12/08/2025
Io e la mia bambina abbiamo la grande fortuna, e forse anche un po’ la bella preparazione alle spalle, di vivere queste prime settimane insieme in un modo speciale.
Mi sento il centro del suo mondo. Cerco di preservarla dal rumore, reale e simbolico, che ci circonda, perché desidero che il suo adattamento alla vita fuori dalla pancia sia il più comodo possibile per lei.
Lei che ha già due sorelle maggiori splendide, che la adorano, ma che sanno manifestare questo amore con un’intensità… notevole.
Ma… è la prima volta che provo queste sensazioni.
Nei miei precedenti post partum, le cose erano molto diverse. Mi sentivo sopraffatta, schiacciata, quasi prigioniera di una vita che avevo scelto ma che non riconoscevo. Ho vissuto due volte la depressione post parto e, sì, anche per questo oggi capisco profondamente cosa sentono le mamme e metto al centro del mio lavoro il loro supporto e benessere.
Sono stata frustrata dal non riuscire a godermi le mie bambine come avrei voluto, perché stavo male. Dormivo pochissimo, allattare era una sofferenza, e mi sentivo sola a gestire tutto questo.
Non perché non avessi nessuno accanto, anzi. Ma non mi sentivo compresa fino in fondo: quello che raccontavo, nel mio modo di chiedere aiuto, veniva spesso banalizzato o almeno non preso davvero sul serio.
E quelle sensazioni, certe immagini di quel periodo, non le dimentico.
Anche se oggi ho ricevuto il regalo di una bambina che mi sta aiutando a diventare la sua mamma.