Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi"

Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi" Benvenuti nella pagina ufficiale del Museo d'Arte Moderna "Mario Rimoldi". Il Museo è ospitato nel palazzo denominato "Ciasa de ra Regoles".

L'edificio è situato in pieno centro a Cortina d'Ampezzo, lungo il famoso Corso Italia nei pressi della Chiesa Parrocchiale. Il modo più comodo per raggiungerci è a piedi, lasciando l'auto in uno dei tanti parcheggi situati attorno al centro pedonale.

𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐋𝐚𝐭𝐢𝐧𝐚Dal 17 o...
12/10/2026

𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐋𝐚𝐭𝐢𝐧𝐚

Dal 17 ottobre al 3 novembre 2026, presso gli spazi del Museo Rimoldi, al piano terra, saranno esposti originali prodotti di tessitura, realizzati con arte da ragazze andine che, riunite in cooperative, sono seguite dalle volontarie dell’ “Operazione Mato Grosso” e dell’Associazione don Bosco3A.

“Operazione Mato Grosso” è un movimento missionario fondato nel 1967, in America Latina, da Padre Ugo De Censi e sostenuto esclusivamente dall’impegno di tanti i giovani e adulti che dedicano il tempo libero per guadagnare fondi e andando loro stessi a vivere alcuni mesi, o anche anni, tra i più poveri.

Nelle 100 missioni operanti in America Latina sono stati realizzati interventi nel campo della salute, dell’agricoltura, della forestazione, della distribuzione dell’acqua potabile, dei servizi sociali. L’impegno maggiore è però rivolto ai giovani: sono nate tante scuole primarie, ma soprattutto artigianali per offrire un futuro lavorativo.

Tra le diverse opere tutt’oggi funzionanti occupano un posto importante i “taller”, scuole-collegio professionali della durata di cinque anni, con diverso indirizzo: tessitura, maglieria, falegnameria, intaglio del legno.

Nell’ambito della tessitura, la lana di alpaca, il tombolo, il telaio e le antiche tradizioni artigianali locali, unitamente allo straordinario talento delle artigiane andine, danno forma ad abiti, cappotti, borse, tappeti sciarpe e svariati accessori caratterizzati da colori variopinti e da originali decorazioni. Il cammino è stato possibile anche con il prezioso contributo di un amico stilista, che da anni dà suggerimenti nella realizzazione dei manufatti.

L’ “Associazione don Bosco 3A” s’impegna a far conoscere le opere realizzate dai ragazzi.

𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚
Tutti i giorni: 9.00 - 12.30 / 15.00 - 19.00.
Sabato e domenica: 9.00 - 19.00.

𝐈𝐧𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨

Oltre ai lavori eseguiti, il visitatore potrà conoscere tutte le altre attività del movimento.

🔎 Juti Ravenna, 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑧𝑖𝑎, n.d., olio su tela, 70x50 cmIspirato dal post-impressionismo e protagonista dell'avanguardia di...
03/10/2026

🔎 Juti Ravenna, 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑧𝑖𝑎, n.d., olio su tela, 70x50 cm

Ispirato dal post-impressionismo e protagonista dell'avanguardia di Ca’ Pesaro, Juti Ravenna è tra i volti più intensi della pittura veneta del Novecento.
Tra Venezia e Treviso ha raccontato il territorio attraverso paesaggi vibranti, ritratti e nature morte, in un costante dialogo tra luce, forma e colore. Non solo pennello: da acuto critico d’arte, ha saputo interpretare e raccontare con lucidità le rivoluzioni del Cubismo e delle avanguardie europee.
Un artista completo, capace di dipingere la realtà e spiegarne la modernità.

🇬🇧 Juti Ravenna, 𝑉𝑒𝑛𝑖𝑐𝑒, n.d., oil on canvas, 70x50 cm

Inspired by Post-Impressionism and a key figure of the Ca’ Pesaro avant-garde, Juti Ravenna stands out as one of the most compelling figures in 20th-century Venetian painting.
Working between Venice and Treviso, he depicted the local landscape through vibrant scenery, portraits, and still lifes, engaging in a constant dialogue between light, form, and color. His contribution went beyond the paintbrush; as an astute art critic, he possessed the insight to interpret and lucidly articulate the revolutions of Cubism and the European avant-garde movements.
A consummate artist, he was capable of both painting reality and interpreting its modernity.

