22/10/2026
HALLOWEEN, O L'ARTE DI AVVICINARSI AL BUIO
Ogni autunno torna la stessa domanda: Halloween sì o no? Io preferisco chiedermi cosa ne facciamo, di questo buio che arriva.
Nella tradizione in cui mi sono formata questa festa non esiste, ma questo non mi impedisce di guardarla con simpatia. Le sue radici più antiche portano al Samhain, la festa gaelica che le fonti irlandesi medievali collocano all'inizio di novembre. Segnava il passaggio dalla metà luminosa dell'anno a quella buia, il tempo in cui i raccolti sono finiti e le notti si allungano. Nei racconti irlandesi era anche una soglia, una notte in cui il confine con l'altro mondo si faceva più sottile. Il cammino da quella festa all'Halloween di oggi è lungo e tortuoso: in mezzo ci sono la Chiesa con Ognissanti e il Giorno dei Morti, poi gli emigranti irlandesi in America, poi il commercio. Ma sotto la zucca c'è ancora quel gesto antico e molto umano: guardare l'inverno che arriva e fare i conti con chi non c'è più.
I bambini questo tema lo sanno attraversare, se c'è una mano calda a raccontarlo. Penso al Día de Mu***os messicano: altari, fiori arancioni, cibo, le foto dei nonni, teschi dipinti con allegria. Lì il buio viene accolto con colore e memoria, e ha molto da insegnarci.
Nel mio lavoro di arteterapeuta lo vedo ogni volta: le immagini non vanno cacciate, vanno accompagnate. Io lavoro con l'acquerello, e l'autunno offre temi bellissimi. Con i bambini, per esempio, dipingiamo un fondo blu che diventa notte, e poi arrivano le lanterne: piccole luci calde che camminano nel buio, una dopo l'altra. Il buio c'è, ma non è solo, perché ognuno porta la sua luce.
Con gli adulti la stessa stagione apre altre strade: la soglia tra il mondo che vediamo e quello che sentiamo, il passaggio tra la vita e la morte, il volto di chi ci ha lasciato che ritorna in un colore. Sono pitture quiete, a volte commosse, mai macabre.
Quindi zucche, lanterne, storie sui nostri cari, dolcetti, travestimenti, e anche un pennello in mano. Il buio, quando trova un colore e una forma che lo contengono, smette di far paura e comincia a raccontare.
Emanuela Vago
Arteterapista del colore, metodo Stella Maris
Professione disciplinata dalla Legge 4/2013