Circolo Arci Brigante Pieve Cesato

Circolo Arci Brigante Pieve Cesato Arci Brigante non si spaventa per il fango e parla una sola lingua quella della solidarietà.

Seguiteci per eventi, concerti, laboratori, dibattiti, cucina multietnica, solidale e resistente

PROGRAMMA COMPLETO DEL CONTROFESTIVAL ROMAGNA BRIGANTE "Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione" (Emma Goldman)Un...
04/09/2026

PROGRAMMA COMPLETO DEL CONTROFESTIVAL ROMAGNA BRIGANTE "Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione" (Emma Goldman)

Una produzione Circolo Arci Brigante Pieve Cesato – Faenza (RA) in collaborazione con BSA – Brigate di Solidarietà Attive

PROGRAMMA:

VENERDÌ 11 SETTEMBRE
Ore 18:00 Apertura del Controfestival

Il Controfestival Romagna BRIGANTE si apre con i saluti del Presidente Nazionale delle BSA - Brigate di Solidarietà Attiva MARCO FARS e del Presidente Nazionale Arci WALTER MASSA.
Seguirà un monologo sulla Palestina di FRANCESCA FORNARIO.

Alle ore 19,30 il dibattito
"VOLONTARIATO E MUTUO SOCCORSO: dall'Abruzzo al mondo" dedicato alle radici e al futuro dell'esperienza BSA e collaborazione con ARCI.

Le BSA - Brigate di Solidarietà Attiva nascono nel 2009 a L'Aquila, all'indomani del sisma in Abruzzo, quando oltre 800 attivisti e attiviste provenienti da tutta Italia si mobilitarono per portare solidarietà concreta alle popolazioni colpite: distribuzione di beni di prima necessità, sostegno diretto all'economia locale, presenza costante nei territori terremotati. Da quella prima esperienza le BSA non si sono più fermate, intervenendo in ogni grande emergenza che ha colpito il Paese: il terremoto dell'Emilia nel 2012, quello di Marche e Umbria e quello di Amatrice nel 2016, e poi in tutte le principali alluvioni italiane, dal 2009 fino alle alluvioni che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2023, 2024 e 2025.
Un impegno che va oltre i confini nazionali.

Negli ultimi anni l'esperienza delle BSA ha superato i confini italiani, portando lo stesso modello di solidarietà attiva e mutuo soccorso in contesti internazionali:
2023 – Lubiana, Slovenia: intervento di solidarietà a seguito delle emergenze che hanno colpito il Paese, a conferma della vocazione internazionalista del movimento.
2024 – Valencia, Spagna: intervento in risposta alle gravi alluvioni che hanno colpito la regione, con la successiva apertura di una sede permanente delle Brigate BSA in Spagna, primo presidio stabile del movimento fuori dall'Italia.

Dall'Aquila a Valencia, passando per l'Emilia-Romagna, le BSA raccontano una storia di solidarietà che si costruisce sul campo, un intervento dopo l'altro, e che oggi guarda anche oltre i confini nazionali per costruire reti di mutuo soccorso internazionali.

Ore 21 Concerti:
MARCO ROVELLI
ASSALTI FRONTALI
Dalle ore 00:00 After Tekno - Nadeer + Vander

SABATO 12 SETTEMBRE

Ore 11,00 Dibattito:
Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale
LEGGERE GLI IMMAGINARI
Conduce BABS MAZZOTTI, attivista transfemminista, specializzat* in studi di genere e filosofia politica

Ore 18,00 Dibattito:
AMBIENTE, LOTTE E CAMBIAMENTO CLIMATICO con
•ANDREA MAESTRI: Avvocato
•LINDA MAGGIORI: Giornalista Freelance
•NICOLETTA DOSIO: Attivista e volto storico del Movimento No Tav
•FRANCESCA SANTARELLA: Attivista e ambientalista

Concerti dalle ore 21,00:
T - REX SQUAD
SVETLANAS
NABAT
After: Dj Evil
Resident Dj: Orso Mendoza

DOMENICA 13 SETTEMBRE

Ore 11,00 Dibattito:
Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale.
EDUCARE ALLE RELAZIONI
Conduce BABS MAZZOTTI, attivista transfemminista, specializzat* in studi di genere e filosofia politica

