Subaltern studies Italia

Subaltern studies Italia rassegna di studi culturali - una nuova narrazione dei subalterni nella forma del collettivo di ricerca

IL FUOCO DEGLI SCHIAVI MODERNI ⛓️🔗🔥L'ipocrisia del razzismo sistemico serve a occultare la natura intrinsecamente mafios...
04/06/2026

IL FUOCO DEGLI SCHIAVI MODERNI ⛓️🔗🔥
L'ipocrisia del razzismo sistemico serve a occultare la natura intrinsecamente mafiosa del capitale. Non è la "sicurezza" l'obiettivo dei decreti anti-immigrati, ma la creazione di una sottoclasse di subalterni privi di diritti e per questo totalmente ricattabili. I decreti-sicurezza e le leggi restrittive agiscono come un impedimento preventivo a pratiche di lotte di classe, spingendo migliaia di persone nell'illegalità formale per consegnarle materialmente nelle mani del caporalato. Lo sfruttamento non è un'infiltrazione della criminalità organizzata, ma un elemento organico di un sistema schiavistico che alimenta la grande distribuzione e il profitto delle élite.
☑️Il riscatto di Waseem, Amin, Ullah e Safi passa solo per la distruzione del modello schiavistico e la costruzione di un polo politico della sinistra di classe che rivendichi dignità, salario e sovranità per ogni lavoratore, senza distinzione di provenienza.

«Aiutateci tutti a sciogliere veramente e completamente tutti i legami che ancora avvincono le mani delle nostre donne e...
03/06/2026

«Aiutateci tutti a sciogliere veramente e completamente tutti i legami che ancora avvincono le mani delle nostre donne e avrete nuove braccia, liberamente operose per la ricostruzione d'Italia, per la sicura edificazione della Repubblica italiana dei lavoratori.», ✍️Teresa Mattei, 18 marzo 1947.

LA REPUBBLICA È DONNA. IL SUO VOLTO È QUELLO DI TERESA MATTEI, la partigiana ‘Chicchi’. ☑️Teresa Mattei, emblema della R...
01/06/2026

LA REPUBBLICA È DONNA. IL SUO VOLTO È QUELLO DI TERESA MATTEI,
la partigiana ‘Chicchi’.
☑️Teresa Mattei, emblema della Repubblica Italiana costituzionale e resistente.
Con il patrocinio di ANPI provinciale di Genova, il libro di Anita Ginella parla di una donna Resistente: Teresa Mattei. Pagine scritte quasi sotto dettatura, che restituiscono l’immagine di una vita d’impegno civile, per le donne e i bambini, un connubio indissolubile per capire la sua figura di moderna pedagogista. Non una “donna storica” ma attuale. Non solo le mimose, scelte da lei per la festa della donna, ma la fondazione dell’UDI; “il cinema fatto dai bambini”; la treccia intorno al mondo; Radio Bambina; la testimonianza al processo militare a Priebke; la campagna referendaria del 2006 contro la riforma costituzionale “anticostituzionale”. Le sue battaglie per una sinistra coraggiosa e non legata a pregiudizi, gli scontri all’interno del Partito Comunista si affiancano al suo convinto antifascismo e all’opposizione alle leggi razziali e proseguono con la Resistenza e la battaglia di Firenze; l’Assemblea Costituente; fino all’Italia contemporanea, al G8 di Genova e al referendum costituzionale del 2006.
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L'immagine scattata da Arturo Zavattini durante la spedizione etnografica di Ernesto de Martino in Lucania nel 1952, cos...
31/05/2026

L'immagine scattata da Arturo Zavattini durante la spedizione etnografica di Ernesto de Martino in Lucania nel 1952, costituisce un documento visivo di straordinaria potenza simbolica per la comprensione della soggettività femminile nel Mezzogiorno. La figura solitaria che risale la scalinata a Tricarico non rappresenta solo un frammento di vita quotidiana del mondo subalterno, ma incarna plasticamente quella "lunga marcia" verso l'emancipazione e la parità di genere.
☑️La foto, scelta come copertina del primo numero di Subaltern studies Italia, coglie il momento di transizione in cui la donna lucana, storicamente relegata a oggetto passivo del ciclo naturale e delle tradizioni magico-religiose, inizia a porsi come soggetto storico consapevole.
🔜Seguendo la lezione demartiniana del 1949, questo scatto testimonia “l'irruzione delle masse popolari nella storia“. La conquista del suffragio universale del 2 giugno 1946 era stata la premessa politica che aveva permesso a questa "marcia" di uscire dall'isolamento millenaristico. /

