07/06/2026
Incontro di maggio 📢📣
Nell’incontro di maggio abbiamo affrontato insieme il capitolo V dell’analisi sul bundling e le sue conseguenze e devo dire che non ci capivo niente. La svolta è stata nel momento in cui siamo arrivati a parlare del feticista e del fatto che si attacchi agli oggetti perché non accetta l’assenza del fallo nella madre perché tutto ruota attorno a un processo di identificazione con lei. Il bambino o la bambina si identifica con la madre e, come lei, desidera l’oggetto fallico. Da qui nasce una forma di godimento che si fissa sugli oggetti e che finisce per escludere l’altro. Dopo questa illuminazione ho capito perché Lacan criticasse i metodi usati da alcuni analisti e il fatto che trattassero l’atto del parlare come un semplice movimento, mettendo tutto sul piano dell’immaginario ed escludendo la parte simbolica. Lacan aveva capito che, affrontando la psicoanalisi in questo modo, si finiva per creare soltanto una relazione tra a e a’, cioè tra l’io e l’altro. Con questo modello non c’era spazio per far uscire l’inconscio, perché la parola non veniva ascoltata ma considerata soltanto come un movimento e, di conseguenza, trattata come un oggetto. È proprio per questo che sosteneva che stesse venendo meno la funzione del padre.
Immagine: Schema L - Jacques Lacan, Il Seminario. Libro IV, p. 6