Diario Visivo

Diario Visivo Diario Visivo è un metodo per accompagnare adulti e ragazzi in percorsi autoriflessivi di disegno.
(1)

Ho un'idea di scuola che porto avanti ogni giorno, con grande fatica. È l'idea di scuola come comunità che "si interessa...
10/06/2026

Ho un'idea di scuola che porto avanti ogni giorno, con grande fatica. È l'idea di scuola come comunità che "si interessa": ai ragazzi, ai colleghi, alle famiglie.
Da questa idea è nato in progetto "Trame di Comunità", una coperta che ha legato simbolicamente oltre 200 ragazzi, fatta con le loro t-shirt dismesse, con lenzuola, strofinacci, tovaglie e tutto quello che era da gettare, ma che era "nostro", un pezzo di noi, tessuto che raccontava una storia.
Un laboratorio che ha portato avanti anche un pochino la mia idea di scuola "gitana", in movimento, che occupa lo spazio pubblico, che si mostra, che coinvolge, che interroga e fa interrogare.
Questo l'esito del nostro percorso insieme, 5 ore di taglio e cucito, oltre 300 pezzi di stoffa legati insieme, uno per ciascuno di noi. Faith Ringgold sarebbe felice.
Buona sperimentazione con
P.s. le foto raccontano la nostra storia a ritroso 🥰

06/06/2026

Un nuovo piccolo leporello, pensato per il laboratorio Erbe di luce. Un progetto per accogliere l'estate in compagnia di amici e colleghi, che può diventare un mini-diario visivo prezioso per raccontare le vacanze e accogliere i nostri allievi a settembre. Fatto interamente con materiali riciclati.
Buona sperimentazione con Diario Visivo

🌿🪻 Erbe di luce 🪻🌿Laboratorio esperienziale per accogliere l’estateLa notte tra il 23 e il 24 giugno è da sempre conside...
29/05/2026

🌿🪻 Erbe di luce 🪻🌿
Laboratorio esperienziale per accogliere l’estate

La notte tra il 23 e il 24 giugno è da sempre considerata una notte speciale, legata al passaggio del solstizio d’estate, alla forza delle erbe, alla rugiada e ai piccoli gesti di protezione e rinnovamento. Secondo la tradizione, si raccolgono fiori ed erbe profumate, si lasciano in acqua per tutta la notte all’aperto e, al mattino seguente, si usa quell’acqua per lavarsi il viso e le mani come gesto simbolico di cura, buon auspicio e rinascita.
Il laboratorio avrà un taglio laico, poetico e autobiografico. Non sarà una lezione sulle piante, né una pratica magica, ma un’esperienza di ascolto: del paesaggio, dei gesti antichi, delle parole che nascono quando ci si concede il tempo di rallentare.
Ci incontreremo per una breve camminata pianeggiante in località Calvisio Vecchio a Finale Ligure, davanti alla Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano per raccogliere con rispetto alcune erbe e fiori.
Dopo la camminata ci riuniremo per un momento conviviale e per un breve esercizio di scrittura ispirato all’acqua, alla notte, alle erbe e ai desideri piccoli, quelli che non fanno rumore ma sanno restare.
Ogni partecipante riceverà tutto il materiale necessario per raccogliere l’esperienza in un piccolo leporello.
La notte di San Giovanni ciascuno potrà preparare la propria acqua, lasciarla fuori durante la notte e usarla la mattina del 24 giugno come gesto intimo e personale.
Un piccolo rito d’estate per raccogliere, ascoltare, scrivere e ricominciare con gentilezza.

🪻🌿 Informazioni pratiche 🌿🪻
Data: domenica 21 giugno 2026
Orario: 17:30 - 20
Luogo: Finale Ligure - località Calvisio Vecchio - Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano
Destinatari: adulti
Posti disponibili: massimo 20 partecipanti
Incluso: camminata guidata, scheda rito/scrittura, kit per la realizzazione di un leporello
Da portare: scarpe comode, una penna, eventualmente una piccola busta di carta per conservare erbe
Info e prenotazioni: Federica 3284190497 e Federica 3387174835

In locandina la copertina del prezioso: La natura sa quasi tutto di Alberto Casiraghy, Sofia Maria Luce Possentini, Gabriel Pacheco, Edizioni Carthusia.

Gli ultimi giorni di scuola, nelle mie seconde, sono dedicati al tema del paesaggio e alla tecnica degli acquerelli.Non ...
26/05/2026

Gli ultimi giorni di scuola, nelle mie seconde, sono dedicati al tema del paesaggio e alla tecnica degli acquerelli.
Non lavoriamo sullo sketchbook ma su fogli grammatura 200 gr che poi fissiamo all'interno del nostro Diario Visivo.