Ore 18,00 Dibattito:
Geopolitica e resistenze con
•ALESSANDRO ORSETTI: Babbo di Lorenzo "Orso" morto combattendo contro l'Isis a Baghuz al confine tra Siria e Iraq per la causa Curda.
•SILVIA CASADEI: Giornalista di Mediorente in particolare Libano.
•ADELMO CERVI: Figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti.
•Esponenti politici deI Kurdistan, Cuba e Palestina.
•ALBERTO FAZOLO: giornalista, miltante

Ore 20,00 Concerti:
LYMPHA
CARDBOARD SHAP
ALESSIO LEGA
MALASUERTE FI SUD
After: Dj: Orso Mendoza

***ARTE IN FIERI***

Nei tre giorni del controfestival, nello spazio "Arte in fieri" sarà possibile visitare una mostra collettiva e una mostra sul comandate partigiano Sirio Corbari.

MOSTRA COLLETTIVA
•Mostra fotografica BSA
•Mostra per la Palestina, stampe di artisti da tutto il mondo
•Mostra di pittura contemporanea di Melco
•Mostra di Heriz Bhody Anam
•Mostra di ceramica "La banda Corbari" di Michela Puce
•Mostra "Rottami in arte" di RecycledMor

MOSTRA SUL COMANDANTE PARTIGIANO SIRIO CORBARI

"LA BEFFA E LA LOTTA: SIRIO CORBARI, UNA VITA DA ANTIFASCISTA PER LA LIBERTÀ"

Dall'11 al 13 settembre il Circolo Arci Brigante presenta "La beffa e la lotta: Sirio Corbari, una vita da antifascista per la libertà", una mostra dedicata a una delle figure più leggendarie della Resistenza romagnola: il comandante partigiano Sirio Corbari, nome di battaglia "Silvio".

CHI ERA SIRIO CORBARI
Nato a Faenza il 10 gennaio 1923, operaio meccanico, Corbari sceglie la via della lotta clandestina dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Rifugiatosi sull'Appennino tra Forlì e Ravenna, fonda e comanda una formazione partigiana indipendente di circa cinquanta uomini, la "banda Corbari", che per undici mesi terrà in scacco i presidi nazifascisti della zona con azioni di sorprendente audacia: dall'occupazione del presidio di Tredozio, tenuto per dieci giorni, fino all'uccisione del console della milizia fascista Gustavo Marabini.
Alla sua abilità militare, Corbari univa uno spirito beffardo e ironico che lo rese popolare tra la gente comune e temuto dagli occupanti, costruendo attorno a sé una fama di eroe leggendario, capace di sfidare apertamente l'oppressore con gesti tanto coraggiosi quanto sarcastici.

Il 17 agosto 1944, insieme alla compagna Iris Versari e ai partigiani Adriano Casadei e Arturo Spazzoli, viene circondato dai fascisti a seguito di una delazione.
Iris Versari, ferita e impossibilitata a fuggire, si toglie la vita per non cadere viva nelle mani del nemico. Corbari e Casadei vengono catturati e impiccati il giorno seguente a Castrocaro; Tonino Spazzoli viene ucciso lungo la strada per Forlì. I corpi dei quattro partigiani saranno esposti dai fascisti in piazza Saffi, a Forlì, come monito alla popolazione. A tutti e quattro sarà conferita la Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria.

Poche righe bastano a racchiudere un intero anno di lotta partigiana di Corbari, come testimoniano le parole scelte per l'assegnazione della Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria: "Comandante di un battaglione partigiano da lui stesso costituito, terrorizzava con attacchi improvvisi e di estrema audacia i presidi nazi-fascisti della Romagna, creando attorno a sé fama di leggendario eroe, inesorabile contro ogni prepotenza ed oppressione. Decine di colonne motorizzate nemiche furono da lui sbaragliate, caserme e reparti nazifascisti furono da lui disarmati e costretti alla resa, villaggi e paesi occupati e liberati. Ferito durante uno scontro contro forze preponderanti e catturato dal nemico, pagava col capestro il suo epico valore, concludendo la sua vita che fu simbolo di ogni ardimento e fiamma di amore per la Libertà e per la Patria"

PERCHÉ QUESTA MOSTRA
A ottant'anni da quei fatti, riteniamo un dovere civile e politico ricordare chi ha scelto di rischiare - e di perdere - la propria vita per restituirci un paese libero dal fascismo e dall'occupazione nazista.

