15/12/2025
Un articolo di Battista Sangineto.
" ... Come rilevano sociologi, economisti, studiosi delle città, geografi e antropologi la ‘foodification’ -oltre ad essere, come dice la Macrì, un fenomeno socio-antropologico- è, più di ogni altra cosa, il frutto fin troppo maturo del neoliberismo che estrae ricchezza dalle città e dai centri storici. Ora la estrae anche dal cibo trasformandolo in “food”, facendone la versione omogeinizzata e addomesticata a tutti i palati della ‘cucina tipica’ del luogo in cui viene elaborata. Il cibo trasfigurato in “food” è diventato uno strumento efficacissimo della “gentrification”, un altro raffinato dispositivo che stravolge il tessuto urbano, sociale ed economico delle nostre città.... proprio nel periodo storico in cui stiamo vivendo ci vengano propinati -da chiunque e ovunque- racconti sul cibo tradizionale e genuino e, allo stesso tempo, vendute le “vere” ricette della nonna. Un’insopportabile retorica, quella della “food experience”, che è sempre più invasiva e ci spinge, mentre siamo sinceramente interessati alla ricerca del miglior ristorante tipico e del piatto davvero autentico, a consumare cibi sempre più omologati e cucine basate su una falsa memoria. Viene propagandata dagli uffici stampa del Governo (basti pensare all’invenzione del Ministero della sovranità alimentare), delle Regioni e dei Comuni una sempre più grande quantità di prodotti doc, docg, dop e “identitari” evidenziandone la provenienza e l’autenticità, ma senza tener conto che questi prodotti (quand’anche fossero davvero genuini e ‘autentici’) vengono, ormai, venduti in luoghi anonimi e privi di ogni identità come supermercati, catene di pizzerie napoletane o brand di ristorazione a gestione multipla ...".
Coldiretti e Terranostra Campagna Amica -che hanno presentato a maggio i dati alla fiera ‘Tuttofood’ 2025 di Milano- stimano che nei primi quattro mesi del 2025 il turismo enogastronomico in Italia ha raggiunto i 9 miliardi di valore e la c