Collettivo 14

Collettivo 14 l'alternativa in provincia Collettivo 14 è una trentina di ragazzi che, un giorno di 4 anni fa, hanno deciso di organizzare eventi nel proprio paese.

Un generatore musicale no-profit, che si autofinanzia e si autostiene attravero il lavoro volontario. 5 Kill Beer Festival, 5 Why Not Festival, 4 Closing Party Notte Bianca, 1 scuola ristrutturata e convertita a locale live, sono il prodotto di un lavoro costante con un unico e chiaro obiettivo: riportare la musica in provincia.

Nel 2015 abbiamo piantato un seme prendendo in gestione una vecchia scuola abbandonata e ristrutturandola, per trasforma...
16/01/2023

Nel 2015 abbiamo piantato un seme prendendo in gestione una vecchia scuola abbandonata e ristrutturandola, per trasformarla in un centro per eventi live.

Ci piace pensare che, dopo 8 anni, da quel seme sia nato questo progetto e che un po’ del merito sia anche nostro 💪🏻

La giunta comunale di Fiorenzuola d’Arda ha approvato il progetto esecutivo finalizzato al recupero architettonico e funzionale del complesso dell’ex

“Sembra quasi un mare l’erba”
31/08/2022

“Sembra quasi un mare l’erba”

⛰️ La stagione al Rifugio Prato Grande continua anche a Settembre!

📌 Tutti i Sabati e le Domeniche del mese vi aspettano un evento musicale o un menù speciale.

Scegli il weekend che fa per te e vieni a goderti la fine dell'Estate in quota!

Tutte le info qui https://fb.me/e/2NN1wrecQ

«Siamo di Fiorenzuola, ma è da un po’ di tempo che meditavamo di fare qualcosa in Valnure, perché nel nostro gruppo alcu...
13/06/2022

«Siamo di Fiorenzuola, ma è da un po’ di tempo che meditavamo di fare qualcosa in Valnure, perché nel nostro gruppo alcuni, compreso me, sono originari di questo territorio». Giacomo Bandini, referente del “Collettivo 14”, associazione molto nota in Valdarda per aver organizzato negli ultimi anni eventi come il “Kill beer Festival” e il “Why not Festival”, spiega così la volontà di approdare in Alta Valnure, a Prato Grande, territorio di Ferriere, per gestire il noto rifugio a millequattrocento metri d'altitudine.

«Con il lockdown - precisa Bandini - abbiamo dovuto interrompere le nostre iniziative più importanti. Dopo quattordici grandi eventi in sette anni, la ristrutturazione della scuola di Baselica (dove organizzavamo altri eventi), siamo rimasti fermi troppo a lungo. La pandemia “ci ha fatto cadere un po’ la catena”, stavamo pensando di scogliere l’associazione».

Poi, l’idea. «Mi sono fatto avanti con il Comune di Ferriere - prosegue - per rivitalizzare la baita di Prato Grande, presentando un progetto al sindaco Carlotta Oppizzi e al presidente della Proloco, Stefano Scaramuzza: ci hanno premiato concedendoci la baita». Il Collettivo 14 aprirà il rifugio il 2 luglio: solo da pochi giorni i giovani fiorenzuolani sono arrivati a Prato Grande per la sistemazione della struttura.

La baita rimarrà aperta a luglio sabato e domenica. Ad agosto quasi tutti i giorni, poi riprenderà con i soli weekend nei mesi di settembre e ottobre. «Al sabato come eventi - racconta Bandini, che è originario di Cassimoreno di Ferriere - ci vogliamo rivolgere a un pubblico più giovanile, alla domenica organizzeremo iniziative per tutti.

Ad esempio domenica 3 luglio avremo ospite Nicolò Oppicelli, noto per la grande conoscenza del mondo dei funghi».
In quanti lavorerete in baita? «Siamo un gruppo di 8-10 persone che si alternano. Vorremmo cercare di potenziare la baita, puntando sul noleggio di E-Bike. Poi il desiderio è quello di riconvertire energeticamente il rifugio, renderlo sostenibile».