La storia di Corbari non è un capitolo chiuso da consegnare ai libri: è un patrimonio di valori - la libertà, la giustizia sociale, il rifiuto di ogni prepotenza - che continuano a interrogare il presente.
In un tempo in cui la memoria della Resistenza viene talvolta banalizzata, contestata o rimossa, sentiamo la necessità di riportare al centro le storie concrete di chi ha combattuto il nazifascismo, restituendo a Sirio Corbari, Iris Versari, Adriano Casadei, Arturo e Tonino Spazzoli il ruolo che meritano: non simboli astratti, ma giovani donne e uomini che hanno pagato con la vita la scelta di stare dalla parte giusta della storia.

LA MOSTRA
Grazie alla generosità di Cristiano Corbari, nipote di Sirio Corbari, che in questi anni ha raccolto e custodito con cura una preziosa mole di materiale appartenuto al nonno, il percorso espositivo raccoglie documenti d'archivio, fotografie, testimonianze e materiali originali relativi alle azioni della banda Corbari, ricostruendo il contesto storico della Resistenza antifascista in Romagna e il clima di terrore instaurato dai repubblichini e dai nazisti occupanti nell'ultimo anno di guerra. È grazie al suo lavoro di custodia della memoria familiare che oggi è possibile offrire al pubblico questa mostra.

"Inesorabile contro ogni prepotenza ed oppressione"
dalla motivazione della Medaglia d'oro al Valor Militare conferita a Sirio Corbari.

Inoltre durante i tre giorni di Romagna Brigante, street artist, writer, muralisti e Patrizia Diamante, interverranno sulla grande superficie del circolo con stili diversi, creando un'opera collettiva a cielo aperto.

***STAND GASTRONOMICO***

MENÙ
Il nostro menù (tradizionale, vegetariano, vegano) prevede cappelletti e strozzapreti rigorosamente artigianali made in Romagna.
I bambini fino a sei anni non pagano.

Cappelletti ragù 10€
Strozzapreti funghi 8€

Hamburger Vegan 10€
Panzanella 8€
Grigliata Mista carne 13€
Salsiccia e Patate 7€
Piadina Farcita 5€

Verdure Grigliate 4€
Patate al Forno 4€

Dolce Veg 5€
Dolce al cucchiaio 5€

VENERDÌ ORE 19:00 Apertura Stand Gastronomico

SABATO ORE 12:00 Apertura Stand Gastronomico per il pranzo
Ore 19:00 Apertura Stand Gastronomico

DOMENICA ORE 12:00 Apertura Stand Gastronomico per il pranzo
Ore 19:00 Apertura Stand Gastronomico

SABATO E DOMENICA Aperti anche a Pranzo*

"Romagna Brigante - Dove le lotte sociali diventano festa, per celebrare insieme un atto di solidarietà resistente"

Alessio Lega ASSALTI FRONTALI OFFICIAL PAGE NABAT Oi Malasuerte Fi Sud Linda Maggiori Andrea Maestri Lympha trio Nicoletta Dosio Baba Jaga Radio Città Fujiko 103.1 fm Silvia Casadei T-REX SQUAD SVETLANAS

A Ravenna adesso, grazie a Ravenna in Comune Il 29 agosto il Presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il Si...
03/09/2026

A Ravenna adesso, grazie a Ravenna in Comune

Il 29 agosto il Presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata al direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse. Nella lettera, dopo un’articolata serie di ringraziamenti per non si sa bene cosa, hanno chiesto «alla sede centrale di fornire direttamente i dati quantitativi complessivi dei transiti di armamenti in ogni singolo scalo italiano». Il giorno dopo tutti gli organi di informazione locali hanno riportato la notizia, concludendo così, con la celebrazione dei due rappresentanti istituzionali, il capitolo della richiesta di trasparenza sui traffici di armi nel porto di Ravenna. In un crescendo di intensità, le pressioni rivolte alle Istituzioni perché si schierassero nella lotta per i diritti tra la giornalista d’inchiesta Linda Maggiori, patrocinata dall’avvocato Andrea Maestri, e le stesse Dogane, tutelate dall’Avvocatura dello Stato, erano arrivate sotto lo scalone municipale. Il 27 agosto, infatti, una partecipata manifestazione, a dispetto del caldo agostano e della mattinata lavorativa, aveva supportato la richiesta di incontro tra una delegazione del Coordinamento No armi in porto e lo stesso Sindaco. Il fine? L’ottenimento del supporto del Comune avanti il Consiglio di Stato contro la decisione delle Dogane di negare l’accesso ai dati del traffico d’armi. E prima della lettera era arrivata una intervista del Sindaco il 28 agosto in cui, dopo aver presentato i suoi rispetti all’Avvocatura, dichiarava: «noi come città portuale possiamo interrompere il transito di armamenti verso Paesi in guerra» ma «l’obiettivo non è che qualcosa non avvenga a Ravenna» quanto piuttosto che «le regole devono essere uguali per tutte le città portuali». Anche l’intervista, naturalmente, era stata diffusamente riportata dalle cronache locali.

