La Ballata Dei Calzini Spaiati - concorso semi-serio letterario

La Ballata Dei Calzini Spaiati - concorso semi-serio letterario Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di La Ballata Dei Calzini Spaiati - concorso semi-serio letterario, Arte, Via Roma, 36, Codevilla.

07/02/2020

Il 7 febbraio 2020 si celebra la giornata dei calzini spaiati. Si tratta di una festa che viene celebrata da ben 10 anni. Vediamo perché.

🥇1 CLASSIFICATO CATEGORIA AUTORI PROFESSIONISTIINSIEME A TE NON CI STO PIÙ Emozionante, vero, vivo. I protagonisti sono ...
15/02/2019

🥇1 CLASSIFICATO
CATEGORIA AUTORI PROFESSIONISTI

INSIEME A TE NON CI STO PIÙ

Emozionante, vero, vivo. I protagonisti sono calzini? Dettagli. Sono personaggio di una bellissima storia d’amore, di quelle che ognuno vorrebbe vivere. L’autore merita il primo premio per l’originalità con cui ha sviluppato il tema del concorso e per la spontaneità con la quale fa vivere i personaggi che coinvolgono da subito il lettore in un crescendo costante fino alla fine. Il racconto è asciutto, stilisticamente impeccabile e con un ritmo incalzante che unito alla tensione narrativa scorre riga dopo riga sensibilizzando il lettore che, alla fine, è quasi commosso.

