Emanuela Vago Artist

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Emanuela Vago Artist Il colore parla all’anima.

La pittura non è una copia di ciò che vediamo ma un movimento dell’anima.
🎨Arteterapeuta disciplinata dalla L. 4/2013
🖌️Artista
🌿Percorsi individuali e di gruppo
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HALLOWEEN, O L'ARTE DI AVVICINARSI AL BUIOOgni autunno torna la stessa domanda: Halloween sì o no? Io preferisco chieder...
22/10/2026

HALLOWEEN, O L'ARTE DI AVVICINARSI AL BUIO

Ogni autunno torna la stessa domanda: Halloween sì o no? Io preferisco chiedermi cosa ne facciamo, di questo buio che arriva.

Nella tradizione in cui mi sono formata questa festa non esiste, ma questo non mi impedisce di guardarla con simpatia. Le sue radici più antiche portano al Samhain, la festa gaelica che le fonti irlandesi medievali collocano all'inizio di novembre. Segnava il passaggio dalla metà luminosa dell'anno a quella buia, il tempo in cui i raccolti sono finiti e le notti si allungano. Nei racconti irlandesi era anche una soglia, una notte in cui il confine con l'altro mondo si faceva più sottile. Il cammino da quella festa all'Halloween di oggi è lungo e tortuoso: in mezzo ci sono la Chiesa con Ognissanti e il Giorno dei Morti, poi gli emigranti irlandesi in America, poi il commercio. Ma sotto la zucca c'è ancora quel gesto antico e molto umano: guardare l'inverno che arriva e fare i conti con chi non c'è più.

I bambini questo tema lo sanno attraversare, se c'è una mano calda a raccontarlo. Penso al Día de Mu***os messicano: altari, fiori arancioni, cibo, le foto dei nonni, teschi dipinti con allegria. Lì il buio viene accolto con colore e memoria, e ha molto da insegnarci.

Nel mio lavoro di arteterapeuta lo vedo ogni volta: le immagini non vanno cacciate, vanno accompagnate. Io lavoro con l'acquerello, e l'autunno offre temi bellissimi. Con i bambini, per esempio, dipingiamo un fondo blu che diventa notte, e poi arrivano le lanterne: piccole luci calde che camminano nel buio, una dopo l'altra. Il buio c'è, ma non è solo, perché ognuno porta la sua luce.

Con gli adulti la stessa stagione apre altre strade: la soglia tra il mondo che vediamo e quello che sentiamo, il passaggio tra la vita e la morte, il volto di chi ci ha lasciato che ritorna in un colore. Sono pitture quiete, a volte commosse, mai macabre.

Quindi zucche, lanterne, storie sui nostri cari, dolcetti, travestimenti, e anche un pennello in mano. Il buio, quando trova un colore e una forma che lo contengono, smette di far paura e comincia a raccontare.

Emanuela Vago
Arteterapista del colore, metodo Stella Maris
Professione disciplinata dalla Legge 4/2013

Oggi, 29 settembre, si festeggia San Michele.Nell’arte occidentale è quasi sempre raffigurato in un unico gesto: la spad...
29/09/2026

Oggi, 29 settembre, si festeggia San Michele.

Nell’arte occidentale è quasi sempre raffigurato in un unico gesto: la spada alzata, il piede sul drago. Ma il drago non viene ucciso, viene domato. Resta lì, vivo, sotto controllo. Non è la rappresentazione di una lotta vinta con la forza, è quella di un ordine ritrovato con fermezza.

Mi piace pensare a questo gesto anche nel lavoro con il colore. C’è sempre un momento, in una seduta, in cui la persona ferma il pennello, decide, non esita più. Non è che l’emozione forte sparisce: viene governata, tenuta, portata dentro una forma. È lo stesso gesto, su scala minima.

Buon equinozio d’autunno a tutti.

"San Michele e il drago, Raffaello, Louvre"

Ci sono momenti in cui ci accorgiamo che il tempo non è soltanto qualcosa che passa.È qualcosa che ci trasforma.Lasciare...
23/09/2026

Ci sono momenti in cui ci accorgiamo che il tempo non è soltanto qualcosa che passa.
È qualcosa che ci trasforma.
Lasciare andare ciò che non ci appartiene più, riconoscere ciò che vuole nascere, trovare il coraggio di dare forma a ciò che da tempo chiede spazio.
Forse crescere è questo: non arrivare da qualche parte, ma diventare sempre più se stessi.
E continuare a camminare, con lo sguardo rivolto a ciò che ancora deve fiorire.

15/09/2026
03/09/2026
Sto costruendo qualcosa in questi giorni, e ogni parte di me vorrebbe non fermarsi mai.Oggi mi fermo lo stesso. Un giorn...
15/08/2026

Sto costruendo qualcosa in questi giorni, e ogni parte di me vorrebbe non fermarsi mai.