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Nemmeno per sogno! Alla letterina a Babbo Natale e all’intervista sul territorio amico del festival di partito, ha infatti fatto seguito un comunicato del 30 agosto del Coordinamento No armi in porto, sottoscritto anche da Ravenna in Comune, in cui si è motivatamente respinta la posizione sin qui assunta da Sindaco e Presidente della Regione e si è nuovamente richiesta la costituzione ad adiuvandum di Comune e Regione nel giudizio avanti al Consiglio di Stato contro l’opacità delle Dogane. Abbiamo puntualmente contestato la scelta «di non interve**re in giudizio per non dover poi fronteggiarne le conseguenze. Quella letterina inviata solo ora che il giudizio è alle battute finali serve solo per far scena: l’intervento in giudizio a fianco di Linda Maggiori e dell’Avv.to Andrea Maestri che la difende avrebbe avuto ben altro peso e significato. Barattoni ha dimostrato nei fatti di disinteressarsi della sicurezza della collettività ravennate per i rischi determinati dalla trasformazione del nostro porto in obiettivo militare. Ed anche della sicurezza dei lavoratori del porto impegnati ogni giorno ad affrontare i pericoli della movimentazione di armamenti senza saperlo».

Riteniamo indispensabile che la collettività riceva una informazione completa e che sia messa a conoscenza del fatto che il capitolo della richiesta di trasparenza sulla guerra a cui starebbe già partecipando l’Italia e il porto di Ravenna non si è chiuso né può chiudersi con la missiva delle Istituzioni alle Dogane. Chiediamo che la cittadinanza sia pertanto compiutamente informata delle critiche formulate nel nostro comunicato e anche delle richieste in esso contenute.

Nel rinviare alla lettura integrale del nostro comunicato (Il Sindaco vuole il porto d’armi, 30 agosto 2026), ribadiamo qui la domanda rivolta all’Istituzione: «fino al 7 settembre potrebbe costituirsi ad adiuvandum. Anche se è una speranza remota potrebbe ancora cambiare idea. Lo farà?».

[nell’immagine: un momento del presidio del 27 agosto sotto le finestre del Sindaco di Ravenna]



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IL SINDACO VUOLE IL PORTO D’ARMI?

Il Sindaco non avanza sostanziali obiezioni sul fatto che si vada in guerra, che il porto di Ravenna sia coinvolto nei traffici d’armi e che le Dogane continuino a negare ogni informazione, a patto che si comportino allo stesso modo in tutti i porti. Il problema, secondo lui, è garantire che non via sia disparità nella libera concorrenza tra i porti dove attraccano le navi che trasportano gli armamenti. Il libero mercato prima di tutto, insomma. E se proprio si deve far conoscere cosa transita per Ravenna, il dato deve essere fornito anche per gli altri porti italiani, così da non danneggiare quella importante fonte di lucro. Quanto alla guerra, non ci sono problemi in sé che ci sia e che il porto di Ravenna vi sia coinvolto: ma, secondo il Sindaco, è fondamentale sapere chi sono le potenze alleate dell’Italia. Proprio così!

