08/03/2026
Ieri 7 marzo a abbiamo assistito a una storia farsi Storia; un trattato di antropologia sociale diventare carne e voce.
๐Niente pagine da sfogliare, ma un corpo scenico vibrante, una potenza narrativa che nasce dalla ricerca storica e diventa lingua scenica originaria.
Lidia. Storia di una masca di e con Alice Bignone ci ha mossi nell'animo.
Ci ha fatto sorridere Lidia-bambina; ci ha intristito vedere come la Grande Guerra le abbia strappato il migliore frangente della sua vita. Ci ha storditi nel baccanale, quando Lidia-Alice non era sola sulla scena: fuoco, terra, vino, foglie, bestie, sangue, masche e demoni hanno invaso tutto.
โชAttraverso la vita di Lidia abbiamo attinto all'universale, al primitivo. A una condizione mistica che mescola l'Ave Maria al demonio.
Sรฌ perchรฉ in Lidia. Storia di una masca vivono solo dualitร in conflitto estremo: bosco e paese, sapere e condanna, guarigione e perdizione, libertร e docilitร .
Ogni scelta รจ sempre e solo definitiva.
Sulla superficie la condizione delle donne del primo 900, ma anche quella degli uomini: dei bambini che non devono piangere perchรฉ i "maschi non piangono", degli abbandoni forzati, perchรฉ a 5 anni sei l' uomo di casa e devi andare a guadagnarti il pane.
๐ฌLa regia di annulla tutto quello che non serve: scenografia e musica sono ridotte al minimo in favore di voce e corpo; la recitazione รจ fisica, viscerale e domina la parola, il gesto, la voce della
memoria.
โชIl pubblico si รจ fatto travolgere dall'intensa storia di Lidia e dall'interpretazione eccelsa di Alice Bignone. Nessuno schermo si รจ acceso in sala, in un silenzio partecipato e complice.
Questa storia continua a vivere un po' dentro di noi.
Grazie
Grazie .eonora5815 per l'opportunitร di portare questo potente racconto e per credere sempre nell' urgenza del teatro.