Il primo disegno che facciamo è una prospettiva di un fiume che io disegno alla lavagna e che i ragazzi copiano sul proprio foglio. Qui cerchiamo di concentrarci sul disegno degli alberi, su ciò che è vicino e ciò che è lontano e poi ci lasciamo andare a qualche personalizzazione.

Il secondo disegno è uno scorcio di Finale Ligure, dove viviamo, più precisamente della Caprazoppa, un promontorio a picco sul mare posto al confine ovest del nostro paese. Qui facciamo un lavoro concentrandoci sulle gradazioni di un colore a nostra scelta, per riflettere sul concetto di prospettiva aerea. È un lavoro difficile ma che i ragazzi amano molto perché si sentono un pochino più artisti quando disegnano la città in cui vivono. Mi sento di consigliarvi questo approccio! Cercate uno scorcio adatto a essere riprodotto, i vostri allievi lo ameranno.

Buona sperimentazione con Diario Visivo!

Nelle mie terze stiamo concludendo in questi giorni la nostra "Linea del tempo del sole" che i ragazzi presenteranno all...
18/05/2026

Nelle mie terze stiamo concludendo in questi giorni la nostra "Linea del tempo del sole" che i ragazzi presenteranno all'esame insieme al loro Diario Visivo.
Un elaborato che ci ha impegnato nell'ultimo mese e che ha promosso una modalità di apprendimento basata sul "fare". Siamo partiti dalle domande:
- come avrebbe dipinto il sole Monet?
- come avrebbe dipinto il sole Seurat?
- e Munch?
- Picasso avrebbe fatto un collage?
- e Benedetta Cappa avrebbe usato la geometria?
- Kandinskij gli acquerelli?
E poi ci siamo messi a lavorare.
I nostri piccoli capolavori sono stati incollati in un leporello, a sua volta custodito in un cartoncino piegato e fermato con lo spago.
Per ogni opera abbiamo selezionato parole evocative, pescando nelle pagine di vecchi libri. Con quella stessa carta vecchia abbiamo confezionato piccole buste, incollate sulla faccia libera del leporello, costruendo così libretti double face.
Siamo soddisfatti del nostro lavoro e oggi ve lo presentiamo.
A settembre, con le persone che hanno adottato il libro Diario Visivo, Edizioni Electa, inizieremo proprio da qui, dall'imparare facendo, in un corso laboratoriale a loro riservato.
Buona settimana a tutti e buona sperimentazione con Diario Visivo!

🌻 Laboratorio "Éphémerides" di Jacques Prévert 🌸La vita, anche e soprattutto quella scolastica, quella della piccola com...
05/05/2026

🌻 Laboratorio "Éphémerides" di Jacques Prévert 🌸
La vita, anche e soprattutto quella scolastica, quella della piccola comunità che si forma e cresce intorno a un insegnante, alla sua disciplina e al suo modo di stare in classe, è fatta di istanti che brillano e di altri bui, di dinamiche da gestire, materiali da reperire, scadenze da rispettare.
L'arte e gli artisti ci vengono incontro e ci insegnano a fermarci per fissare almeno alcuni di quegli istanti luminosi per sempre.
Jacques Prévert, il "poeta dell'amore e della strada", ha racchiuso questa magia in una delle sue visioni più delicate: le Ephemerides. Non si tratta solo di dati astronomici o calendari. Per Prévert, le efemeridi sono i battiti del cuore della quotidianità. È la poesia che scova il meraviglioso nel banale, è la poesia che racconta l'umanità che ci piace: un prof. che ti racconta della sua passione per la bici, un altro che ti parla del rumore della pioggia sui tetti di Parigi, o il volto di un'insegnante precaria che non rivedremo mai più.
In un mondo che corre troppo veloce, Prévert ci invita a fermarci. La sua scrittura è un "sabotaggio simbolico" contro la rigidità del potere e del dovere.

La sua arte ci ricorda che:
❤️ La passione per una disciplina (vorrei dire per l'arte!) ci insegna la libertà. E la libertà non si possiede, si lascia esistere.
✒️ La quotidianità tra i banchi è il nostro presente ed è molto di ciò che abbiamo: "Più tardi sarà troppo tardi", scriveva Prévert, "perché la vita accade ora".
🌻 La felicità è un atto di resistenza: bisognerebbe tentare di essere felici, anche solo per dare l'esempio ai nostri ragazzi.

Prévert trasforma il calendario in una danza di immagini surrealiste e popolari, dove ogni giorno ha il diritto di essere un "anniversario della vita".