A cura di Elisabetta Balduzzi

INSIEME A TE NON CI STO PIÙ📃

di Katia della Giovanna✒

La prima regola che ti insegnavano in azienda, quando eri ancora solo un filato pregiato, era “Non allontanarti mai dalla tua compagna”. Conoscevano già il loro destino: diventare calze di lusso, per boutique prestigiose, ma quella regola era valida per qualunque calza. A detta dei modelli di fabbrica (calze di grande esperienza, che si premuravano di prepararle al mondo degli umani basandosi per lo più su leggende metropolitane) ne andava addirittura della vita. Perdere la propria compagna significava essere gettate via o, peggio, usate come guanti per spolverare; in caso di particolare sfortuna, si rischiava di essere imbottite di erba gatta e lanciate al micio domestico, il quale le avrebbe demolite per farsi le unghie. Va da sé che già queste prospettive erano terrificanti. Eppure una, più di tutte, era da temere: il famigerato lavaggio in lavatrice. Era esso, si narrava, un elettrodomestico feroce. Spesso gli sciagurati umani non si attenevano neppure alle elementari indicazioni di lavaggio presenti sulle etichette. Una follia. Molte calze, all'uscita, si erano ritrovate sole, la sorte ormai segnata. Nessuno sapeva che fine faceva chi scompariva e le ipotesi erano tra le più disparate. Quindi dovevano stare sempre vicine, aiutarsi a vicenda, mantenere la calma se venivano gettate sul pavimento con noncuranza o se i padroni si procuravano una smagliatura.
Per Natale, Parigina e la sua compagna erano pronte per la spedizione in un costoso negozio del centro. Belle, nere, in microfibra e caldo cotone, corredate di un delizioso nastro di raso applicato sul bordo, si sentivano pronte per l'avventura e si volevano bene, senonché una notte Parigina vide un Calzino di Spugna rotolare dallo spogliatoio dei dipendenti verso l'uscita, ed era solo! Lo chiamò a gran voce e lui per zittirla si fermò e la pregò di non dire niente: stava fuggendo per andare in cerca del suo amore perduto, un Collant Danza Classica conosciuto alla Decathlon, da cui era stato barbaramente separato per essere venduto a un ragazzo che lo lavava sì e no ogni due settimane. Le raccontò che era una br**ta vita, che si era nascosto sotto una panca mentre il padrone raccoglieva gli indumenti per la lavatrice e ora, era pronto a rischiare tutto per ritrovare Collant! “Ma il tuo compagno?” chiese Parigina sgomenta, “Al cuor non si comanda!” rispose Calzino, che rotolando sparì. Parigina quella notte si fece mille domande: le avevano mentito? Cos'era l'amore? Le calze scomparivano davvero nella lavatrice oppure approfittavano di una distrazione del padrone per iniziare una nuova vita di cui ignorava l'esistenza?
I dubbi si dissiparono all'arrivo in boutique. Tutto era come gliel'avevano descritto, anzi meglio! Gli umani erano davvero belli ed eleganti e le vezzeggiavano continuamente con i loro “OHHH” e “AHHH” di meraviglia. Parigina e la sua compagna si sentivano al settimo cielo e non vedevano l'ora di essere acquistate, ma ecco che una notte, da lontano, mentre si divertiva nel reparto Glamour, intravide una calza a rombi dai caldi colori autunnali. Anche lui la notò e, se l'amore a prima vista esiste, essi ne furono degni protagonisti. Abbagliato dalla sensualità di Parigina, la calza a rombi si avvicinò e si presentò: “Filo di Scozia, per servirla!”. Tutte le fibre di cotone di Parigina vibrarono per l'emozione e insieme trascorsero quel che restava della notte. Filo di Scozia le raccontava le imprese dei suoi avi, che dall'Egitto ascesero al successo conquistando la Gran Bretagna, quasi due secoli prima. Parigina narrava delle sue antenate che avevano sfilato sui red carpet di tutto il mondo e delle notti seducenti al “Moulin Rouge”.
Così passarono i giorni, sperando sempre di non essere venduti, finché il mondo non si capovolse all'improvviso e Parigina sparì in una deliziosa confezione regalo. Neanche il tempo di un addio. Conscia dell'ineluttabilità della sua sorte, cercò di adeguarsi all'entusiasmo della sua compagna, godendosi le feste mondane, il cassetto odoroso di lillà e i riguardi che prestava loro la domestica della fascinosa padrona. Il pensiero però, correva sempre a Filo di Scozia. Una sera la sua compagna si impigliò nel gancio della borsa, smagliandosi. Presto fu presa da un attacco di panico e Parigina ci mise del bello e del buono per calmarla. Anche lei aveva paura, sapeva cosa poteva accadere in questi casi. Si accorse che tutto poteva finire in un istante e che voleva stare con Filo di Scozia, non finire i suoi giorni scaldando i piedi di un'umana, seppur profumati. A casa prese coraggio, arrivò alla porta, si appallottolò, si gettò fuori tra la folla, e corse, corse. Avrebbe corso fino a ritrovarlo, non si sarebbe fermata prima.
Perciò, cari lettori, se trovate un calzino per strada, non fatevi prendere dalla foga della raccolta differenziata, maledicendo lo scarso senso civico dell'umanità, ma augurategli buona fortuna e lasciate che prosegua il suo viaggio per ritrovare l'amore perduto!

🏅I CALZINI SPAIATI - MENZIONE SPECIALENon è un racconto, ma ci ha colpito e convinto per la musicalità, la leggerezza e ...
14/02/2019

🏅I CALZINI SPAIATI - MENZIONE SPECIALE
Non è un racconto, ma ci ha colpito e convinto per la musicalità, la leggerezza e l'atmosfera da fiaba.
Una filastrocca vivace dal ritmo incalzante proprio come...due calzini spaiati!

Menzione a cura di Elisa Pianetta

📃I CALZINI SPAIATI
di Lucia Gatta✒

Uno di qua sul tetto, uno di là sul letto.
Ho dei calzini spaiati e non li ho ancora trovati
li ho cercati dappertutto
li ho attirati col prosciutto
Ne ho uno in lavatrice
Un altro è in asciugatrice
Alla fine li ho trovati
Erano stesi puliti e beati.

🥇1° classificato ex equo,      Categoria Autori in ErbaRACCONTO 18 GINO IL CALZINO E' RIMASTO SOLOQuesto racconto è stat...
13/02/2019

🥇1° classificato ex equo,
Categoria Autori in Erba

RACCONTO 18
GINO IL CALZINO E' RIMASTO SOLO

Questo racconto è stato scelto per lo stile, il messaggio positivo che viene trasmesso ed è stato molto apprezzata la parte finale con una conclusione originale.