🔎 Alis Levi, 𝑅𝑖𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑎𝑛𝑛𝑎 𝑀𝑎𝑛𝑧𝑖𝑛𝑖, 1964, pastello su compensato, 50x30 cmAlis Levi è stata una pittrice e scrittri...
01/10/2026

🔎 Alis Levi, 𝑅𝑖𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑎𝑛𝑛𝑎 𝑀𝑎𝑛𝑧𝑖𝑛𝑖, 1964, pastello su compensato, 50x30 cm

Alis Levi è stata una pittrice e scrittrice britannica naturalizzata italiana. Nata a Manchester da una famiglia ebraico-tedesca, si formò tra la Germania, Parigi e Roma, sviluppando uno stile pittorico sensibile, attento ai ritratti, alla natura e ai paesaggi montani.
Legata in modo indissolubile al Cadore e a Cortina d'Ampezzo, animò un vivace salotto intellettuale frequentato da grandi figure della cultura del Novecento. Tra queste vi fu la scrittrice Gianna Manzini, con cui strinse una profonda e duratura amicizia, condivisa anche nell'amore per il paesaggio dolomitico. Oltre alla pittura, Levi si dedicò alla scrittura di memorie, diari e poesie, lasciando un'eredità artistica intrisa di raffinato lirismo e respiro europeo.

🇬🇧 Alis Levi, 𝑃𝑜𝑟𝑡𝑟𝑎𝑖𝑡 𝑜𝑓 𝐺𝑖𝑎𝑛𝑛𝑎 𝑀𝑎𝑛𝑧𝑖𝑛𝑖, 1964, pastel on plywood, 50x30 cm

Alis Levi was a British painter and writer who became an Italian citizen. Born in Manchester to a German-Jewish family, she trained in Germany, Paris, and Rome, developing a sensitive painting style focused on portraits, nature, and mountain landscapes.
Inseparably linked to the Cadore region and Cortina d'Ampezzo, she hosted a lively intellectual salon frequented by major cultural figures of the 20th century. Among them was the writer Gianna Manzini, with whom she forged a deep, enduring friendship rooted in a shared love for the Dolomite landscape. In addition to painting, Levi devoted herself to writing memoirs, diaries, and poetry, leaving behind an artistic legacy imbued with refined lyricism and a distinctly European spirit.

🔎 Filippo de Pisis, 𝑁𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑎, 1939, olio su tela, 70x80 cmFilippo de Pisis annotava costantemente sui suoi taccuini ...
29/09/2026

🔎 Filippo de Pisis, 𝑁𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑎, 1939, olio su tela, 70x80 cm

Filippo de Pisis annotava costantemente sui suoi taccuini le sensazioni e le opere che realizzava. La sua biografia, ricostruita attraverso taccuini, lettere e documenti, diventa così una guida preziosa: in questo ricco materiale si trovano continui riferimenti ai suoi dipinti e, fortunatamente, risulta spesso facile collegare la parola scritta alla specifica tela.

Filippo de Pisis annota:
𝐶𝑜𝑟𝑡𝑖𝑛𝑎 𝑑’𝐴𝑚𝑝𝑒𝑧𝑧𝑜, 𝑒𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 1939
11 𝑎𝑔𝑜𝑠𝑡𝑜 “𝑃𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑏𝑒𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐿𝑎 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑡𝑟𝑜𝑡𝑒. 𝑀𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑’𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑅𝑖𝑚𝑜𝑙𝑑𝑖…”
Da Sandro Zanotto, Filippo de Pisis ogni giorno, Vicenza, Neri Pozza, 1996, p. 358.

🇬🇧 Filippo de Pisis, 𝑆𝑡𝑖𝑙𝑙 𝐿𝑖𝑓𝑒, 1939, oil on canvas, 70 x 80 cm

Filippo de Pisis constantly recorded his impressions and the works he created in his notebooks. His biography—reconstructed through these notebooks, letters, and documents—thus becomes an invaluable guide: this rich body of material contains frequent references to his paintings, and, fortunately, it is often easy to link the written word to a specific canvas.

Filippo de Pisis notes:
𝐶𝑜𝑟𝑡𝑖𝑛𝑎 𝑑’𝐴𝑚𝑝𝑒𝑧𝑧𝑜, 𝑠𝑢𝑚𝑚𝑒𝑟 1939
𝐴𝑢𝑔𝑢𝑠𝑡 11: “𝐴 𝑏𝑙𝑖𝑠𝑠𝑓𝑢𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑 𝑜𝑓 𝑚𝑦 𝑙𝑖𝑓𝑒. 𝑇ℎ𝑒 𝑏𝑒𝑎𝑢𝑡𝑖𝑓𝑢𝑙 𝑡𝑟𝑜𝑢𝑡 𝑐𝑎𝑛𝑣𝑎𝑠. 𝐴𝑟𝑡 𝑒𝑥ℎ𝑖𝑏𝑖𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑤𝑖𝑡ℎ 𝑅𝑖𝑚𝑜𝑙𝑑𝑖…”
From Sandro Zanotto, Filippo de Pisis ogni giorno, Vicenza, Neri Pozza, 1996, p. 358.

