo) …. Sogno di una notte di mezza estate

23/06/2026

23/06/2026

Le conosco io
le notti che non passano.
I pensieri che urlano
i respiri che pesano.
Un minuto prima
è tutto come dev’essere
un istante dopo, l’inferno.
Le conosco bene.
Ci sono finito dentro
a quel buio cieco
a quel silenzio fitto
in quella terra di nessuno
dove il cielo finisce
e il cuore si perde.
Sono notti in cui maledici tutto.
Sono notti in cui vorresti
che qualcuno ti abbracciasse
raccontandoti che va tutto bene.
Che la dolcezza non è un difetto
ma un seme che ha radici
nelll’anima.
Che la gentilezza
è un regalo che la vita ti fa
quando scegli nel bene o nel male
di viverla tutta.
Che Amare la parte sbagliata di se stessi
a volte
è l’unico modo per conoscersi.
E l’unico modo per salvarsi.
Che se è vero per te
allora è giusto così.
Sono quelle notti
in cui devi soltanto chiudere gli occhi
e fidarti di quello che sei.
Ascoltare quello che il silenzio ti dice.
Che sei tu, tutto ciò che ti serve
per mettere da parte la paura e rinascere.
Che sei tu, tutto ciò che ti basta
per tornare ad essere felice.

23/06/2026

….. e qui alla fine ha piovuto… e per un attimo l’aria è diventata fresca .sembrava quasi inverno …uno di quei tanti meravigliosi stupendi e infiniti pomeriggi d’inverno che mi hanno accompagnato nel lento inesorabile scorrere di questi deliziosi bellissimi e struggenti lunghissimi 10 anni.

 inizia l’ultimo anno in cui starò qui, affacciato da questa mansarda, padrone del mondo, signore incontrastato di me stesso ,imperatore di una libertà inesauribile, talmente grande, bella e meravigliosa che si può quasi respirare quasi a farsene scoppiare i polmoni prima di ributtarla tutta fuori in questa stessa mansarda dimenticata da tutto e da tutti e che pure mi ha permesso di vivere , principe incontrastato di una terra senza fine….ma tutto passa e tutto se ne va.

14/06/2026

Le persone non si capiscono nei giorni facili.
Non quando tutto scorre.
Non quando c’è luce, musica, tavoli pieni.
Non quando la vita è gentile
e nessuno deve stringere i denti.
Le persone si mostrano
quando qualcosa si rompe.
Quando arriva una notizia che sposta l’aria.
Quando il futuro si accorcia.
Quando perdi un punto fermo.
Quando il corpo cede.
Quando il cuore è stanco
e non hai più energia per sembrare forte.
È lì che impari a riconoscere le presenze vere.
Chi resta senza fare domande inutili.
Chi sa stare accanto
senza voler guarire, spiegare, sistemare.
Chi regge il tuo silenzio
come fosse una lingua sacra.
Chi non arretra
quando la tua fragilità diventa visibile.
Il resto è contorno.
Gente che ama solo le versioni leggere.
Presenze da giorni buoni.
Parole educate che promettono vicinanza
ma scappano appena la vita si fa scomoda.
Nei momenti duri
cadono le maschere.
E finalmente distingui.
Chi rimane.
Chi era solo di passaggio.
Chi ti voleva finché eri facile.
E poi ci sono quelli rari.
Quelli che restano anche quando sei a pezzi.
Che ti chiamano casa
mentre tu ti senti macerie.
Ed è lì che capisci
che non tutti meritano un posto nella tua vita,
ma chi resta nei terremoti
merita per sempre.

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Via Nurallao
Fiumicino
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