"Vissero per sempre felici e contenti", una grande storia d'amore, un dramma da superare e un grande cuore rosso che si forma unendo due calzini. Questi sono gli ingredienti di questo testo dai toni delicati che fa riflettere e che propone una soluzione creativa alla necessità di voler prendersi cura di ciò che è davvero importante.

Menzione a cura di Elisa Pianetta

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GINO IL CALZINO E’ RIMASTO SOLO📃

di Luna Alini ✒

Questa è la storia di due calzini innamorati e di una bambina di nome Alice. Al compleanno la nonna le aveva regalato un paio di calzini antiscivolo speciali e lei da quel giorno non se ne era più separata. Uno era tutto grigio e l’altro tutto bianco; su ciascuno era disegnato mezzo cuore e quando si univano un grande cuore rosso prendeva forma.
Come sempre la mamma decide di lavare i calzini al mattino, cosi Alice al suo rientro da scuola li avrebbe trovati pronti per essere indossati. Quando, però, prende i vestiti dalla lavatrice e inizia a stenderli, la mamma si accorge che manca il calzino bianco di Alice. Lo cerca nella lavatrice, lo cerca nella cesta del bucato, dietro il mobiletto del bagno, per ogni stanza ed in ogni angolo, ma del calzino nessuna traccia.
Quando la bambina torna a casa da scuola e, come d’abitudine, corre in camera per indossare i suoi calzini, la mamma è costretta a dirle che uno dei due è sparito. Alice, prende il calzino rimasto e, piangendo, lo ripone insieme agli altri. Lui è Gino il calzino e adesso giace tutto solo e triste nel cassetto perché è rimasto senza l’altra metà del cuore, la sua compagna Gina la calzina.
Passano i giorni ma, nonostante le ricerche, Gina non si trova da nessuna parte ed Alice, ormai, si è rassegnata ad averla persa per sempre. Chi non perde la fiducia, invece, è Gino, che ogni volta che il cassetto si apre spera di vedere ricomparire la sua amata anche se ogni volta, puntualmente, rimane deluso.
Mentre tutti la cercano ovunque, in un posto un po’ strano si è infilata la calzina Gina. Di quel brutto giorno ricorda che, come ogni mattina, la mamma aveva messo lei e Gino nella lavatrice e a loro quel bagno profumato piaceva molto perché saltavano di qua e di là e ridevano come dei matti, insomma, si divertivano davvero tanto. Ma quella mattina le cose erano andate diversamente; ad un tratto Gina si era sentita travolgere da qualcosa di enorme e, in un baleno, si era ritrovata in un posto stretto stretto e tutto buio. Gridava e chiedeva aiuto, ma Gino non riusciva a sentirla perché anche lui era stato travolto e, finito di sballottare, aveva provato a chiamare Gina, ma la calzina non rispondeva e non l’aveva mai piu’ rivista. Da allora è rimasta li, in quel posto stretto stretto e buio, ancora umida perché non c’è nemmeno un’ po’ di calore o un raggio di sole che a lei piace tanto, senza Gino e gli amici del cassetto.
Una domenica mattina, Alice mamma e papà si alzano presto e dopo una buona colazione iniziano a prepararsi perché è un giorno speciale, è il compleanno del nonno ed escono a pranzo tutti insieme! Alice va in bagno a lavarsi i denti quando sente papà esclamare:” e questa da dove salta fuori?” Lei che è molto curiosa corre subito a vedere, ma quando capisce di cosa si tratta gli occhi iniziano a brillarle di gioia. E’ la sua calzina bianca! E’ quella con il mezzo cuore rosso! E’ Gina, finita, non si sa come in una tasca dei pantaloni di papà.
La prende, la sistema bene con le manine e la mette subito nel cassetto e questa volta quando si apre Gino ha una grande sorpresa: la calzina Gina è ritornata! Gina è felice di rivedere i suoi amici, le sono mancati tutti in quel posto buio e triste, persino quelle antipatiche delle calzine rosa a righe, ma soprattutto è felice di rivedere Gino.
Quel pomeriggio Alice ha un’idea per non rischiare di perdere un’altra volta uno dei suoi amati calzini: li riempie di farina, con la colla attacca gli occhi e con i pennarelli disegna i nasini e le bocche. Chiude Gino con un nastrino nero, mentre a Gina mette un grande fiocco rosso perché a lei piace che tutti i colori si intonino tra loro.
Li mette sulla libreria, in un angolo dove di giorno c’è tanta luce e a volte anche qualche raggio di sole; uno accanto all’altra che sembrano quasi guardarsi. Quando le due metà sono vicine ecco che finalmente il grande cuore rosso si ricompone e, come ogni storia d’amore che si rispetti, vissero per sempre felici e contenti.

