05/09/2026
𝐂𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐒𝐄𝐑𝐀𝐓𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐋𝐈𝐂𝐄𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐈.
𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐍𝐈
Ieri sera alla Galleria delle Idee abbiamo vissuto una di quelle serate che lasciano qualcosa.
Tecnicamente era la presentazione di 𝐏𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐚𝐫𝐚 – 𝟏𝟏 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐨 di 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐏𝐨𝐧𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢, ma in realtà abbiamo viaggiato molto più lontano delle pagine di un libro.
Abbiamo iniziato e concluso parlando di 𝒑𝒂𝒍𝒍𝒂𝒗𝒐𝒍𝒐.
Quella pallavolo che ha segnato un'epoca gloriosa della nostra piccola Falconara e che, in quegli anni, era entrata nelle case, nelle famiglie, nelle conversazioni e nel cuore di un'intera città.
C'era chi giocava, chi allenava, chi seguiva le partite, chi partiva per le trasferte, chi semplicemente tifava. E c'era una città che si riconosceva nei propri campioni.
È stata proprio questa una delle cose che abbiamo maggiormente apprezzato nel racconto di Andrea Pongetti, accompagnato dall'amico e grande appassionato di sport 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐥𝐝𝐨 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚: la capacità di andare oltre il risultato sportivo e raccontare le persone, i luoghi, il pubblico, l'atmosfera, il legame tra una squadra e la propria città.
Perché lo sport, quando diventa veramente parte di una comunità, lascia tracce che vanno ben oltre una classifica.
E forse è anche per questo che, parlando delle tante storie marchigiane raccontate nel libro, abbiamo constatato come in molti casi i nuovi palasport ed in generale i nuovi impianti, pur più moderni e funzionali, sembrino aver perso qualcosa rispetto ai vecchi luoghi dello sport: 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑟𝑢𝑚𝑜𝑟𝑒, 𝑒𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑣𝑎 𝑢𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑖𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑒𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜.
La vera chicca della serata è arrivata però direttamente dalla memoria di chi quella storia l'aveva vissuta.
𝐓𝐚𝐫𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐜𝐞𝐭𝐭𝐢, dapprima allenatore e poi direttore sportivo di quell'epoca, ci ha regalato alcuni aneddoti preziosi. Tra questi, uno che ha riportato al centro della scena 𝐏𝐢𝐩𝐩𝐢 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢, l'alzatore rimasto nel cuore di tantissimi falconaresi, tifosi e non.
E in quel momento è stato evidente quanto alcune storie non siano mai veramente finite.
Basta un nome, un volto, un ricordo, una fotografia...
𝑬 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝒕𝒐𝒓𝒏𝒂 𝒂 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒓𝒔𝒊...
Non potevamo quindi inaugurare la stagione 2026-27 della Galleria delle Idee con un appuntamento migliore.
Ma siamo anche particolarmente orgogliosi di aver iniziato questa nuova stagione parlando di 𝐒𝐏𝐎𝐑𝐓 proprio in questo momento storico in cui si pronuncia ricorrentemente la parola guerra che credevamo di non dover più sentire.
Perché noi pensiamo che lo sport sia una delle più belle invenzioni che l'essere umano abbia saputo creare.
Prende quella nostra innata volontà di primeggiare, competere, misurarci con gli altri e, in qualche modo, prevalere e la sottopone a una cosa straordinariamente semplice e potente: 𝒍𝒆 𝒓𝒆𝒈𝒐𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒆.
Ci si confronta. Si vince. Si perde. Si sbaglia.
E poi ci si stringe la mano, si riconoscono i meriti di chi ha vinto, si rielabora una sconfitta, si torna ad allenarsi, si cambia una tattica, si corregge un errore, ci si prepara per provare a vincere la volta successiva.
Si compete senza che l'altro debba essere distrutto.
Ed è proprio qui che lo sport mostra tutta la sua grandezza.
Perché la guerra nasce anch'essa dalla volontà di prevalere, ma compie il percorso opposto: trasforma l'avversario in un nemico e la sconfitta nella distruzione dell'altro.
Nello sport il confronto ha bisogno di regole e rispetto.
Nella guerra l'altro diventa qualcuno da eliminare.
Forse è anche per questo che una serata apparentemente dedicata soltanto a undici storie di sport ci ha lasciato una riflessione molto più grande.
𝑪𝒐𝒎𝒑𝒆𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒓𝒖𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆.
𝑽𝒊𝒏𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒖𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒆.
𝑷𝒆𝒓𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒐𝒅𝒊𝒂𝒓𝒆.
𝑬 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆.
Grazie ad Andrea Pongetti, a Rinaldo Belleggia, a Tarcisio Pacetti, e a tutti coloro che ieri sera hanno riaperto insieme a noi un cassetto della memoria.
E grazie a chi c'era!!!
Perché quelle fotografie che oggi tornano a vivere non raccontano soltanto una grande squadra.
Raccontano una città che, per un pezzo della sua storia, ha saputo sentirsi una squadra. ❤️🏐
*** 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐒𝐈𝐌𝐈 𝐀𝐏𝐏𝐔𝐍𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐈 ***
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