22/01/2026
IL POLITEAMA E LA BASILICA DI VITRUVIO
FINE DI UNA LEGGENDA
di Giovanni Casanova
Quando il Politeama Cesare Rossi venne inaugurato, nel 1924, l’attenzione degli studiosi e del mondo culturale fanese in merito alla celebre Basilica di Vitruvio era altissima.
Nel maggio di quell’anno l’amministrazione comunale istituì una commissione di esperti che aveva il compito di individuare e riportare alla luce i resti di uno degli edifici più importanti al mondo che, fino lunedì 19 gennaio 2026, si credeva scomparso nel nulla o mai costruito. La commissione lavorò duramente e portò alla luce i resti di un imponente muro romano insieme a una base di colonna e ad altri reperti nei sotterranei del convento di San’Agostino. Per questo motivo la via dedicata al santo di Ippona dove sono ubicati sia il convento che la chiesa annessa venne rinominata “Via Vitruvio”.
Il cinque di aprile di quello stesso 1924, poche settimane prima della nomina della commissione, un gruppo di imprenditori, compresi i miei avi, i fratelli Alceo, Carlo e Guido Casanova, acquistarono l’edificio del conservatorio delle Orfane dalla Congregazione di ca**tà, un ente assistenziale dipendente dalla stessa amministrazione comunale. L’idea fu di trasformare quell’edificio nel secondo teatro di Fano, uno spazio idoneo ad ospitare diverse tipologie di spettacoli: lirica, prosa, danza, circo, varietà e, infine, il cinematografo. Il progetto di ristrutturazione venne sviluppato dall’ingegnere capo del Comune di Fano, Carlo Ughi e supervisionato dal Pof. Vittorio Menegoni, Regio ispettore per i monumenti e scavi, nonché membro della commissione comunale per le ricerche della Basilica di Vitruvio.
In poche parole: negli stessi mesi in cui il Politeama veniva costruito con l’intervento di tecnici del Comune di Fano e del regio ispettore ai monumenti e scavi, una commissione di esperti nominata dall’amministrazione comunale, con dentro lo stesso regio ispettore, aveva il compito di individuare la collocazione della Basilica di Vitruvio ed operava a poche decine di metri, sotto il convento di Sant’Agostino.
Il Politeama ebbe da subito un clamoroso successo. Il giorno di natale del 1924 si svolse la serata inaugurale sulle note de La Bohème del maestro Giacomo Puccini. IL resoconto dell’inaugurazione venne raccontato sul settimanale "Il Gazzettino".
Ciò che oggi colpisce è che la notizia riportata nella colonna a fianco al resoconto dell’inaugurazione riguardava proprio la richiesta diretta all’ allora Soprintendente scavi e monumenti di Ancona, Giuseppe Moretti, di vistare il sito degli scavi sotto il convento di Sant'Agostino, quando si cominciava a sperare che gli imponenti reperti romani celati nel sottosuolo appartenessero all’edificio vitruviano.
Oggi la Basilica di Vitruvio è una clamorosa ed emozionante realtà, mentre è definitivamente consegnata alla leggenda il presunto ritrovamento di basi di imponenti colonne (senza citare le altre innumerevoli versioni…) durante la trasformazione del conservatorio delle orfane in Politeama. Quelle colonne non sono sotto la nostra platea, ma a pochi passi da noi, in piazza Andrea Costa, oggi finalmente visibili e riconsegnati a tutta l’umanità.
Fonti:
-il Gazzettino, 10 gennaio 1925 - Emeroteca Biblioteca Federiciana
-“Sulle Vie delle Donne” Maria Grazia Battistoni e Anna Tonelli Aras edizioni 2021 pag. 46
-Delibera Giunta comunale 19 maggio 1924 - Archivio di stato Fano
-La Bohème stagione di inaugurazione 25 dicembre 1924 - Archivio Politeama Cesare Rossi