Diario Visivo vi propone di raccogliere questa sfida: affidare ai vostri ragazzi il compito di raccogliere l'effimero che è in ognuno di noi e dedicare ogni giorno un fiore e una pagina di efemeride a un adulto differente, immaginando di poter fare con lui qualcosa di speciale in orario extra-scolastico..

Noi, io e i miei allievi, oggi abbiamo appeso i nostri primi 9 giorni di calendario: abbiamo fatto tutto di nascosto e abbiamo letto l'emozione negli adulti coinvolti.

È stato bello scoprire la quotidianità dei miei colleghi, scoprire cosa pensano di noi i nostri ragazzi, come ci vedono, senza filtri, senza paura di un giudizio, sapere cosa vorrebbero fare con noi.

Per me è stato commovente leggere che vorrebbero portarmi con Van Gogh a guardare il cielo stellato. È stato l'equivalente di concedermi di essere felice. L'ho fatto con pudore ma anche con pienezza.

Se non sapete come riempire questi ultimi giorni di scuola, quando magari mezza classe è ai giochi della gioventù, il consiglio è di riempirli di éphémerides, di affidarvi ai vostri ragazzi per scoprire tutta la poesia che ogni giorno ci nascondono. Concedetevi un atto di resistenza: siate felici e date l'esempio ai vostri ragazzi.

Buona sperimentazione con Diario Visivo 🌱

Si conclude in questi giorni il quinto progetto Mail Art Diario Visivo, dedicato quest'anno all'artista americana Faith ...
03/05/2026

Si conclude in questi giorni il quinto progetto Mail Art Diario Visivo, dedicato quest'anno all'artista americana Faith Ringgold.
Nel mostrarvi qualche scatto dei nostro lavori (che misurano 16 x 16 cm), vi racconto un pochino cosa abbiamo fatto e cosa sono queste cartoline.
Si tratta di piccoli "quilt" ossia piccole "coperte patchwork" realizzate con la tecnica della tessitura (con trama e ordito costituiti da strisce di carta) o con quella del collage (per garantire la massima inclusione, ogni allievo ha potuto scegliere il tipo di tecnica che sentiva maggiormente nelle sue corde).
I quilt rappresentano la nostra cittadina di Finale Ligure, sulla quale "volano" silhouette di vario tipo: umani, animali, insetti che metaforicamente rappresentano il concetto di "volo".
Il lavoro si ispira al racconto illustrato , opera di Faith Ringgold, "Tar beach": un racconto che ci ha aiutato a discutere in classe temi importanti come la segregazione razziale, l'apartheid, la differenza di genere. In questo racconto la giovane protagonista Cassie vola su New York per appropriarsi di tutti i luoghi che le sono preclusi in quanto di origini africane.
Il volo come metafora di libertà dunque, perché il cielo, come ci ha insegnato anche Marc Chagall, è privo di confini, è territorio del mondo.
A coronamento del percorso, quasi per creare una didascalia in versi, gli allievi hanno scritto una poesia a ricalco del testo Élèvation di Charles Baudelaire.
Diario Visivo infatti, mette sempre insieme immagini e parole, impiegando tecniche artistiche e di scrittura che favoriscano la libera espressione di ciascuno.
Vi aspettiamo nel libro di testo Diario Visivo , Edizioni Electa per Mondadori Education e ai nostri corsi.
Buona sperimentazione con Diario Visivo!
https://www.diariovisivo.it/mappa-mail-art/

La scorsa settimana ho condiviso con voi un primo percorso sul volo nell’arte, pensato per le classi prime e maturato ne...
27/04/2026

La scorsa settimana ho condiviso con voi un primo percorso sul volo nell’arte, pensato per le classi prime e maturato nell'ambito del progetto Mail Art - Diario Visivo.
Un viaggio tra mito, divinità e desiderio di elevarsi.
Questa volta il lavoro cambia direzione.
Con le seconde siamo entrati nel Rinascimento e il volo diventa qualcosa di più complesso: non solo aspirazione, ma anche rischio, caduta, responsabilità.
Le slide che vi regalo oggi nascono proprio da questo passaggio.
Si parte da Botticelli, dove il volo è ancora armonia, ispirazione, “furor divino”. Un movimento leggero che attraversa le figure, quasi invisibile ma potentissimo. Poi succede qualcosa. Si arriva a Bruegel.
E lì il volo cambia completamente. Icaro cade e nessuno se ne accorge. La scena continua. Il mondo va avanti. L’eroe diventa un dettaglio. È in questo scarto che accade qualcosa di importante in classe. I ragazzi capiscono che:

👉 non tutte le immagini raccontano nello stesso modo il volo
👉 non tutti i protagonisti sono davvero al centro e soprattutto che guardare non è vedere (senza leggere il titolo, avremmo capito che si trattava del volo di Icaro?)

