28/09/2025
“Le quattro giornate di Napoli”… Un falso storico!
La tragica verità fu… Napoli umiliata dall’invasione ‘americana’…
Nei momenti cruciali della storia di una Nazione è arduo distinguere tra la mitografia e la storiografia o, più semplicemente, tra leggenda e realtà.
Nei libri di storia sono riportate, con enfasi, le quattro giornate di Napoli del settembre 1943… l’insurrezione della città che determinò la cacciata dei tedeschi.
Sarà per il film omonimo di Nanny Loy, del 1962; sarà perché gli storici della Vulgata democratico-resistenziale hanno voluto vedervi una delle pagine più gloriose della lotta contro il “tedesco invasore”… ossia di quello che, fino a pochi giorni prima, era un alleato; sarà per l’assonanza con le “cinque giornate di Milano” di quarantottesca memoria… sta di fatto che nessuno, ad oggi, sembra essersi accorto che solo in Italia si parla delle “Quattro giornate di Napoli”.
Quando la versione tedesca del film di Nanny Loy venne proiettata nelle sale cinematografiche tedesche, generò non poca incredulità e indignazione.
In quei giorni di fine settembre i Tedeschi stavano ultimando il loro ritiro da Napoli, incalzati dalle preponderanti forze anglo-americane.
La guarnigione di Napoli era sempre stata modestissima, tanto è vero che, quando essa vi si era insediata, il 12 settembre 1943 - appena tre settimane prima - a comandarla c’era un semplice colonnello, Hans Scholl.
Infastidisce e non poco che con vergognosa superficialità ci si dimentica di annotare di come le truppe americane - entrate in città - portarono a Napoli una ondata di immoralità dilagante… Nessuno parla della Napoli martoriata, umiliata, scesa ai gradini più bassi della sua storia millenaria e luminosa… della miseria, della turpitudine, dell’ignominia delle “signorine”, dei sciù-scià, dell’illegalità diffusa, anche con l’aiuto dei camorristi, dei bordelli, della pedofilia, della sporcizia, del tifo, della scabbia, della sifilide… in una città stuprata… nell’onore… nella dignità…
Napoli…la grande bellezza… violentata dai ‘liberatori’…
Nel corso delle fantomatiche “quattro giornate” secondo le cronache sarebbero caduti 168 partigiani e 159 cittadini inermi. Secondo la Commissione ministeriale per il riconoscimento partigiano, le vittime furono, complessivamente, 155.
Le vittime dei bombardamenti aerei alleati, nel periodo 1942-43, si calcolano in circa 25.000. Per non parlare degli immensi danni arrecati al patrimonio storico-culturale da quegli stessi bombardamenti… citiamo, per tutti, la distruzione della celebre Basilica di Santa Chiara il 4 dicembre 1942…
È possibile fare una proporzione fra 25.000 persone uccise sotto le macerie delle proprie case e 155 cadute sotto il fuoco, probabilmente, ma non certamente, di un esercito in ritirata, invelenito dal voltafaccia dell’alleato… e da quei civili armati, che sparano dalle finestre alle spalle di veterani logorati dalla guerra e in ritirata?
Gli storici filo-resistenziali non si sono vergognati di proclamare che, al loro arrivo, gli Alleati trovarono Napoli sgombra dalla presenza tedesca, come se il merito fosse stato della pretesa insurrezione popolare; mentre si dimenticano di aggiungere che i Tedeschi erano già in ritirata e che gli Alleati non li avrebbero trovati in città in ogni caso, qualunque atteggiamento la popolazione partenopea avesse adottato in quel frangente.
D’altra parte, bisognava pur giustificare quella Medaglia d’Oro al Valor Militare che la parte uscita vittoriosa dalla guerra civile aveva generosamente deciso di conferire alla città di Napoli e alla sua “eroica” cittadinanza…
Ma… sulla verità dei fatti si stende un’altra ombra… a liberazione avvenuta settemila napoletani “presentarono domanda” al Ministero degli Interni per ottenere la qualifica di “patriota” e, quindi, le sovvenzioni previste…
Le reali proporzioni delle “Quattro giornate” di Napoli sono lontane dal mito.
Meno di 200 insorti in una metropoli di un milione d’abitanti; una guarnigione nemica, in ritirata… e gli strapotenti eserciti angloamericani a pochi chilometri di distanza…
Il sommo rispetto della ‘storia’ - oltre ogni ipocrisia ed interesse di parte - ci impone di dire… le “Quattro giornate di Napoli” sono un falso storico…