08/03/2026
Zula Un corpo immobile, un coltello conficcato nella schiena. Sulle scale, un paio di scarpe abbandonate.
È un’immagine cruda, di quelle che rompono la normalità e ti costringono a fermarti un momento. A guardare per davvero. Questo lavoro cerca di raccontare ciò che spesso resta invisibile: la violenza, il silenzio, le ferite che attraversano la nostra vita quotidiana. Ma parla anche di altro. Parla di rigenerazione, di rispetto, di ascolto.
Perché ogni cambiamento profondo inizia proprio così: quando smettiamo di passare oltre e decidiamo, finalmente, di vedere.