Le slide servono esattamente a questo:
‼️ non a “spiegare” le opere, ma a insegnare a entrarci dentro;
‼️ a fermarsi su un dettaglio;
‼️ a farsi una domanda;
‼️ a cambiare punto di vista.

E a un certo punto succede una cosa che per me è sempre decisiva:
la lezione smette di essere frontale e diventa partecipata. I ragazzi non ripetono contenuti ma cercano risposte. Interpretano.

Anche qui, come sempre:
📌 se partecipate alla Mail Art 2026 trovate tutto nel drive
📌 se non partecipate, potete comunque usare, adattare, trasformare queste immagini.

Il materiale è vostro. Fatelo lavorare e condividetelo!
Perché la storia dell’arte non è un elenco di opere.
È un modo per imparare a guardare il mondo.
E, quando funziona davvero,
diventa anche un modo per guardare se stessi.

Buona sperimentazione con Diario Visivo!

Nota bene - in calce alle slides troverete il richiamo a Tar Beach, opera di faith Ringgold attorno alla quale ruota il percorso di Mail Art e il testo utilizzato per scrivere una poesia a ricalco volando sul nostro territorio. Le varie opere d'arte non sono presentate allo scopo di esaurire l'argomento bensì di collegarle con il fil rouge del volo.

Non avete ancora parlato di Liberazione nelle vostre classi? No?E allora Diario Visivo vi regala una storia speciale, ac...
25/04/2026

Non avete ancora parlato di Liberazione nelle vostre classi? No?
E allora Diario Visivo vi regala una storia speciale, accaduta il 30 aprile 1945: la storia di una donna speciale, Lee Miller.

Non dev'essere stato semplice essere Elisabeth Miller.
Nascere bellissima, intelligentissima, arrogante e sensuale.
Non dev'essere stato semplice per lei posare nuda in mezzo alla neve per suo padre, nel 1915, in uno scatto che passerà alla storia con il nome "December morning". C'è qualcosa di scabroso ed insolito in questa fotografia che non fa parte dei tradizionali album di ricordi familiari ma sfiora il territorio di collezioni segrete. É solo lo sguardo di Li-Li, così la chiamava suo papà, a rasserenarci sulla normalità di questa pratica, uno sguardo spavaldo e lontano da ogni imbarazzo.

Nel 1915 Li-Li aveva 8 anni, la sua famiglia era solita praticare l'elioterapia in costume adamitico ed anche la madre, una tranquilla casalinga borghese, si faceva ritrarre nuda da Theodore Miller, il Pater Familia, uno stimato ingegnere che si dilettava nel tempo libero nella nuova arte della fotografia.

Nel 1915 Lily era già stata violentata da un amico di famiglia. Nel 1915 quando il padre la ritrae cercando di ricomporre in una fotografia la sua immagine frantumata, Li-Li aveva già visto il peggio.

Il senso di colpa e di sporcizia rimasero attaccati a Li-Li chissà per quanto e chissà per quanto il padre si sarà interrogato su come rimediare a questo fatale errore: essersi fidato dei suoi amici. Un ingegnere è abituato a riparare tutti i meccanismi ma Theodore sapeva che Lili aveva ferite profonde che nessuno poteva riparare.

E fu così che Theodore regalò a Li-Li l'unica cosa che poteva donarle, ossia la libertà di scegliere cosa fare della propria esistenza. Quale altra cura poteva riservare a una figlia tanto ferita e tanto speciale?

A noi genitori del XXI secolo non parrà poi così speciale far sì che i nostri figli possano scegliere cosa fare, come farlo e dove farlo. Ma agli inizi del XX secolo non era così, e le fanciulle di buona famiglia, per quanto belle e intelligenti, erano fin da piccola addestrate a compiacere i desideri del futuro marito.

Ma Li-Li no, lei potè fare della sua vita quello che desiderava. Non sapremo mai se questo sia bastato a risarcire anche solo minimamente il danno subito, ma ciò che è certo è che Li-Li fece veramente della sua vita e del tuo corpo quello che volle, a dispetto del conformismo dilagante.

A 19 anni Li-Li apparve per la prima volta sulla copertina di Vogue America. Vestita da maschietto, con il viso incorniciato da un cappello a cloche blu, deve essere sembrata una delle eroine emancipate e impertinenti dei romanzi di Francis Scott Fitzgerald. Piacque subito a tutti, agli uomini e alle donne. Ai primi per il suo fascino conturbante. Alle seconde perché incarnava l’ideale delle flappers, ragazze libere di vestirsi e atteggiarsi come volevano, emancipate e lontane dal recinto delle mura domestiche.