I virgolettati sono le dichiarazioni del Sindaco rilasciate durante l’intervista di venerdì sera (L’intervista al Sindaco per la Festa dell’Unità, Corriere Romagna 29 ottobre 2026):

«Ho rispetto del Consiglio di Stato e dell’avvocatura e so bene che la giustizia fa delle valutazioni diverse da quelle politiche, ma credo che non sia giusto accontentarsi del non sapere. Abbiamo il diritto di sapere se l’Italia è in guerra e con chi siamo alleati. Le regole devono essere uguali per tutte le città portuali. Noi come città portuale possiamo interrompere il transito di armamenti verso Paesi in guerra quanto vogliamo, ma il tentativo è vano se poi queste armi partono da un altro porto italiano. Sono convinto, anche se non ci viene comunicato, che da quasi tutti i porti italiani partano armi ed esplosivi. L’obiettivo non è che qualcosa non avvenga a Ravenna, bensì creare insieme alle altre città portuali un osservatorio nazionale per i transiti di armi».

In sintesi, il Sindaco conferma che potrebbe fermare i traffici di armi da Ravenna verso Paesi impegnati in conflitti armati o teatro di violazioni dei diritti internazionali. Del resto, un anno fa, lo dimostrò fermando un container di armamenti in partenza verso Israele. Ma questo danneggerebbe gli affari di chi conduce quei traffici dal nostro porto perché Ravenna perderebbe quel traffico. Ricordiamo che quei traffici sono vietati dalla Legge 185/1990. Il Sindaco in pratica sta dicendo che sa benissimo che l’esportazione di armamenti vietati è un reato ma, anche se potrebbe cercare di fermare l’illecito, non intende farlo per evitare che i trafficanti smettano di usare il porto di Ravenna. Dove però l’uso è a scopo criminale. E ciò indipendentemente dalle conseguenze che questo comporta per i bambini Palestinesi macellati ogni giorno dagli Israeliani anche con le armi di Ravenna.

Dov’è andato a finire il Sindaco che incontrava Francesca Albanese? Dove si è nascosto il Sindaco che dichiarava alle televisioni: «Riteniamo che una città che si è sempre distinta per dialogo interculturale e per capacità di accoglienza – insignita della Medaglia d’Oro al Valore Militare per la Resistenza – abbia doveri verso le popolazioni vittime di massacri come quelle palestinesi della striscia di Gaza»? Dove si è cacciato il Sindaco che pontificava: «Non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica»?

Arrivati a questo punto non può bastarci la letterina con cui, assieme a de Pascale, ha chiesto ieri gentilmente in extremis alle Dogane «di fornire direttamente i dati quantitativi complessivi dei transiti di armamenti in ogni singolo scalo italiano» per «evitare il moltiplicarsi delle richieste e la diffusione di dati parziali che, in assenza di elementi di confronto, rischiano di distorcere la percezione del singolo scalo rispetto alle sue vocazioni distintive». Non può bastarci perché gli era stato esplicitamente chiesto di interve**re giudizialmente a fianco di Linda Maggiori per evitare che il Consiglio di Stato ribaltasse la decisione del TAR con conseguenze negative e definitive del diritto di avere quei dati per tutti gli scali italiani. Ma Barattoni ha deciso di non interve**re in giudizio per non dover poi fronteggiarne le conseguenze. Quella letterina inviata solo ora che il giudizio è alle battute finali serve solo per far scena: l’intervento in giudizio a fianco di Linda Maggiori e dell’Avv.to Andrea Maestri che la difende avrebbe avuto ben altro peso e significato. Barattoni ha dimostrato nei fatti di disinteressarsi della sicurezza della collettività ravennate per i rischi determinati dalla trasformazione del nostro porto in obiettivo militare. Ed anche della sicurezza dei lavoratori del porto impegnati ogni giorno ad affrontare i pericoli della movimentazione di armamenti senza saperlo.

Certo che un osservatorio sulle armi nel porto potrebbe mettere a rischio la carriera politica in un partito dove il riarmo non è in discussione. Meglio una letterina a Babbo Natale, dunque…

Il Coordinamento No armi in porto e Ravenna in Comune non dimenticano il tradimento del benessere comune a profitto dell’interesse di pochi. E nemmeno la Città, ne siamo sicure e sicuri, lo dimenticherà. Anche perché la aiuteremo a non dimenticare…

La lotta per un porto commerciale e non militare continua. Ma il Sindaco fino al 7 settembre potrebbe costituirsi ad adiuvandum. Anche se è una speranza remota potrebbe ancora cambiare idea. Lo farà?

