18/06/2026
A Villa Favorita di Ercolano i cantieri sono aperti, le maestranze al lavoro, e giorno dopo giorno uno dei complessi monumentali più affascinanti d'Italia riemerge dal lungo silenzio in cui era scivolato. Non si tratta di un semplice restauro: è una rinascita vera, attesa da decenni.
I lavori, avviati il 22 dicembre scorso, rientrano nel PNRR e sono finanziati dall'Unione Europea attraverso il fondo NextGenerationEU. L'investimento complessivo ammonta a 32 milioni di euro.
Nel parco superiore stanno tornando alla luce elementi architettonici di pregio che il tempo, la vegetazione e l'incuria avevano nascosto alla vista. Cornici, strutture, geometrie di un giardino nobiliare che sembravano perdute per sempre si riaffacciano, quasi incredule, dopo anni di oblio.
È il lavoro silenzioso e quotidiano di chi opera in cantiere a rendere possibile tutto questo: restauratori, archeologi, tecnici e operai che ogni mattina affrontano la complessità di un sito stratificato e delicato.
Nel parco inferiore il ritorno alla vita è ancora più spettacolare. Tre strutture straordinarie — il kaffeehaus, l'edificio delle montagne russe e la casina dei mosaici — stanno recuperando il loro antico splendore. Si tratta di architetture di raro fascino, testimonianze di una cultura aristocratica che nel Settecento trasformò il litorale vesuviano in uno scenario di eleganza e invenzione scenografica.
Il kaffeehaus, luogo di socialità e piacere raffinato tipico delle ville nobiliari del Settecento; l'edificio delle montagne russe, singolare struttura di intrattenimento che riflette la voga europea dei giochi meccanici in voga tra le corti del tempo; la casina dei mosaici, con le sue superfici preziose e la sua vocazione decorativa: ognuno di questi edifici è un capitolo a sé di una storia che merita di essere riletta.
L'ambizione del progetto va oltre il semplice recupero fisico degli edifici. L'obiettivo dichiarato dalla Soprintendenza è la riunificazione del Parco Superiore e il Parco Inferiore, restituirecoerenza alla villa nel suo insieme e ristabilire il dialogo con il contesto urbano di Ercolano e con il paesaggio costiero che si apre sul Golfo di Napoli.