30/05/2022
Il secondo movimento della Sinfonia n. 4 di Ciajkovskij, Andantino in modo di canzona, ha un carattere profondamente russo; le frequenti ripetizioni della melodia principale conducono, con un crescendo d’intensità, ad una sezione centrale di travolgente slancio melodico.
Nel parlare del secondo movimento, Ciajkovskij descrive con vivide immagini quanto vuole comunicare con la musica: «Il secondo tempo esprime un’altra fase di sofferenza. È la malinconia che ci invade a sera, allorché siamo soli, stanchi del lavoro, e cerchiamo di leggere, ma il libro ci sfugge di mano. I ricordi si affollano in noi. Come sono dolci quelle memorie di giovinezza, ma come è triste che tante cose siano state e siano trascorse per sempre! […] C’erano momenti felici, quando il giovane sangue scorreva caldo e la vita esaudiva ogni nostro desiderio. C’erano anche momenti difficili, perdite irreparabili, ma sono ormai lontani. È triste e pur dolce tuffarsi così nel passato.»
Non meno suggestivo è il terzo movimento, uno Scherzo vivacissimo tutto giocato sul pizzicato degli archi, con un Trio bucolico.
«Il terzo tempo non esprime sensazioni definite, è piuttosto una successione di capricciosi arabeschi, quelle immagini inafferrabili che passano nella fantasia quando si è bevuto del vino e si avvertono i primi segni dell’ebbrezza. L’anima non è né gaia né triste. Non si pensa a nulla: l’immaginazione ha libero corso e comincia, non si sa perché, a tracciare strani disegni. D’improvviso si presenta allo spirito la visione di contadini un po’ brilli, una breve canzone di strada risuona. Lontano, passa un corteo militare. Le immagini sono assolutamente sconnesse, come quelle che fluttuano nella mente allorché ci si addormenta. Non hanno nulla a che fare con la realtà, sono strane, selvagge, confuse.»
Ti aspettiamo venerdì per scoprire insieme cosa dice Ciajkovskij del Finale!
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