Perché trasferirsi così lontano da Fiorenzuola? «Il legame con Ferriere c’è da sempre. A Rompeggio vengono da anni tantissimi giovani fiorenzuolani, inoltre è sempre vivo il ricordo della Festinquota. Questa valle ci è entrata dentro per non uscire mai più. Conosciamo a memoria i suoi boschi, i suoi posti, i suoi sentieri. Anche perché la sua storia è quella dei nostri nonni. Fatta di castagne, polenta e funghi, di sangue e sudore, di orgoglio e onestà».

Grazie a IlPiacenza e a Filippo Mulazzi per aver raccontato di noi!

L’associazione fiorenzuolana ha preso in gestione la baita ferrierese a 1500 metri: «Per colpa della pandemia stavamo pensando di scioglierci, poi è venuta l’idea di occuparci del rifugio»

Ufficialmente non siamo ancora aperti, ma un panino e una birra fresca non li si nega a nessunoPassa a trovarci!
11/06/2022

Ufficialmente non siamo ancora aperti, ma un panino e una birra fresca non li si nega a nessuno

Passa a trovarci!

📣 Nostalgici di lago Moo e di Rompeggio, amanti della montagna e della val Nure. É tutto vero: quest’estate saremo noi a...
28/05/2022

📣 Nostalgici di lago Moo e di Rompeggio, amanti della montagna e della val Nure. É tutto vero: quest’estate saremo noi a gestire “Rifugio Prato Grande”.

In questi due anni di stop ci siamo ritrovati stanchi, confusi e senza prospettive. Con la costante tentazione di mettere un piede fuori da questo mondo, che ormai gravita sempre più lontano dai nostri valori. Ci siamo chiesti se, per com’era diventato, il progetto C14 fosse ancora attuale, se rispecchiasse ancora chi siamo.

Abbiamo pensato di ripartire da dove eravamo rimasti, con le stesse modalità di sempre. Abbiamo valutato di cambiare forma, identità, al Collettivo e, in ultimo, anche di chiuderlo definitivamente; con buona pace per tutti. La sensazione era quella di cercare di rimettere un vestito a cui tieni tantissimo ma che, purtroppo, adesso ti sta stretto. E l’unica verità è che sei cresciuto troppo.

Poi è arrivata l’idea per un vestito nuovo: proporci al comune di Ferriere per la gestione estiva di Rifugio Prato Grande. Così abbiamo messo in piedi un team di lavoro e preparato un progetto, presentato poi alla Sindaca Carlotta Opizzi ed al presidente della Proloco Stefano Scaramuzza. Il progetto è piaciuto, ed i sopracitati (che ringraziamo per la fiducia) hanno deciso di assegnarlo a noi.

Sarà un’altra sfida impossibile e sentiamo il peso della responsabilità, ma stavolta non potevamo proprio tirarci indietro. Perché, fin dai tempi di Rompeggio e della Festa in Quota, appunto, questa valle ci è entrata dentro per non uscire mai più. Conosciamo a memoria i suoi boschi, i suoi posti, i suoi sentieri, perché da lì veniamo. Perché la sua storia è quella dei nostri nonni e dei loro padri. Fatta di castagne, polenta e funghi, di sangue e sudore, di orgoglio e onestà. Di cose così semplici da diventare immortali.

Per questo, a partire da oggi, saremo al lavoro per: traslocare, pulire tutto da cima a fondo, trovare l’attrezzatura necessaria, allestire ed organizzare un bar ed una cucina a 1500mt di altezza, radunare e formare uno staff per tutta la stagione, preparare grafiche e sito, programmare e calendarizzare gli eventi, trovare sponsor e fornitori, ecc. Ma, soprattutto, ristrutturare il rifugio dentro e fuori. Tutto in meno di un mese.

Di massima, l’idea è quella di inaugurare verso fine Giugno. A Luglio aprire al pubblico tutti i weekend. Ad Agosto sempre aperto, almeno per le prime 3 settimane. Da Settembre ancora aperto tutti i weekend. Erogheremo un servizio Bar e uno di cucina essenziale solo su prenotazione. Al momento però è ancora tutto in corso d’opera e dipenderà verticalmente da quanto tempo impiegheremo ad ultimare i lavori.