Quando la rivolta contadina scoppiò a Naxalbari nel maggio del 1967, il Partito Comunista Cinese la accolse come "un rom...
25/05/2026

Quando la rivolta contadina scoppiò a Naxalbari nel maggio del 1967, il Partito Comunista Cinese la accolse come "un rombo di tuono primaverile che si abbatte sulla terra dell'India". Il percorso della rivoluzione agraria immaginato da Naxalbari fu notevolmente ispirato dalla traiettoria della rivoluzione cinese. Charu Mazumdar, Naxalbari e il CPI(ML),+ fondato due anni dopo, finirono così per essere associati alla Cina, alla rivoluzione cinese e al Partito Comunista Cinese guidato da Mao Zedong. Ma per molti versi Naxalbari e il CPI(ML) spinsero il movimento comunista più in profondità nel terreno sociale e storico dell'India. Naxalbari rappresentò un passo da gigante verso quella che può essere definita “l'indianizzazione” del marxismo, ovvero l'applicazione dei princìpi rivoluzionari generali del marxismo alle condizioni e al contesto specifici dell'India.

http://ferdinandodubla.blogspot.com/2025/05/ascesa-e-fine-del-sogno-rivoluzionario.html

The spark of freedom and dignity no power could extinguish in all these 59 years. Salute the immortal martyrs of on the 59th anniversary of the historic uprising.

lunedì 25 maggio 2026 - ore 16,00 - 17,00 - Università della Libera Età - p.zza Nunzio Sulprizio, TarantoLezione 15 (con...
23/05/2026

lunedì 25 maggio 2026 - ore 16,00 - 17,00 - Università della Libera Età - p.zza Nunzio Sulprizio, Taranto
Lezione 15 (conclusiva) - corso di Antropologia filosofica 2025-2026
I CHIERICI DEL SUD DEI SUBALTERNI
De Martino, De Palma, bell hooks e il ruolo degli intellettuali ‘organici’ alla classe
✍️ d.ssa Viviana Tortorici
✍️prof. Ferdinando Dubla



https://www.instagram.com/p/DYruD5gKWAB/?igsh=MTBicnQ5NmVyYzQ2aw==

SUBALTERNITÀ INTERSEZIONALI bell hooks: la rivendicazione del margine come luogo di apertura radicale. La sua opera ci i...
22/05/2026

SUBALTERNITÀ INTERSEZIONALI
bell hooks: la rivendicazione del margine come luogo di apertura radicale. La sua opera ci insegna che la lotta contro il "patriarcato capitalista suprematista bianco" richiede una soggettività capace di intersezionare ogni forma di oppressione.
Una scrittrice che può annoverarsi tra le esponenti degli studi subalterni ,
che pone l'accento sulla creazione di una comunità democratica in cui il dialogo rompa l'isolamento dell'individuo, trasformando l’apprendimento in un atto collettivo di riscatto. hooks espande la "pedagogia degli oppressi" di Freire (vedi link commento 1.) includendo la dimensione della cura e dell'amore verso la comunità. La pedagogia della speranza è l'applicazione pratica dell'amore rivoluzionario che permette di costruire "luoghi di libertà" anche all'interno di istituzioni repressive.
📖Bibliografia
Edizione Originale: bell hooks, Teaching Community: A Pedagogy of Hope, Routledge, New York-Londra, 2003.
Edizione Italiana: bell hooks, Insegnare comunità. Una pedagogia della speranza, traduzione di T. Di Felice, Meltemi, Milano, 2022. ⬇️ http://ferdinandodubla.blogspot.com/2026/04/il-margine-e-i-subalterni-etnocentrismo.html

Questa straordinaria e (secondo noi) memorabile pagina di Ernesto de Martino, spazza con la scopa tutte le elucubrazioni...
19/05/2026

Questa straordinaria e (secondo noi) memorabile pagina di Ernesto de Martino, spazza con la scopa tutte le elucubrazioni accademiche sul mandato dell’intellettuale teoretico storicista al servizio di un’astratta ontologia. Ernesto de Martino è questo, l’antropologo e filosofo che non vuole trasformare la colpa in “peccato” attraverso la pietas e la misericordia, ma legge la sua missione storica, filosofica ed esistenziale gramscianamente, come intellettuale ‘organico’. Alle classi subalterne. Ed è proprio questa pagina che consente di non tenere il De Martino (come Gramsci) sottochiave in accademia, ma di fargli respirare il tempo storico del presente. / fe.d.