Categoria "Autori in Erba"🥇1°classificato ex equo - CALZINI SPAIATI Racconto apprezzato per l'originalità e per aver sap...
12/02/2019

Categoria "Autori in Erba"

🥇1°classificato ex equo - CALZINI SPAIATI

Racconto apprezzato per l'originalità e per aver saputo affrontare argomenti importanti solo apparentemente con leggerezza.

Con questo testo vengono lanciati messaggi profondi e spunti di riflessione su temi che coinvolgono i giovanissimi delle nuove generazioni.

Il linguaggio utilizzato è scorrevole e la trama è ben sviluppata.

La vita dell'adolescente Mia non è serena e facile: famiglia, scuola, amici sono contesti nei quali non sempre si sente a suo agio. Stufa di non possedere neanche un paio di calzini uguali decide di agire e di dare una svolta alla sua vita. Un'onirica avventura tra la città, l'areoporto e il mondo virtuale fa riflettere la protagonista sulle priorità e ciò che conta davvero nella vita. Affetti, lealtà, felicità, emozioni e sentimenti positivi possono essere vissuti meglio inaspettatamente con due calzini spaiati.

A cura di Elisa Pianetta

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CALZINI SPAIATI📃

di Nui Caffi✒

Sua mamma sarebbe tornata tardi. Suo papà, in cerca di un lavoro, forse non sarebbe neppure tornato, come del resto succedeva ormai quasi tutte le sere.
Mia restava a casa da sola, a studiare, nella sua soffitta polverosa. Pensava allo shopping tra ragazze, alle dirette su Instagram che le sue compagne erano solite fare. Ma lei non aveva nemmeno un cellulare. Non aveva una camera tutta per sé. Non aveva la borsetta all’ultima moda; anzi, lei non ne aveva neppure una. Non aveva abiti firmati. Addirittura, doveva indossare un paio di calzini spaiati!
Il giorno dopo si svegliò di cattivo umore, scese in cucina e urlò a sua mamma:” Voglio dei calzini nuovi! Questi, oltre ad essere brutti, sono anche diversi!”. Detto questo, si avviò verso scuola. La giornata fu un disastro: tre verifiche, una nota di classe e le solite strazianti prese in giro di Virginia. Mia era proprio esausta! Tornò a casa e si gettò sul suo piccolo e vecchio materasso.
Come per magia, dietro di lei apparve uno strano computer, tutto colorato, che si accese e aprì un sito: “www.calzinispaiati.it”. “Ma cos’è?” chiese la ragazza che subito iniziò a curiosare. Davanti ai suoi occhi vi era la pagina di un gruppo di ragazzi, il Calzoscambio, che trattava, appunto, di calzini spaiati. E proprio uno di quelli era uguale al suo! Mia, gioiosa, esclamò:” Evviva! Finalmente avrò due calze uguali!”. Tutta contenta decise di contattare il suo corrispondente per fissare il luogo in cui sarebbe avvenuto lo scambio. Appena in tempo! Il ragazzo in questione era americano e proprio in quei giorni si trovava in visita a Milano. “Non devo perdere tempo!” si disse la ragazza colma di gioia. Preparò una piccola sacca con un po’ di cibo, i suoi calzini accuratamente lavati e profumati e, grazie alla bici con cui suo papà viaggiava ogni mattina, riuscì ad arrivare all’appuntamento il prima possibile. L’ americano, di due o tre anni in più di lei, era felice di vederla perché anche lui non aspettava l’ora che lo scambio fosse completato.