Ma a Li-Li non bastava stare dietro l’obiettivo, essere una delle modelle più ricercate e pagate del momento. Lei voleva stare dall’altra parte.

Dall’altra parte dell’obiettivo. Lei aveva storie da raccontare.

E fu così che volò a Parigi per imparare.

Ma non semplicemente per imparare a fotografare, per imparare a fare della fotografia un’arte.

E cercò e volle e ottenne di imparare dal migliore. Lei cercò e volle e ottenne Man Ray.

Per intenderci Man Ray è quello de "Le violon d'Ingres". La persona ritratta però non è Li-Li, bensì Kiki de Montparnasse, vero nome Alice Prin, cantante e cabarettista dal carattere impulsivo e impetuoso, uno degli amori di Man Ray.
Una foto piena di passione, il cui titolo rimanda alle bellezze neoclassiche di Jean-Auguste-Dominique Ingres.

Man Ray introdusse Lee Miller, così iniziò a farsi chiamare, nel mondo dell’arte e della fotografia parigina. Se tutte le relazioni dell’artista furono turbolente, quella con Lee ebbe anche un finale tragico. Lei lo lasciò malamente, imbarcandosi senza avvisarlo per ritornare a New York quando da lui non aveva più nulla da imparare.

Man ray non la prese benissimo e se per Kiki fece Le violon d’Ingres, per Li-Li personalizzò un metronomo, intitolandolo: Object a detruire. In pratica incollò un occhio di Li-li sul peso oscillante di un metronomo e nelle istruzioni indicò di farlo andare fino al limite della resistenza meccanica, per poi distruggerlo con un’unica martellata secca.

Avete capito il Man Ray… Avete capito a cosa possono condurre un uomo, donne come Lee…

Lee Miller è stata l’autrice di tanti scatti memorabili e oggi voglio raccontarvene uno in particolare, del 30 aprile 1945.

Era il 30 aprile 1945 infatti, quando il Campo di Concentramento di Dachau fu liberato. Lee fu tra le prime ad entrare e potè vedere e fotografare tutti i prigionieri, le cataste di ossa, il fumo uscire dai forni. Ma non è di queste foto che vogliamo parlarvi.

Era il 30 aprile 1945 quando Adolf Hi**er, arreso all’evidenza della sconfitta, somministrò una fiala di cianuro al suo cane Blondi, a sua moglie Eva Braun e a se stesso, finendosi definitivamente con un colpo di pi***la alla testa. Ma Lee Miller non c’era a fotografarlo.

Perchè Lee Miller, quel 30 aprile 1945 era nell’appartamento del Fuhrer al 27 di Prinzenregentplatz, a Monaco di Baviera. Quello stesso appartamento dove Angelika Raubal, la nipote/amante di Hi**er, si era suicidata sparandosi un colpo al cuore con la pi***la dello zio.

Ed era il 30 aprile 1945 quando Lee Miller entrò nuda nella vasca da bagno del Fuhrer.

Fu lei in persona a costruire la scena, ma lo scatto è di David Scherman. Nella foto si notano gli anfibi di lei, sporchi del fango del campo di Dachau sul tappetino bianco, la foto di Adolf appoggiata al bordo della vasca, la divisa da reporter ripiegata sullo sgabello.

Cosa c’è di sconcertante in questa foto? Oltre al genio dell’artista intendo. Oltre alla bellezza di Lee, ovviamente.
Cosa c’è che ci sgomenta, che ci lascia attoniti? Stupefatti?

Faccio un'ipotesi. La cosa che più ci sgomenta di questo scatto, è che il bagno di un mostro, è esattamente come il nostro. Quello che ci lascia attoniti è l’ordine, la pulizia, il potere immaginare il contenuto dei cassetti, i suoi come i nostri, col rasoio, le spazzole, le spugne.
Ciò che non potremo più dimenticare dopo questo scatto di Lee è che anche l’incarnazione del male, del peggior male, la mattina si alza, passa del tempo davanti a uno specchio, si lava i denti, si fa una doccia, vive, respira, mangia, dorme, sorride anche. Esattamente come noi.

Questa e altre 30 storie di donne artiste, con uno speciale sulla fotografia al femminile, sul libro di testo per SS1G - Diario Visivo - Ed. Electa, Mondadori Education.

Indirizzo

Finale Ligure

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Diario Visivo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Diario Visivo:

Condividi

Digitare