Ravenna in Comune e Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna

[nell’immagine: striscioni al presidio del 27 agosto sotto lo scalone municipale]

Fonte: Ravenna in Comune del 30 agosto 2026

ARMI IN PORTO: UNA LETTERINA NON BASTA

Riteniamo indispensabile che la collettività riceva una informazione completa e che sia messa a conoscenza del fatto che il capitolo della richiesta di trasparenza sulla guerra a cui starebbe già partecipando l’Italia e il porto di Ravenna non si è chiuso né può chiudersi con la missiva delle Istituzioni alle Dogane. Chiediamo che la cittadinanza sia pertanto compiutamente informata delle critiche formulate nel nostro comunicato e anche delle richieste in esso contenute.
Nel rinviare alla lettura integrale del nostro comunicato (Il Sindaco vuole il porto d’armi, 30 agosto 2026), ribadiamo qui la domanda rivolta all’Istituzione: «fino al 7 settembre potrebbe costituirsi ad adiuvandum. Anche se è una speranza remota potrebbe ancora cambiare idea. Lo farà?».

✍️ Link all'articolo nel primo commento 👈

[nell’immagine: un momento del presidio del 27 agosto sotto le finestre del Sindaco di Ravenna]

In attesa di ascoltare Alessio Lega il 13 settembre al Controfestival con la sua voce di cantautore anarchico, erede del...
02/09/2026

In attesa di ascoltare Alessio Lega il 13 settembre al Controfestival con la sua voce di cantautore anarchico, erede della grande tradizione della canzone d'autore politica e popolare, un invito a riflettere su questo suo testo attualissimo su Milano oggi, un testo che ci guarda dritto negli occhi e nella memoria di quella notte alla questura di Milano del commissario Calabresi e ci chiede se dalle parti di Palazzo Marino, sia mai davvero finita.

In questo testo Alessio affila lo sguardo su Milano e sulla sua memoria civile: evoca Licia Pinelli, la donna che con dignità silenziosa ha attraversato la tragedia della morte del marito Giuseppe, ferroviere anarchico "precipitato" da una finestra della questura nel 1969.
Lega apre una riflessione sulle responsabilità storiche non assunte, su chi ha costruito carriere proprio negando le colpe dei padri, e su una città - rappresentata da Palazzo Marino, sede del Comune - che sembra non essersi mai davvero risvegliata da quella notte lunga quasi sessant'anni.
Un testo breve ma denso, nello stile di Lega: ironico, politico, mai urlato, sempre in bilico tra memoria e attualità.
Buona riflessione!

ALESSIO LEGA

Io per sindaco avrei voluto Licia, la moglie di Pino Pinelli. Donna saggia, coraggiosa, tenace, capace di affrontare il più tremendo degli imprevisti, senza mai perdere la tenerezza. Però, sapendo che era una brava persona, nessuno a sinistra gliel’ha mai chiesto.

Le colpe dei padri non ricadono sui figli… sempre che i figli non costruiscano carriere negandole tali colpe.

Spingendo la notte un po’ più in là sono quasi sessant’anni che non viene giorno. Manco a Palazzo Marino.

🍝 STAND GASTRONOMICO BRIGANTE — Romagna Brigante vi apre le porte (e le pentole!) alla cultura che si mangia.Tre giorni ...
01/09/2026

🍝 STAND GASTRONOMICO BRIGANTE — Romagna Brigante vi apre le porte (e le pentole!) alla cultura che si mangia.

Tre giorni di ristorazione - sabato e domenica aperti anche a pranzo - una scusa buona per non cucinare e ve**re da noi: vi aspettiamo allo stand gastronomico del Controfestival, con cappelletti e strozzapreti fatti a mano come vuole la tradizione romagnola (quella vera, non quella da cartolina).

Menù per tutti i gusti: carnivori, vegetariani e vegani mangiano fianco a fianco, come si conviene a chi crede nella solidarietà; anche quella da tavola.
I più piccoli - fino a 6 anni - mangiano gratis: la resistenza comincia da giovani, ma la pancia piena viene prima di tutto.

COSA SI MANGIA
Cappelletti ragù — 10€
Strozzapreti funghi — 8€
Hamburger Vegan — 10€
Panzanella — 8€
Grigliata Mista carne — 13€
Salsiccia e Patate — 7€
Piadina Farcita — 5€
Verdure Grigliate — 4€
Patate al Forno — 4€
Dolce Veg — 5€
Dolce al cucchiaio — 5€

🕐 Orari
Venerdì — apertura ore 19:00
Sabato — pranzo dalle 12:00, cena dalle 19:00
Domenica — pranzo dalle 12:00, cena dalle 19:00
Sabato e domenica aperti anche a pranzo!