Mia, con il suo calzino nuovo di zecca, desiderosa di tornare a casa, fu fermata da una flebile e singhiozzante vocina, proveniente dalla sua sacca:” Fermati! Fermati! Come hai potuto scambiare il mio fratellino? Anche se diversi, da quando ci hai accoppiato, siamo stati sempre insieme. Ci siamo conosciuti e abbiamo fatto subito amicizia. Non dovevi separarci! Adesso non è più la stessa cosa senza di lui!”. La ragazza ebbe un attimo di esitazione: ma chi era stato a parlare? Spaventata, iniziò a cercare di qua e di là per capire da dove potesse provenire la misteriosa voce. “Mia sono qui, dentro la tua sacca!”. A parlare non era stato un essere umano ma un semplicissimo calzino, il suo calzino Millo, che da circa mezz’ora, conviveva con un altezzoso e saccente, estraneo gemello.
“Aiuto! Non pensavo che delle calze potessero parlare! Questa cosa è molto strana!” urlò la poverina palpitante, che per lo spavento aveva lasciato cadere la sua sacca, facendo irrigidire il nuovo arrivato. “Millo ma perché mi hai fermata?”. Il calzino rispose piangendo:” Il punto è che io non riesco a stare senza Zillo e questo nuovo compagno non mi piace!”. “Ma ormai lo scambio si è concluso. È da tanto che desidero un paio di calze uguali ed ora che l’ho ottenuto devo riconquistarmi il calzino vecchio? Non c’è niente da fare! E chissà ormai dove sarà finito!”. “Te lo supplico Mia: ripensa a quante volte ti sei divertita con noi! Non può essere troppo tardi! Magari il ragazzo sta andando all’aeroporto! Proviamo a raggiungerlo, per favore!”. La ragazza, ripensandoci, capì di aver sbagliato e iniziò a sentire la nostalgia del suo Zillo, a cui aveva dato persino un nome:” Hai ragione Millo; andiamo a recuperarlo! Proviamo a chiedere all’ufficio informazioni!”.
Il volo, purtroppo però, era previsto a breve e i tre non sarebbero mai riusciti ad arrivare in tempo. “Non rivedremo mai più il nostro amico!” pensarono sconsolati Mia e Millo.” Meglio no? Adesso avete un calzino bellissimo e non una schifezza come quello Zillo!” esclamò il nuovo irritato dalle poche attenzioni a lui rivolte. “Basta! Ora mi hai proprio stancato!”. Mia fece per strappare il calzino quando…
…” Mia, Mia svegliati! Devi andare a scuola! Ieri sera eri proprio stanca! Ti sei addormentata appena sei tornata!”. La ragazza si guardò attorno: il computer era sparito e ai suoi piedi c’erano i vecchi calzini spaiati, vecchi, diversi, ma con i quali si sentiva veramente felice!

🥈SECONDO CLASSIFICATO CATEGORIA DILETTANTI:IL PAESE DEI CALZINI SPAIATIRacconto suggestivo di un viaggio alla ricerca de...
11/02/2019

🥈SECONDO CLASSIFICATO CATEGORIA DILETTANTI:

IL PAESE DEI CALZINI SPAIATI

Racconto suggestivo di un viaggio alla ricerca della felicità, in cui l’incontro con l’altro arricchisce ed aiuta a consolidare la propria identità.