🔎 Mario Sironi, Paesaggio invernale, 1956 ca., olio su tavola, 36x44 cmIl legame tra Mario Sironi e Cortina d’Ampezzo tr...
26/09/2026

🔎 Mario Sironi, Paesaggio invernale, 1956 ca., olio su tavola, 36x44 cm

Il legame tra Mario Sironi e Cortina d’Ampezzo trova linfa nel collezionismo di Mario Rimoldi e nel sodalizio con il dottor Antonio Allaria (1915-1990), primario dell'Ospedale Codivilla-Putti. Incontratisi a Cortina nel 1947, medico e artista strinsero un'intensa amicizia: Allaria divenne suo medico curante e attento mecenate, adoperandosi per valorizzarne la produzione drammatica del secondo dopoguerra. Tra le Dolomiti, Sironi cercò rifugio dall'emarginazione politica e dai lutti familiari. Le vette ampezzane non vennero mai rappresentate come paesaggi idilliaci o decorativi, ma come imponenti masse petrose, architetture primordiali e rocciose dai toni cupi e terrosi. In questa visione scultorea e monumentale, la montagna sironiana divenne il riflesso d'una cupa meditazione esistenziale e il cuore d'una ricerca pittorica tesa verso l'astrazione.

🇬🇧 Mario Sironi, *Winter Landscape*, c. 1956, oil on panel, 36 x 44 cm

The bond between Mario Sironi and Cortina d’Ampezzo was nurtured by the collecting activities of Mario Rimoldi and by his association with Dr. Antonio Allaria (1915–1990), chief physician at the Codivilla-Putti Hospital. After meeting in Cortina in 1947, the doctor and the artist forged a deep friendship; Allaria became both his physician and a devoted patron, actively working to promote Sironi’s dramatic body of work from the post-war period. Sironi sought refuge among the Dolomites from political marginalization and personal bereavement. He never depicted the peaks of the Ampezzo region as idyllic or decorative landscapes; instead, he portrayed them as imposing masses of stone—primordial, rocky structures rendered in somber, earthy tones. In this sculptural and monumental vision, Sironi’s mountain became a reflection of somber existential contemplation and the focal point of a painterly quest moving toward abstraction.

🔎 Luigi Regianini, 𝐿𝑎 𝑓𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑'𝑎𝑛𝑔𝑢𝑟𝑖𝑎, 1979, olio su tela, 100x100 cmLuigi Regianini è stato un raffinato pittore e scul...
24/09/2026

🔎 Luigi Regianini, 𝐿𝑎 𝑓𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑'𝑎𝑛𝑔𝑢𝑟𝑖𝑎, 1979, olio su tela, 100x100 cm

Luigi Regianini è stato un raffinato pittore e scultore milanese, figura di spicco del Surrealismo figurativo italiano. Formatosi all'Accademia di Brera, ha sviluppato un linguaggio artistico in cui la precisione tecnica si fonde con una profonda ricerca interiore e filosofica.
Profondamente legato alle Dolomiti e al Cadore, terra d'origine della madre, Regianini ha saputo integrare la maestosità dei paesaggi alpini con suggestioni oniriche e metafisiche, richiamando maestri come Magritte e Delvaux. Le sue opere sono popolate da figure enigmatiche, elementi sacri e simboli sospesi in atmosfere di grande quiete e mistero.
A Costalissoio di Santo Stefano di Cadore il Museo Surrealista a lui intitolato custodisce ed espone il suo ricco patrimonio artistico, testimoniando l'originalità del suo percorso formativo ed espressivo.

🇬🇧 Luigi Regianini, 𝑇ℎ𝑒 𝑊𝑎𝑡𝑒𝑟𝑚𝑒𝑙𝑜𝑛 𝑆𝑙𝑖𝑐𝑒, 1979, oil on canvas, 100x100 cm

Luigi Regianini was a refined Milanese painter and sculptor, and a prominent figure in Italian figurative Surrealism. Trained at the Brera Academy, he developed an artistic language in which technical precision merges with profound inner and philosophical inquiry.
Deeply connected to the Dolomites and the Cadore region—his mother's homeland—Regianini successfully integrated the majesty of Alpine landscapes with dreamlike and metaphysical elements, evoking masters such as Magritte and Delvaux. His works are populated by enigmatic figures, sacred elements, and symbols suspended in atmospheres of profound stillness and mystery.
In Costalissoio di Santo Stefano di Cadore, the Surrealist Museum dedicated to him houses and displays his rich artistic legacy, bearing witness to the originality of his creative and artistic journey.

