16/06/2026
C’è un luogo dentro di noi che non abbiamo mai davvero perduto, ma che abbiamo smesso di ascoltare.
Un luogo fatto di percezione, istinto, orientamento, presenza.
Un luogo che non appartiene al passato, ma alla nostra radice biologica.
Riconquistare l’animalità umana significa tornare a quel punto originario in cui il corpo sa, la mente segue, e il mondo non è qualcosa da controllare, ma da abitare.
Significa ricordare che siamo un anello della stessa catena vivente, parte della stessa trama che unisce tutte le altre forme di vita.
Non è regressione.
È ritorno a casa.
🐾 Il workshop all’Osservatorio dell’Animalità
Nei giorni scorsi, all’interno della riserva naturale dell’Osservatorio dell’Animalità, ho avuto il piacere di guidare un gruppo di 10 studenti dell’Università di Torino in un viaggio dentro questa radice dimenticata.
La loro docente, Chanda Cavallini, ha scelto di portarli qui per un’esperienza rara:
non studiare l’animalità, ma attraversarla.
Abbiamo esplorato il silenzio, la percezione, la postura, la presenza.
Abbiamo osservato come cambia il mondo quando smettiamo di guardarlo “da fuori” e iniziamo a sentirlo “da dentro”.
E in quel passaggio, qualcosa si è aperto: uno sguardo nuovo, più ampio, più vivo.
🔥 Un progetto che apre possibilità
Questo workshop è solo una delle forme che questo progetto può assumere.
Ogni gruppo, ogni contesto, ogni comunità può trasformarlo in qualcosa di unico.
Se senti che questo tema ti chiama, puoi:
- Partecipare al prossimo evento
- Organizzare un’esperienza dedicata per amici, colleghi, studenti, allievi
- Portare il percorso nella tua scuola o nel tuo centro
L’animalità umana non è un concetto: è una soglia.
E ogni volta che qualcuno la attraversa, il mondo si allarga.