Motivazione a cura di Claudia Radicci

IL PAESE DEI CALZINI SPAIATI📃

di Beatrice Campagna✒

In un mondo pieno di cose da lavare, c’era una volta DX, un calzino a pois che un giorno di tanto tempo fa p***e il suo uguale. Tempesta d’acqua, acquazzone di detersivo, centrifuga veloce, non si vedeva e sentiva più niente e fu così che il calzino SX sparì e l’altro tutto solo si ritrovò lì.
Nel cassetto con pazienza aspettava, ma l’altro non arrivava. Gli altri calzini iniziarono a deriderlo e una coppia a righe gli disse: “Non servi più a niente, sei da solo, chi ti vorrà? nessuno lo sa!”. DX era triste, ma capì che non poteva buttarsi giù di morale e decise che era pronto per ricominciare. Doveva pensare alla sua felicità, era ora di rimboccarsi le maniche ed esclamò: “Ho deciso, partirò e andrò alla ricerca di un luogo dove un calzino solo potrà trovare allegria e compagnia!”.
Si fece forza e subito partì.
Girando di qua e di là arrivò in cima ad una collina e dall’alto vide delle forme quadrate, tonde e un po’ allungate. “Ma cosa saranno?” si domandò DX. Si avvicinò per capire meglio ed esclamò: “Sono tovaglie!”. Tutte sgualcite e non più ambite, piene di ripari ma tutte particolari, ma non era quello che cercava, le salutò e andò via.
Poco dopo arrivò nel paese dei bicchieri sbeccati dove qualcuno li aveva lasciati, ma loro erano contenti e facevano festa con bibite ed effetti magnificenti, ma non era quello che cercava, li salutò e andò via.
Dopo aver vagato qualche giorno, ecco che approdò nel paese dei cucchiai storti, erano tutti un po’ contorti ma non erano preoccupati di non essere tutti uguali perché erano tutti speciali, ma anche questo non era il paese che cercava, li salutò e andò via.
Dopo intere settimane, con grinta e una grande spinta, alla fine arrivò in un paese pieno di: colori, fantasia, allegria e tanti amici di compagnia. Il calzino DX era emozionato da tanta bellezza, stupito ed incuriosito da questo paese infinito. Felice e un po’ esausto disse: “Esiste davvero, è meraviglioso questo posto brioso, calzini liberi di scegliere con chi stare, liberi di andare, liberi di amare e liberi di respirare non soffocati in un cassetto molto stretto. Resterò qui, tutti diversi, mai sbagliati, evviva i calzini spaiati!”.

🥇PRIMO CLASSIFICATO CATEGORIA DILETTANTI:GEMELLI DIVERSIUn piacevole e commovente racconto, che non manca di far sorride...
10/02/2019

🥇PRIMO CLASSIFICATO CATEGORIA DILETTANTI:

GEMELLI DIVERSI

Un piacevole e commovente racconto, che non manca di far sorridere e di far riflettere.

La tematica viene sviluppata in maniera completa, creativa, a tratti ironica.

Il calzino spaiato diviene metafora per trasmettere dapprima un senso di spaesamento dovuto alla condizione di solitudine e abbandono, condizione non scelta e non cercata, e successivamente rivela la potenzialità racchiusa nell’apertura all’altro, al diverso, all’opposto che può completarci.

“E di colpo, ecco: eravamo un paio”.

Con un linguaggio accurato e piacevole l’autrice ci suggerisce un nuovo modo di osservare la realtà che ci circonda, utilizzando gli occhi ancora senza pregiudizi di una bambina che non si ferma alle apparenze e decide di dare nuova vita a qualcosa che, in alternativa, sarebbe rimasta inutilizzata.

Non ultimo per importanza il messaggio relativo alla necessità di superare il timore del giudizio altrui, timore che spesso inibisce la libera espressione della propria originalità ed unicità.

Un racconto dunque completo e ricco di contenuti che la giuria ha concordemente deciso di premiare.

