REPEAT è una associazione culturale che si dedica allo sviluppo e alla promozione del Teatro a Cortina d'Ampezzo. L'attività di laboratorio per attori che l'associazione svolge non mira necessariamente alla formazione di professionisti ma a far scoprire, con un percorso coinvolgente ed emozionante, le infinite sfaccettature di sé stessi per mezzo del palco. PROGRAMMA LABORATORIO:
La parola “acting
” in inglese ha un significato molto più esatto per il nostro lavoro di attori rispetto all’italiano “recitare”: agire invece che ripetere sul palco, invece che “citare di nuovo” (re-citare). Un approccio creativo al lavoro, invece del ripetitivo succedersi di pensieri già pensati, di gesti preconfezionati, di emozioni simulate, è ciò che permette all’attore di vivere una vera esperienza in scena e al pubblico di esserne attento testimone. La creatività è la linfa a cui ogni attore deve attingere per essere vivo sul palco, per credere in ciò che fa. Il laboratorio cercherà di affrontare i problemi essenziali del lavoro dell’attore attraverso tecniche di rilassamento, esperienze sensoriali, improvvisazioni e analisi collettive di testi teatrali. RILASSAMENTO:
L’obiettivo primario è accedere a quel sé creativo che è alla base di un efficace processo di costruzione del personaggio. Un musicista produce la sua arte con uno strumento esterno, che necessita di essere accordato per suonare bene. L’attore, invece, è sia l’artista che lo “strumento” ed è fondamentale sapersi “accordare” per far fluire la vita sulla scena, per poter usare sé stessi e le proprie esperienze a servizio dell'emozione che il personaggio vive. Per riuscirci è necessario allenare la consapevolezza di noi stessi e del nostro corpo. Il mezzo è il rilassamento profondo, volto ad eliminare tensioni, abitudini di pensiero, di parola, di postura, di comportamento e di atteggiamento verso l’ambiente che ogni essere umano ha sedimentato in sé e che inibiscono l’attore dall’essere presente attimo per attimo sul palco, dall’essere in contatto con la realtà immaginaria che sta creando e dal reagire agli impulsi con la stessa verità con cui fa nella vita. ESPERIENZE SENSORIALI:
Il rilassamento è solo il preludio alla preoccupazione fondamentale dell’attore: la concentrazione, quella concentrazione necessaria a ricreare una realtà che non c’è: l’unico modo per fare in modo che il pubblico creda a quello che l’attore vede e vive sul palco è quello di vederlo e viverlo veramente. Per far si che questo accada è necessario familiarizzare con l’esperienza sensoriale: le nostre reazioni sono il risultato di esperienze sensorie e “l’addestramento dei sensi” è una parte fondamentale del training dell’attore che sul palco dovrà reagire a stimoli immaginari come se fossero veri. Bisognerà ricreare l’ambiente nel quale si svolge la scena, sentire sensazioni corporee come il caldo o il freddo, reagire a notizie che ci vengono date, maneggiare oggetti carichi di valore affettivo, avere delle reazioni psicofisiche “a comando”, in un momento specifico del testo, senza anticiparle o “recitarle” e oltretutto saperle ricreare ogni sera che si va in scena, lasciandosi stupire come se fosse sempre la prima volta. IMPROVVISAZIONI:
Improvvisare significa scoprire la magia della vita su un palcoscenico partendo dalle circostanze date di una scena, per lasciare fluire l’immaginazione senza ansie, senza preoccuparsi del pubblico, supportati da un gruppo che ci sostiene e non ci giudica. L'improvvisazione, l'integrazione nella scena di ciò che realmente accade sul palco, senza nessuna scelta premeditata, attimo per attimo, è ciò che abitua l'attore a reagire a ciò che succede davvero, invece che seguire solo la linea dettata dal testo. Con la pratica arriverà il momento in cui la scena così come è scritta si sovrapporrà alla vita vera sul palcoscenico, dando luogo ad un'esperienza sul palco, invece che ad una scenetta imparata a memoria. Per questi motivi nel nostro laboratorio la memoria del testo e i movimenti fissi saranno solo l'ultima rifinitura del lavoro e nasceranno dalle improvvisazioni degli attori più che dal gusto di un regista. ANALISI DEL TESTO:
Affrontare un testo con l’intenzione di interpretarlo presuppone un approccio diverso dalla comune lettura. Occorre, ad esempio, astenersi dal giudicare i personaggi: se giudichiamo il nostro personaggio, magari un assassino, sarà difficile poi trovare il modo di interpretarlo. Il lavoro di analisi testuale per gli attori deve essere invece volto a giustificare le azioni del personaggio, riconoscendo le corrispondenze tra le sue esperienze e le nostre e, se non ce ne sono, trovando i giusti stimoli all’immaginazione perché possa portarci a vivere esperienze che non conosciamo. Un paio di incontri al mese verranno dedicati all'analisi collettiva di opere teatrali, con il duplice scopo di imparare ad affrontare un testo con l'occhio di un attore e di individuare delle scene su cui lavorare nel laboratorio.