10/03/2024
I RACCONTI DELLA RESURREZIONE NEI VANGELI, DIVERSI E CONTRADDITORI
La resurrezione di Gesù rappresenta il cuore della fede cristiana. Senza di essa tutta l'impalcatura crolla. Eppure i 4 Vangeli canonici (non parliamo di quelli apocrifi in cui le varianti sempre più fantasiose abbondano) non riescono ad essere concordi nemmeno nel racconto del supposto evento che sta alla base di questa religione.
Come possiamo facilmente osservare confrontando i testi che ho riportato sotto, le differenze si sprecano.
In Marco le donne che si recano al sepolcro sono 3 e trovano la pietra all'ingresso già spostata. All'interno del sepolcro vi è un giovane vestito di bianco non meglio identifcato.
In Matteo le donne sono soltanto 2. Arrivano al sepolcro e in quel momento un terremoto scuote la terra. Un angelo scende dal cielo e fa rotolare via la pietra posta all'ingresso. Matteo inoltre è l'unico a citare la presenza di soldati posti a guardia del sepolcro.
In Luca il numero delle donne è imprecisato. Esse entrano nel sepolcro e lo trovano vuoto. In quel momento compaiono 2 uomini "in abito sfolgorante".
In Giovanni è la sola Maria di Magdala a recarsi al sepolcro, che trova aperto. Senza entrarvi, corre ad avvertire Pietro e un altro discepolo, che si precipitano sul posto. Nel luogo dove era stato collocato Gesù compaiono 2 angeli, mentre all'esterno si materializza a Maria Magdalena lo stesso Gesù, non riconosciuto in prima battuta dalla donna.
I credenti sostengono che in fondo queste varianti costituiscono solo dei dettagli che non scalfiscono l'essenza del rcconto. A me non sembrano dettagli di poco conto. Soprattutto, se si leggono i racconti della resurrezione a partire dal Vangelo di Marco (non a caso il più antico e il più "asciutto") fino a quello di Giovanni (il più recente) si nota una tendenza all'aggiunta via via si maggiori dettagli sempre più fantasiosi e clamorosi. Interessante anche ricordare come il Vangelo di Marco nella sua prima versione (Codex Sinaiticus e Codex Vaticanus) terminasse addirittura con la sola vista del sepolcro vuoto
Insomma. una semplice analisi del testo ci mostra la progressiva costruzione di un racconto di fantasia a partire da un fatto (forse) reale: il trafugamento notturno di un ca****re. A patto di non voler spegnere l'area del nostro cervello preposta al pensiero razionale: fenomeno che i neuroscienziati riscontrano nelle persone dominate da forti convinzioni religiose.
MARCO 16, 1-6
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui
MATTEO 28, 1-6
Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto
LUCA 24, 1-7
Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea.
GIOVANNI 20, 1-16
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!»