Ernesto de Martino, antropologo e filosofo, è anche autore di una bellissima pagina di emendazione dell'intellettuale piccolo-borghese, ch...

L’ALBERO DELLA “CURANDERA” 🔜L’esordio di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez «Occhi foresta», edito da Capovolte: l'autrice,...
16/05/2026

L’ALBERO DELLA “CURANDERA”
🔜L’esordio di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez «Occhi foresta», edito da Capovolte: l'autrice, nata in Perù, sarà ospite al Salone del libro di Torino domenica 17.
«Come parli bene l’italiano», le dicono sempre tutti. Ma per Lilibell non è così: «No, figli di Dante, io non parlo bene, io imito egregiamente. Fingo. Nascondo e smarrisco». Finché, stanca di camuffare la sua origine straniera, prima ancora a se stessa che agli altri, inizia a dissotterrare «la candela magica che illumina l’alterità»: «il potere rivoluzionario del sapere andino», quello appreso dai racconti della nonna Adela, ritrovata in Perù dopo dieci anni passati in Italia con la madre.

ECCOLA ALLORA seduta al tavolo della cucina mentre si fa guidare dalla voce dell’anziana matriarca attraverso il passato della sua famiglia e della terra che le ha dato i natali, tra creature magiche, sogni di infanzia, passioni, disincanti, ribellioni e riscatti.

È da quella cucina, mentre nonna Adela frigge pesce e platano verde, che si snoda il romanzo d’esordio di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez Occhi foresta, edito da Capovolte (pp. 148, euro 16), in cui l’autrice, scavando nel passato come suo nonno Octavio faceva nella terra degli antenati alla ricerca di manufatti preispanici, gli huacos, riporta alla luce la vita ancestrale delle Ande: storie di subalternità diventate i frutti della resistenza anticoloniale.

TUTTO RUOTA attorno alla vicenda di Adela, destinata, come ogni figlia femmina, a essere cresciuta come futura moglie e madre: nessun’altra possibilità è ammessa a Sucre, paese andino nascosto a 2500 metri sopra il livello del mare. E lei, soprannominata Ugola Bonita per la sua voce da usignolo, si prepara a quel destino accompagnata dalla sua inseparabile sorella Angelita e dall’adorata nonna Nuna, che insegna come la luna può sciogliere ogni nodo dell’esistenza – bisogna tuttavia esseri capaci di contemplarla – e ha una storia per ogni emozione umana, spiegando come dominare i turbamenti del cuore e come contrastare l’odio e la vendetta con il potere della gentilezza e dell’amore. E, soprattutto, che è orgogliosa di essere chiamata india. «Ribellati sempre, piccola. Il giorno in cui proveranno a ostacolarti o a ferirti, recuerda que ser india no es una verguenza». E ancora: «Noi indios custodiamo miliardi di storie. Hai presente le leggende che ti raccontavo quando eri piccola? Tieni stretti quei ricordi mihija, perché tra le parole di quelle storie brillano le risposte a tutte le cose che non capisci del mondo».

TRA QUELLE STORIE, la preferita di Adela è quella della donna-albero, Suspiro, che con i suoi preziosi unguenti sa curare ogni tipo di male, riparando i cuori rotti e sofferenti. E soprattutto i cuori calpestati delle donne: tú eres perfecta tal como eres, ni más, ni meno, dice alle visitatrici ferite da parole crudeli. E poi scava nel profondo della terra, «lì dove l’uomo ha nascosto la volontà della donna», e con l’indice prende «un po’ di balsamo della liberazione per ungere e ricomporre le anime frammentate» insegnando a tessere relazioni felici. Finché, dovendo tornare da dove era venuta, dal sospiro del cielo, la curandera chiede di essere trasformata in pianta, in modo che le sue foglie possano per sempre alleviare i dolori degli abitanti che vivono ai piedi della sua montagna. Una storia senza lieto fine: quando gli abitanti del villaggio vengono a sapere del potere dell’albero ne strappano tutte le foglie, condannando a morte la pianta.

Ed è proprio dalle storie e dagli insegnamenti di nonna Nuna che Adela attinge la forza di ribellarsi a una storia matrimoniale fatta di violenza e sopraffazione, per poi trasmettere la sua memoria alla nipote Lilibell, e così, racconto dopo racconto, far rinascere l’albero di Suspiro.
✍️Claudia Fanti, da il manifesto

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