Oggi mi fermo lo stesso. Un giorno soltanto, poi si riprende.

Il nome Ferragosto viene da lontano: Feriae Augusti, le ferie istituite da Augusto quasi duemila anni fa. Un tempo dedicato a sostare, dopo il grosso del lavoro della stagione. Non prima di aver finito tutto. Semplicemente, per un giorno.

Nella mia tesi ho scritto molto sul ritmo: quel sistema che alterna azione e pausa, tensione e distensione, e che quando smette di reggere lascia solo caos o rigidità. Il riposo, in quella visione, non è l’assenza del lavoro. È la metà del lavoro che si dimentica più spesso, quella che sembra sempre rimandabile.

Oggi la rimando io stessa, di proposito. Domani si torna a costruire.

Buon Ferragosto, a modo mio.

Emanuela Vago, arteterapista del colore, metodo Stella Maris — professione disciplinata dalla Legge 4/2013

Il serpente è uno dei simboli più antichi legati alla trasformazione.Cambia pelle senza morire: lascia andare una forma ...
31/07/2026

Il serpente è uno dei simboli più antichi legati alla trasformazione.

Cambia pelle senza morire: lascia andare una forma per lasciarne emergere un’altra, senza smettere di essere se stesso. Lo ritroviamo in tradizioni lontane tra loro, dal mito greco di Asclepio ai simboli egizi legati a Iside, fino alla medicina moderna che lo ha reso il suo emblema. Sempre nello stesso ruolo: segno di una trasformazione che non distrugge, ma rinnova.

È lo stesso principio su cui lavoro con il colore, nel metodo Stella Maris: non decidere in anticipo cosa deve emergere da un gesto pittorico, ma lasciare che il processo faccia il suo corso, fidandosi abbastanza da non controllarlo.

La trasformazione autentica funziona così. Non elimina ciò che c’era prima, lo fa evolvere in qualcosa di nuovo.

Emanuela Vago, arteterapista del colore, metodo Stella Maris — professione disciplinata dalla Legge 4/2013

21/07/2026

La scorsa settimana, ho ottenuto più di 20 reazioni su uno dei miei post. Grazie a tutti per il sostegno! 🎉

Il femminile risanante non è dolcezza.È la capacità di contenere il caos senza reagire d’istinto. Di dire no senza spezz...
21/07/2026

Il femminile risanante non è dolcezza.

È la capacità di contenere il caos senza reagire d’istinto. Di dire no senza spezzare un legame. Di stare ferma senza irrigidirsi. Di accompagnare senza correre avanti a decidere al posto dell’altro.

L’ho incontrato lavorando sugli adolescenti e su chi li accompagna. Un ragazzo in crisi vive un momento in cui il caos è normale, non un’eccezione: la forma di chi sarà non è ancora visibile, nemmeno a lui. Se in quel momento non trova qualcuno capace di stare, senza giudicare e senza soffocare, quella ferita non si richiude da sola. Aspetta.

E spesso torna. Da adulti, con un altro nome: quell’ansia che non sai spiegarti, quel progetto che rimandi da anni, quella sensazione di non essere mai nel posto giusto. Non è un male nuovo. È lo stesso mal di vivere di allora, mai davvero attraversato.

Non parlo solo del corpo che si ammala. Parlo di quel malessere che non ha ancora un nome, ma che comunque chiede di essere ascoltato.

Sono un’arteterapista del colore, formata nel metodo Stella Maris. Il mio lavoro parte dal gesto e dal colore per riportare la persona a un contatto più cosciente con se stessa: a osservare, ascoltare, sentire con più verità quello che dentro si era smesso di ascoltare, allora come adesso.

Ho appena finito la formazione. Sto costruendo i primi percorsi: seguimi se vuoi essere tra i primi a saperne di più.

Emanuela Vago, arteterapista del colore, metodo Stella Maris — professione disciplinata dalla Legge 4/2013

Non voglio portare Steiner alle persone.Voglio portare le persone verso una qualità di osservazione più profonda di sé e...
15/07/2026

Non voglio portare Steiner alle persone.

Voglio portare le persone verso una qualità di osservazione più profonda di sé e del mondo, usando anche Steiner come una delle mappe possibili.

Per me l’antroposofia non è una dottrina da credere. È una scienza dello spirito da vivere: pensiero, sentimento e volontà tenuti insieme, senza cadere nel materialismo che nega l’interiorità, e senza cadere in una spiritualità fatta solo di emozione e di fede.

Il mio ponte verso questo è il colore, il gesto, l’incontro. Non parto dalla teoria. Parto dall’esperienza concreta: osserviamo cosa accade dentro di noi quando dipingiamo, e solo dopo, se serve, apriamo la domanda sul significato.

Non credo. Osservo. E porto chi lavora con me a fare lo stesso.

Emanuela Vago, arteterapista del colore, metodo Stella Maris — professione disciplinata dalla Legge 4/2013

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