Portate fame, portate amici, portate pure l'amico scettico: qui si mangia bene e si sta insieme, perché - come dicono a Romagna Brigante - "le lotte sociali diventano festa, per celebrare insieme un atto di solidarietà resistente."
Vi aspettiamo ai fornelli (e ai tavoli)!

ANTEPRIMA CONCERTI PER OTTOBRE AL BRIGANTEuna coproduzione Rumagna Sgroza Records Arci Brigante Pieve Cesato Silly Thing...
31/08/2026

ANTEPRIMA CONCERTI PER OTTOBRE AL BRIGANTE
una coproduzione Rumagna Sgroza Records Arci Brigante Pieve Cesato Silly Things Store Balla & Difendi Underground Stars Records San Marino Asociale
Stiglitz Güerra SACCAGE

UN PAS DE DANSE – VENERDI’ 23 OTTORBE 2026
Dopo una lunghissima pausa estiva, finalmente le profonde campagne romagnole torneranno ad ospitare una nostra bella seratina!
Sarà l'opportunità per vedere un’ottima band come i SACCAGE da Parigi, eredi ed eccellenti interpreti di quel Oi! e Street-Punk politicizzato, megafono delle sezioni Red and Anarchist Skinheads (RASH) francesi. Pieve Cesato-Faenza sarà una tappa del loro mini- tour italiano che presto verrà svelato nella sua interezza.
A fargli compagnia 2 grandissime band di amici che, almeno per quel che ci riguarda, sono attualmente al top di quello che la nostra scena nazionale ha da offrire: GÜERRA dalla nostra bella Romagna e STIGLITZ da Genova (con i quali ormai esiste un gemellaggio totale-globale). Ad aprire il tutto, una band di giovinotti/e che dalla prima volta che li abbiam visti abbiamo subito voluto supportare: i RANDAGI, giovani promesse dell’Oi! che già spaccano un bel po’!
A coronare il tutto, prima della serata gli eccezionali amici di ROMAGNA RIBELLE ci presenteranno la straordinaria storia della partigiana Nadia, un momento per conoscere e onorare la memoria di una fra le tante donne che rimarranno per noi un grande esempio di come si gestiscono i rapporti con fascisti e nazisti, e dopo la serata, le nostre gloriosissime LE 3 MADONGIE e le loro variegate, pregiatissime e danzerecce selezioni!
E poi si mangia, si beve, ma soprattutto si sta assieme, si porta avanti una visione inclusiva, egalitaria e sociale dell’aggregazione e, non per ultimo. ci si diverte!
Niente, bisogna che veniate.
Co-organizzazione con: Circolo Arci Brigante Pieve Cesato Silly Things Store Balla & Difendi Underground Stars Records San Marino Asociale
Stiglitz Güerra SACCAGE

Alessandro Di Battista è una persona che stimiamo e ci auguriamo che possa riprendersi e tornare appassionato a sostener...
29/08/2026

Alessandro Di Battista è una persona che stimiamo e ci auguriamo che possa riprendersi e tornare appassionato a sostenere le sue battaglie. Alessandro non mollare!

PROGRAMMA DIBATTITI Venerdì 11 settembre, ore 18:00Il Controfestival Romagna BRIGANTE si apre con i saluti di Marco Fars...
29/08/2026

PROGRAMMA DIBATTITI

Venerdì 11 settembre, ore 18:00

Il Controfestival Romagna BRIGANTE si apre con i saluti di Marco Fars, Presidente Nazionale delle Brigate di Solidarietà Attiva, e Walter Massa, Presidente Nazionale Arci.
Seguirà il dibattito "Volontariato e mutuo soccorso: dal terremoto in Abruzzo al mondo", dedicato alla storia delle BSA e alla collaborazione con Arci.

Nate a L'Aquila nel 2009 all'indomani del terremoto, le Brigate di Solidarietà Attiva sono intervenute in tutte le maggiori emergenze italiane – dal sisma dell'Emilia nel 2012 ad Amatrice, fino alle alluvioni che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2023-2025. Negli ultimi anni l'impegno si è esteso anche all'estero, con interventi a Lubiana (2023) e Valencia (2024), dove è nata la prima sede permanente delle BSA fuori dall'Italia.
Dall'Aquila a Valencia, una storia di solidarietà che continua a crescere, guardando oggi a reti di mutuo soccorso internazionali.

