01/09/2026
Parlare di "jazz" significa parlare di diritti umani. Il jazz nasce dal retaggio di quel blues dei lavori forzati; dal gospel che canta di speranze di libertà. Il jazz nasce negli Stati Uniti d'America segnati dalla segregazione razziale, dall'incontro di ritmi afroamericani ed europei.
Il jazz è indomito, ribelle, fiero; è improvvisazione, estro; il jazz è libertà. Quella libertà che i neri, seppure non più schiavi, non potevano permettersi totalmente. Libertà di studiare; libertà di suonare; libertà di vivere degnamente.
Il jazz si è prepotentemente preso le scene mondiali con fiati struggenti e ribelli come la tromba di Miles Davis, il sax di John Coltrane, le straordinarie voci della musica mondiale da Nina Simone a Ella Fitzgerald; da Aretha Franklin a Etta James.
Le Donne nel jazz si prendono prepotentemente le scene: sono protagoniste, indipendenti, non hanno bisogno di uomini.
Ieri sera, sul lungomare di Diamante, una meravigliosa serata dedicata alla musica jazz grazie alla chitarra di Lorenzo Iorio e al sax di Andrea Paternostro. Trasportato e avvolto dalle melodie, dal blues struggente all'incalzante swing fino alla bossa, il pubblico ha ascoltato, canticchiato, tamburellato, ondeggiato a ritmo di musica.
Grazie di cuore al Peperoncino Jazz Festival e al Direttore Artistico Sergio Gimigliano.
Sul palco, insieme a Francesco Presta, Direttore Artistico del Cinecircolo Maurizio Grande, Sergio ha annunciato tre serate dedicate alle Donne e al Jazz in programma per il 6, 7 e 8 settembre al Monastero dei Minimi di Cirella. Altri tre giorni "con le donne", con la musica, con i diritti che vi consigliamo di non perdere.
📸 Katia Grosso Photographer
🏳️🌈 7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani ♀️