A partire da questo, e per tutti i weekend fino a fine Giugno, saremo costantemente al rifugio a lavorare. Se siete cuochi, camerieri o baristi, avete tempo libero nei giorni indicati sopra e volete far parte del nostro staff, scriveteci in DM e veniteci a trovare di persona al Rifugio il prima possibile.

Se invece avete competenze di carpenteria o falegnameria e volete darci una mano, anche solo per una di queste giornate, lo apprezzeremmo molto.

Nel caso in cui non aveste nessuna competenza e voleste comunque aiutare sappiate che qualcosa da fare in montagna c’è sempre.

Quello che vi chiediamo sono solo 3 cose: fiducia, tempo, ed un pochino di pazienza.

26/05/2022

Proprio nel Maggio di 9 anni orsono, sui tavolini esterni di del Bar Marilyn, nasceva il Collettivo 14. L’associazione si fondava attorno a quegli ideali donchisciotteschi ormai démodé, che allora potevano incendiare la mente di un qualsiasi ultra-ventenne di provincia. Amicizia. Libertà. Musica. Rivoluzione.

Il Collettivo era la nostra zattera, per navigare lontano dalle disillusioni, oltre ai confini prestabiliti, oltre ai nostri limiti. Il nostro megafono per urlare, sb****re in faccia al mondo, che eravamo diversi. La nostra unica ed ultima arma per risvegliare la provincia dal suo torpore atavico e salvarla dalla sua lenta ed inesorabile morte.
A pensarci oggi, però, viene da credere che in realtà fosse solo il nostro mezzo per uscire dall’anonimato, uccidere la noia, viaggiare la vita, capire chi eravamo.

Comunque fosse, abbiamo iniziato a correre. Una corsa a perdifiato lunga 7 anni, volati via senza chiedere scusa o perché. E correndo è capitato di organizzare ben oltre 50 eventi (di cui 7 Kill Beer e 7 Why Not). Per un totale di circa 200 artisti ospitati tra live band e DJs. Tutti praticamente autofinanziati, tutti ad ingresso gratuito.
Nel mentre, per non annoiarci, abbiamo ristrutturato una scuola abbandonata, partecipato alla Zobia come concorrenti ed organizzatori, messo in piedi 3 feste di chiusura della Notte Bianca al Parco Lucca e bla bla bla.
Una maratona quasi sempre oltre le nostre possibilità, dove abbiamo letteralmente dato tutto. E mentre ci illudevamo di poter cambiare le cose, senza accorgercene, erano le cose a cambiare noi.

Poi, di colpo, uno stop lungo 2 anni ci ha dato qualcosa che prima non avevamo mai avuto: il tempo. E dentro al tempo abbiamo cercato, ritrovando quello che nella foga agonistica ci eravamo persi per strada. Rivissuto, rielaborato, ogni tappa di questo incredibile viaggio in insieme a voi. Per fare ordine, dare finalmente un senso a tutto, appendere le foto più belle alle pareti e bruciare le più brutte.

Abbiamo trovato anche il coraggio di chiederci chi siamo veramente, chi vogliamo diventare; quello di provare ad assomigliare sempre di più a noi stessi. Di chiudere un capitolo, di andare avanti e rimetterci in gioco. Di accettare i cambiamenti, di costringerci a “diventare grandi”.

Sono cambiate tante cose da quel lontano ed inconsapevole Maggio 2013. Siamo cambiati noi. Quello che non cambia è quella voglia, quel bisogno di correre che toglie il sonno. Sempre “in direzione ostinata e contraria”, verso qualcosa che non abbiamo ancora capito, ma che per natura sappiamo di non poter ignorare.

Il viaggio continua signore e signori, è solo cambiata la destinazione.

Una nuova alba ci aspetta.

Indirizzo

Vecchia Scuola Di Baselica
Fiorenzuola D'Arda

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