SABATO 12 SETTEMBRE

Ore 11,00 Dibattito:
Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale.
LEGGERE GLI IMMAGINARI
Conduce BABS MAZZOTTI, attivista transfemminista, specializzat* in studi di genere e filosofia politica
La violenza di genere non si manifesta solo attraverso gli atti di violenza fisica o verbale, ma anche attraverso immagini, linguaggi, stereotipi e rappresentazioni che contribuiscono a definire ciò che una società considera normale. A partire da casi concreti tratti dall'attualità, dalla pubblicità, dai media e dalla cultura popolare, il laboratorio offrirà strumenti per analizzare il rapporto tra rappresentazione, potere e libertà, distinguendo il piano dell'autonomia individuale da quello degli immaginari collettivi.

Ore 18,00 Dibattito

AMBIENTE, LOTTE E CAMBIAMENTO CLIMATICO
La crisi climatica è lotta di classe.
Un confronto duro e necessario perché chi devasta si arricchisce, chi resiste nei presidi, nei tribunali, nelle valli paga il prezzo più alto.
Ne discutereno con chi il conflitto ambientale lo vive ogni giorno, sul campo e nelle aule di tribunale.
🔹 Andrea Maestri, avvocato in prima linea nelle vertenze legali contro le grandi opere e le devastazioni ambientali
🔹 Linda Maggiori, giornalista freelance che racconta le lotte territoriali senza filtri né padroni
🔹 Nicoletta Dosio, storica attivista del Movimento No Tav, simbolo di una resistenza che dura da decenni contro la logica del grande capitale
🔹 Francesca Santarella, ambientalista attivista impegnata nelle mobilitazioni per la giustizia climatica.

Un confronto duro e necessario su chi paga il prezzo e su come costruire, dal basso, un'alternativa reale allo sviluppo predatorio: non un dibattito accademico, ma un momento di lotta e di vita.

DOMENICA 13 SETTEMBRE

Ore 11,00:
Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale.
EDUCARE ALLE RELAZIONI
Conduce BABS MAZZOTTI, attivista transfemminista, specializzat* in studi di genere e filosofia politica
In un contesto in cui l'educazione affettiva e sessuale è ancora largamente assente, è fondamentale interrogarsi su chi e che cosa educa alle relazioni, al desiderio, al consenso e al rispetto. La seconda giornata approfondirà i temi dell'educazione affettiva e sessuale, della prevenzione della violenza di genere e dell'alfabetizzazione ai media, proponendo strumenti per riconoscere stereotipi, costruire relazioni più consapevoli e promuovere una cultura della libertà, della reciprocità e dell'autodeterminazione.

Ore 18,00 Dibattito:
GEOPOLITICA E RESISTENZE
Dalla Resistenza partigiana alle trincee del Rojava, dal Mediterraneo della Palestina e del Libano ai Caraibi, a Cuba che resiste!
La lotta contro il fascismo e l'imperialismo non conosce confini né tempo. Un incontro che intreccia memoria storica e attualità, per capire che le resistenze di ieri e quelle di oggi sono dalla stessa parte della Storia.
Ascolteremo
• ALESSANDRO ORSETTI, padre di Orsetti Lorenzo "Orso", caduto combattendo contro l'ISIS a Baghuz, al confine tra Siria e Iraq, per la causa curda;
• SILVIA CASADEI, giornalista esperta di Medio Oriente, in particolare Libano;
• ADELMO CERVI, figlio di Aldo Cervi, uno dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti nel 1943, custode instancabile della memoria partigiana;
• ALBERTO FAZOLO, giornalista e attivista.
• Con la partecipazione di esponenti politici del Kurdistan, di Cuba e della Palestina.

Un confronto tra chi la resistenza l'ha vissuta nella storia e chi la vive ancora oggi sul campo, perché ricordare i partigiani antifascisti e sostenere i popoli che oggi lottano per l'autodeterminazione è lo stesso atto politico.
Ma anche onorare il coraggio di centinaia di giornalisti uccisi dall'esercito di Israele.

Brigante
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