06/12/2024
“Ma più di ogni altro, scrive lo stesso Bottazzi, Giuseppe Moscati che quando seppe di quelle accuse, ne rimase profondamente commosso e addolorato. Non l'ho mai visto cosi acceso di sdegno, lui sempre sereno. Spontaneamente convocò gli altri Assistenti e li invitò a sottoscrivere una vibrata e circonstanziata protesta, che scrisse tutta intera di suo pugno; una protesta nella quale si dimostrava che tutti gli addebiti mossi a me, quale Direttore dell'Istituto di Fisiologia, erano assolutamente inesistenti e calunniosi. Quel foglio insieme ad altri documenti fu mandato al Ministero della Pubblica Istruzione, ed è ora presso di me, gelosamente custodito, caro ricordo di quell’anima benedetta e religiosa, alla quale mi rivolgo nei momenti travagliati della vita, perché mi soccorra, come mi soccorse in quei giorni di dolore” (49)
"Noi sottoscritti adempiamo al dovere di dichiararvi, in omaggio alla verità, quanto segue. Abbiamo sempre compiuto, con lo zelo e l'entusiasmo che ci avete saputo ispirare, e di cui ci davate l'esempio, il nostro dovere di Assistenti all'Istituto da voi diretto, sia collaborando con voi, così nella preparazione delle dimostrazioni scolastiche, come nelle esercitazioni pratiche agli studenti, e d'altra parte, sia lavorando per conto nostro, sia guidando gli allievi interni ed i laureandi nelle loro ricerche sperimentali. E questo dovere abbiamo voluto compiere di nostra libera elezione sempre provvedendo a tante diverse esigenze per la vita prospera e rigogliosa dell'Istituto ed il suo progresso, ed erogando all'uopo o tutto o parte dei nostri stipendi, dei quali per le nostre condizioni eravamo in grado di poter senza danno ed onere privarci. La riscossione di essi, come generalmente si costuma, era affidata al tecnico dell'Istituto, Luigi Saggiomo, e li si rilasciava in parte o per intero, tutte le volte che le circostanze lo esigevano, erogando il complesso, di piena intesa con voi e fra noi, per gli scopi sopradetti ed anche per la larghezza delle nostre esperienze e dei nostri studi, accomunati sempre, come eravamo, in un solo obiettivo, quello di conferire all'Istituto uno splendore di vita ed un corredo di ricerche che si fossero riverberate anche sui loro modesti autori per la futura loro carriera scientifica e professionale. E così, specificando, abbiamo coi nostri contributi:
1. curato l'acquisto ed il mantenimento di animali da servire per esperienze nel laboratorio;
2. curato la rilegatura di moltissimi volumi della biblioteca;
3. curata la esecuzione di oltre 190 tavole murali, che sono sospese, in par-te, alle pareti delle varie sale dell'Istituto, per evitare a noi e ai nostri successori l'oneroso compito annuale di riproporre sulla lavagna figure e tabelle numeri-che e formule chimiche, erogando al disegnatore sig.... ed alla disegnatrice sig.na Gabriele i relativi onorari;
4. pagato un assegno mensile a diverse dattilografe (Giannachi, Imperato) che ricopiassero a macchina i lavori eseguiti nell'Istituto e destinati alla stampa;
5. offerto all'Istituto, sull'esempio del compianto nostro collega D'Errico, che avevagli donato per la sua libreria, parecchi volumi di opere che mancavano;
6. compensato il personale subalterno del laboratorio del suo lavoro straordinario, dato l'intenso sviluppo dell'attività che vi svolgeva, e per la quale lo si obbligava molto spesso, per le ricerche sperimentali che si eseguivano, a pro-trarre fino a tarda sera il suo lavoro.
E potremmo chiudere qui la enumerazione; ma rompendo la nostra riserva, dobbiamo anche soggiungere che abbiamo anche, con spirito di fraterna solidarietà, sussidiato mensilmente così un nostro collega rumeno, Gavrilescu, che aveva chiesto di ve**re a perfezionarsi nell'Istituto e che non riceveva quanto strettamente gli era necessario come un giovane nostro collega, laureando in medicina, valoroso quanto bisognoso, e che attualmente è assistente nell'Istituto della seconda patologia medica. Abbiamo anche creduto di sovvenzionare le pubblicazioni intraprese nell’Istituto sotto la vostra direzione e che onorano l’Italia; e lo abbiamo fatto con entusiasmo sempre per quell’omaggio di doverosa gratitudine che ci incombeva verso di voi (Archivio di Scienze Biologiche ed il Bollettino della Società Italiana), perché se ne potesse aspettare fiduciosa la tranquillità di loro vita per gettito dei futuri ed immancabili abbonamenti. Queste chiamatele pure - elargizioni abbiamo voluto compiere, senza rumore e senza menarne vanto, paghi solo del dovere compiuto verso di voi, che ci avete reso facile il cammino scientifico ed infuso l'entusiasmo necessario per batterlo attraverso ogni ostacolo. Ed il nostro amore all'Istituto, che molti ancora frequentano con profitto e con sempre vivo attaccamento, ci ha - coi nostri lievi sacrifici - dato la grande soddisfazione, a cui siamo orgogliosi di avere anche in minima parte contribuito, di aver portato all'attuale suo splendore quel laboratorio dell'Università di Napoli che nel 1905 avete raccolto stremato e agonizzante”. Firmato: Giuseppe Moscati, Noè Scalinci, Bernardino Pirelli, Giuseppe Cicconardi, Roberto Rodorf - Napoli, 21.12.1926;
Bottazzi stesso scrisse al Ministro, al Capo del Governo e alle più alte personalità politiche chiedendo che il suo operato fosse sottoposto ad una accurata perizia al fine di appurare o rintracciare sue eventuali irregolarità. Ma niente fu trovato che potesse avvalorare le infamanti accuse, né il sorgere di qualche minimo dubbio; candido e diafano era stato ed era il suo operato che il suo nome ne uscì, da questa incresciosa vicenda, maggiormente potenziato e circondato da un alone più luminoso. Rinfrancato nel morale, dal 3 al 7 agosto 1926, è a Stoccolma, dove Delegato del Ministero della P.I., rappresenta l'Italia al XIV Congresso Internazionale dei Fisiologi; seguirono a distanza di giorni la nomina, il 4 novembre a Bologna a Presidente della Società Italiana per il Progresso delle Scienze e quella a Membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Malgrado questo turbinio di viaggi e spossanti trasferimenti, Bottazzi continuava ininterrotta la sua produzione scientifica; ormai nel periodo napoletano, come ricercatore aveva raggiunto la piena maturità, ed il pensatore e lo sperimentatore si compenetravano in un'armonica unicità. Ne nascevano i classici studi sui colloidi e le loro proprietà fisico-chimiche, sulla colloidochimica dei muscoli, sulla tensione superficiale e la viscosità dei sali proteici, sulla secrezione urinaria, sulla funzione emocatatonistica della milza, sul cristallino, sulle contratture muscolari sul preparato neuromuscolare degli animali omeotermi e sulle glandule di Octopus. L’occasione del suo XXV anno di insegnamento universitario, offre nel 1928 nella sua Napoli, l’opportunità a 56 scenziati appartenenti a 8 Nazioni, di fare omaggio all’illustre Maestro un volume giubilare contenente lavori di notevole interesse scientifico.