11/06/2026
«I, 1. Urano fu il primo signore del mondo. Sposò Gea e generò per primi Briareo, Cotto e Gia, detti Ecatonchiri, che avevano cento braccia e cinquanta teste ciascuno ed erano insuperabili per la forza fisica e la statura. 2. Dopo di loro Gea gli partorisce i Ciclopi, Arge, Sterope e Bronte, ognuno dei quali aveva un solo occhio in mezzo alla fronte. Ma Urano mise in catene i Ciclopi e li gettò nel Tartaro, un luogo tenebroso che si trova nell’Ade, lontano dalla terra quanto la terra lo è dal cielo. 3. Da Gea Urano ha altri figli: Oceano, Ceo, Iperione, Crio, Giapeto e il più giovane di tutti, Crono, detti Titani; e delle figlie, Tethys, Rea, Temi, Mnemosine, Febe, Dione e Tia, dette Titanidi. 4. Adirata per la perdita dei figli gettati nel Tartaro, Gea persuade i Titani ad aggredire il padre e consegna a Crono una falce d’acciaio. Essi, a eccezione di Oceano, lo aggrediscono e Crono gli taglia i genitali e li getta in mare. Dalle gocce del sangue versato nacquero le Erinni: Aletto, Tisifone, Megera. Detronizzato Urano, i Titani riportarono alla luce i fratelli che erano stati gettati nel Tartaro e diedero il potere a Crono. 5. Crono però li mise di nuovo in catene e li rinchiuse nel Tartaro, poi sposò Rea, sua sorella; ma, poiché Gea e Urano gli predicevano che un suo figlio gli avrebbe tolto il potere, lui ingoiava tutti i suoi nati. Inghiottì la prima figlia, Estia, poi Demetra ed Era, e dopo ancora Plutone e Poseidone. 6. Furibonda per questo Rea, incinta di Zeus, si reca a Creta e, in un antro del monte Diete, partorisce Zeus. Lo da ad allevare ai Cureti e alle figlie di Melisseo, le ninfe Adrasteia e Ida. 7. Le ninfe nutrivano il bambino con il latte della capra Amaltea, mentre i Cureti, in armi, montavano la guardia al neonato nell’ antro e battevano le lance contro gli scudi perche Crono non ne udisse la voce. Rea avvolse nelle fasce una pietra e la diede da ingoiare a Crono come se fosse un bambino appena nato.» (Apollodoro, Biblioteca)
IMG: Simon Vouet, Saturno conquistato da Amore, Venere e Speranza (1645-46) - Musée du Berry, Bourges