Motivazione a cura di Claudia Radicci


GEMELLI DIVERSI
di Olivia Carbone

Ciao, mi chiamo Destro e sono un calzino; una volta ero uno dei preferiti del mio proprietario, Michele, ma ero destinato a una storia incredibile, che non avrei mai potuto immaginare... Volete sapere cosa mi è capitato? Cominciamo dal principio.
Io e Sinistro ci trovavamo in un negozio, un paio di calzini bianchi qualunque in mezzo a molti altri. Passavamo le giornate a parlare con i nostri vicini, fino a che qualche dipendente non spegneva le luci e chiudeva il negozio.
Molti tra i nostri amici vennero portati via e non li vedemmo mai più, ma non ci chiedemmo mai cosa gli fosse successo, perlomeno io.
Un giorno particolarmente affollato, un ragazzino di non più di undici anni ci tolse dallo scaffale per lanciarci con molta poca grazia nel cestello poggiato vicino a lui, pieno di altri vestiti. Non ci avevano mai spostato prima ed eravamo molto spaventati: che cosa sarebbe successo? Dopo essere stati messi in un sacchetto insieme ad un maglione blu, qualcuno ci trasportò per molto tempo, ben oltre i confini del negozio e del centro commerciale.
Quando finalmente venimmo estratti dalla borsa ci trovammo in una stanza, su un letto; di certo, quello non era il negozio in cui avevamo sempre vissuto.
Lo stesso ragazzo che ci aveva spostato dal nostro scaffale tolse la carta che ci avvolgeva, ci separò e ci indossò, ognuno su un piede: a me naturalmente toccò il destro, al mio compagno quello sinistro. Sarà facile per voi intuire ora da dove proviene il mio nome, non è così? Ma, tornando alla storia... il ragazzino ci infilò nelle scarpe e uscì dalla stanza.
Da allora vivemmo con Michele e la sua famiglia, finché un giorno Sinistro si bucò; avrete certamente presente il destino di noi calzini: per il troppo uso ci assottigliamo lentamente e alla fine, ebbene sì: ci buchiamo. Era successo esattamente quello.
Ad accorgersene fu la mamma di Michele, alla lavanderia automatica di Godiasco, un paese vicino a quello in cui vivevamo, mentre divideva i capi colorati da quelli bianchi: tolse Sinistro dal gruppo e mi mise in lavatrice tutto solo. Quando ne uscii lei ripose tutti i vestiti nella solita cesta, tranne me. Io fui destinato al contenitore che recava la scritta “vestiti inutilizzabili” e poi, senza rimorsi, se ne andò.
Non c'era più Sinistro con me, né nessun altro dei nostri amici che vivevano nell'armadio di Michele. In realtà non c'era proprio nessuno. Ero solo un calzino spaiato lasciato da parte perché inutile, senza il suo compagno.
Passarono le settimane; persone andavano e venivano, finché, un giorno, un uomo lasciò cadere nella mia cesta un altro calzino spaiato, ma nero.
Volevo andare a parlare con lui, ma era diverso da me, completamente; sembrava quasi che non potessimo trovare nulla in comune, ma tutto questo lo pensavo prima di conoscerlo.
In realtà fece lui il primo passo: era sera, la lavanderia stava per chiudere, quando si girò e mi chiese:
“Tu quale sei dei due?”
“Destro, e tu?”
“Sinistro!”
E di colpo, ecco: eravamo un paio. Certo, avevamo colori diversi, ma eravamo pur sempre calzini.
Ad accorgersene fu una bambina di nome Sole, poche settimane dopo: aveva accompagnato la nonna a lavare i vestiti e si era messa a curiosare per la lavanderia, finché ci trovò.
Quando ci vide, ci sollevò e si girò verso l'anziana signora.
“Nonna, posso prenderli?” chiese.
“Perché, Sole? Sono di due colori diversi!”
“Lo so, ma non fa niente. Stanno bene insieme e sono anche destro e sinistro. Per favore, nonna!”
“va bene piccola, mettili nella cesta.”
Così iniziò la mia nuova vita con Sole e con un calzino nero come fratello.
Devo dire che all'inizio i vestiti nell'armadio si mostravano parecchio ostili e ci guardavano male, ma dopo un po' ci si abituarono.

Ph. Claudia Di Benedetto

La pagina ufficiale del concorso letteraio Semi-Serio.
09/02/2019

La pagina ufficiale del concorso letteraio Semi-Serio.

Indirizzo

Via Roma, 36
Codevilla
27050

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