🔎 Filippo de Pisis, 𝑃𝑖𝑎𝑧𝑧𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑉𝑖𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎, 1939, acquerello su carta, 66x48 cmFilippo de Pisis intrecciò la sua traiettor...
22/09/2026

🔎 Filippo de Pisis, 𝑃𝑖𝑎𝑧𝑧𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑉𝑖𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎, 1939, acquerello su carta, 66x48 cm

Filippo de Pisis intrecciò la sua traiettoria artistica con la città di Vicenza alla fine degli anni Trenta. Di ritorno da Parigi allo scoppio della seconda guerra mondiale, l'artista soggiornò nel capoluogo berico nell'agosto del 1939. Per poter lavorare intensamente, affittò come studio il magazzino di un falegname.Il soggiorno vicentino si rivelò una parentesi creativa feconda: de Pisis catturò l'essenza della città dipingendo suggestive panoramiche urbane e scorci cittadini, caratterizzati dal suo inconfondibile stile rapido e vibrante.

🇬🇧 Filippo de Pisis, 𝑉𝑖𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑆𝑞𝑢𝑎𝑟𝑒, 1939, watercolor on paper, 66x48 cm

Filippo de Pisis intertwined his artistic journey with the city of Vicenza in the late 1930s. Returning from Paris at the outbreak of World War II, the artist stayed in the city in August 1939. To work intensely during this period, he rented a carpenter's warehouse to use as a studio.His stay in Vicenza proved to be a fertile creative chapter. De Pisis captured the essence of the city by painting evocative urban landscapes and city views, defined by his signature rapid and vibrant brushwork.

🔎 Pio Semeghini, 𝑆𝑞𝑢𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑆. 𝑇𝑟𝑜𝑣𝑎𝑠𝑜 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑣𝑒, 1921-1922, olio su compensato, 60x90 cmTra i dipinti che meglio rac...
19/09/2026

🔎 Pio Semeghini, 𝑆𝑞𝑢𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑆. 𝑇𝑟𝑜𝑣𝑎𝑠𝑜 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑣𝑒, 1921-1922, olio su compensato, 60x90 cm

Tra i dipinti che meglio raccontano la Venezia di Pio Semeghini, la veduta nevosa dello Squero di San Trovaso occupa un posto speciale. Lontano dai toni monumentali e dai cliché cartolineschi, Semeghini trasforma uno dei più antichi cantieri di gondole della città in un poema visivo fatto di silenzio e sospensione.
In quest'opera, la caratteristica struttura in legno dello squero s'affaccia sulle acque calmo-riflettenti del rio. La tavolozza è essenziale e sublimata dai toni candidi e ovattati della neve: bianchi gessosi, grigi perlacei, rosa antico e terre s'intrecciano secondo la lezione post-impressionista assimilata a Parigi. La forma nasce dalla materia cromatica sfumata, trasformando San Trovaso in uno spazio intimo, dove il lavoro veneziano incontra una quieta malinconia.

🇬🇧 Pio Semeghini, 𝑆𝑡. 𝑇𝑟𝑜𝑣𝑎𝑠𝑜 𝐵𝑜𝑎𝑡𝑦𝑎𝑟𝑑 𝑢𝑛𝑑𝑒𝑟 𝑡ℎ𝑒 𝑆𝑛𝑜𝑤, 1921–1922, oil on plywood, 60 x 90 cm

Among the paintings that best capture Pio Semeghini’s Venice, the snowy view of the Squero di San Trovaso holds a special place. Far removed from monumental tones or picture-postcard clichés, Semeghini transforms one of the city’s oldest gondola shipyards into a visual poem of silence and suspended time.
In this work, the *squero*’s distinctive wooden structure overlooks the canal’s calm, reflective waters. The palette is restrained, elevated by the pristine, hushed tones of the snow: chalky whites, pearly grays, antique pinks, and earth tones intertwine, reflecting the Post-Impressionist lessons the artist absorbed in Paris. Form emerges from blended color, transforming San Trovaso into an intimate space where Venetian labor meets a quiet melancholy.

Tra le riviste che quest'estate hanno scritto di noi c'è sicuramente Cortina: la rivista Cortina è la testata storica de...
18/09/2026

Tra le riviste che quest'estate hanno scritto di noi c'è sicuramente Cortina: la rivista Cortina è la testata storica della Conca Ampezzana, che dal 1933 racconta la vita di Cortina.
Grazie Feliciana per il servizio che da anni svolgi per tutta la comunità e per il bellissimo articolo ❤️

Indirizzo

Corso Italia, 69
Cortina D'Ampezzo
32043

Orario di apertura

Martedì 10:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Mercoledì 10:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Giovedì 10:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Venerdì 10:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Sabato 10:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Domenica 10:30 - 12:30
15:30 - 19:30

Telefono

+390436866222

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