13/09/2026
Dopo che un articolo su un giornale locale - uscito venerdì scorso per una volontà decisa a tavolino e senza averci interpellato prima, come si fa da Signori - dipinge un quadro sul Ferrara Film Festival totalmente decontestualizzato e che lede ingiustamente la nostra immagine. Per cui non accettiamo più di stare in silenzio.
Per anni, chi lo ha fondato, ha dovuto chiudere la bocca e subire - a 360 gradi - promesse non mantenute, sabotaggi, bullismo invisibile, un augurio di fallire... e molto, ma molto di più.
Ricordo che il nostro è sempre stato un evento culturale GRATUITO, aperto a tutti, che ha contribuito a far conoscere Ferrara nel mondo, amato dal nostro pubblico, rispettato dai filmmakers internazionali e ha portato premi Oscar e attori/autori di fama internazionale.
Non abbiamo mai dato fastidio a nessuno e la nostra porta è sempre stata aperta. Quindi, perché tutto questo?
Sottolineo che questa storia riguarda specificamente avvenimenti all'interno città di Ferrara (per fortuna a livello nazionale lavoriamo con eccellenze che credono in noi e in Ferrara) e, con questa mentalità di odio [di alcuni] per la salvaguardia del proprio orticello o della propria cieca 'tifoseria', questa città non decollerà mai. Mai.
Ancora troppe poche persone se ne rendono veramente conto.
Ma si può cambiare.
Ieri alcuni giornali hanno pubblicato solo parzialmente il nostro responso pubblico sulla vicenda, per questo condividiamo per intero il nostro comunicato stampa qui di seguito:
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Un appello alla città di Ferrara
Dichiarazione del Fondatore del Ferrara Film Festival
Cari concittadini, care istituzioni, cari amici del cinema e della cultura,
mi rivolgo a voi in prima persona, come Fondatore del Ferrara Film Festival, per fare chiarezza su una vicenda che merita di essere raccontata con onestà e rispetto, senza ombre e senza semplificazioni.
Da dieci anni, con sacrificio e ostinazione, ho dedicato energie, tempo e risorse a un progetto che porta il nome di Ferrara in Italia e nel mondo. L'ho fatto per amore di questa città, che è la mia città natale, e per la convinzione che la cultura sia un patrimonio da costruire insieme, non un privilegio da amministrare.
Ieri l’Amministrazione comunale ha comunicato la volontà di interrompere ogni rapporto di collaborazione, economico e organizzativo, con il Festival, richiamando un’ingiunzione di pignoramento e presunte segnalazioni di mancati pagamenti a fornitori locali. È mio dovere, e mio diritto, rispondere con i fatti.
"Sui fatti, senza ambiguità"
Il pignoramento citato non è un’ombra comparsa all’improvviso. È un contenzioso legale già noto e in corso da due anni. In quella vicenda il Ferrara Film Festival è parte lesa: uno sponsor — Oro Puro Caffè — che nel frattempo ha dichiarato fallimento, non ha onorato l’impegno assunto a copertura delle spese di una mostra d’arte organizzata nell’edizione 2023. L’ammontare del contenzioso è pari a 5.000 euro, spese legali comprese. La pratica è seguita dal legale del Festival. Qualora il recupero del credito non andasse a buon fine, il Festival si prenderà l’onere di saldare il conto. Si devono attendere i tempi della giustizia. Non è elusione: è rispetto della legge.
Le segnalazioni di presunti mancati pagamenti a fornitori, cui fa riferimento la nota dell'Assessore alla Cultura di Ferrara inviata al giornale, non hanno alcun collegamento con il contenzioso sopra descritto. Il Ferrara Film Festival ha sempre tenuto un dialogo chiaro e trasparente con i propri fornitori, anche attraverso piani di rientro già attuati in passato. Chi organizza una manifestazione culturale in Italia sa che i fondi pubblici, quando arrivano, giungono spesso a mesi di distanza dalla conclusione dell’evento. In quella attesa si lavora, si media, si onorano gli impegni con i mezzi disponibili. Così abbiamo sempre operato e siamo coscienti che non siamo perfetti.
(*vi invito tuttavia a guardare i conti anche di altri eventi, ndr)
"La responsabilità che ho scelto di assumermi"
Voglio dirlo con la stessa schiettezza con cui ho sempre messo la faccia su questa manifestazione. In tempi recenti mi sono esposto personalmente, con risorse mie, per sopperire a mancanze economiche generate anche da collaboratori e sinergie rivelatesi inaffidabili, che hanno prodotto danni alla kermesse. Quel contributo personale ammonta a svariate decine di migliaia di euro. L'ho fatto per il bene di Ferrara e per non lasciare cadere un evento culturale che porta il nome di questa città.
Non ho delegato ad altri la responsabilità quando le cose si facevano difficili. Ho messo la faccia, nonostante le problematiche. Non tutte le realtà o imprenditori culturali possono dire lo stesso. Lasciate che ciascuno tragga le proprie conclusioni.
"Sulla reputazione, e sulla coerenza"
👉🏻 Riconosco all’Amministrazione comunale il sacrosanto diritto di tutelare la propria reputazione. È un dovere istituzionale. Auspico, con altrettanta fermezza, che lo stesso rigoroso criterio venga applicato anche alle altre manifestazioni che portano il nome della città.
"Il Festival cambia. Le porte restano aperte"
Il Ferrara Film Festival è oggi in una fase di riassetto. L’organizzazione sta cambiando e sta migliorando. Le porte restano aperte a professionisti, imprese ed enti che vogliano unire le forze a una realtà che, per dieci anni, ha contribuito a far conoscere Ferrara nel mondo. Non chiudiamo: invitiamo. L’ho sempre fatto in passato, a volte incompreso, e lo farò sempre in futuro.
Mi rivolgo, infine, a voi: alla città.
Dopo dieci anni di impegno costante, faticoso e spesso solitario, il Ferrara Film Festival merita questo trattamento?
Io ho già dato la mia risposta, con i fatti. Ora tocca a Ferrara. Indipendentemente da me, dato che non ho il dono dell’immortalità, lo volete ancora questo festival ?
Maximilian Law
Fondatore Ferrara Film Festival