Lucia Andreozzi

Lucia Andreozzi Graduated sculptress at ABAMC. Performer and dancer too.

✨️ Ci vediamo stasera! Per Onda D'arte ✨️⌚️ Dalle 21:30 in 📍 Via Duca degli Abruzzi
29/08/2026

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⌚️ Dalle 21:30 in
📍 Via Duca degli Abruzzi

03/06/2026

" ᙃᥱ⳽ • ᙏó⳽ " per .nascosti 2026: il linguaggio e l'importanza della parola.
Direzione artistica: (installazione e linguaggio artistico) e (coreografia)
Con la collaborazione di: .sara , , , .vit (danza e costumi)
Video: .videomaker

Des-mós e il suo significato. 🍃Ho ancora i brividi per ieri. Grazie alle ballerine che hanno assecondato la mia follia, ...
25/05/2026

Des-mós e il suo significato. 🍃
Ho ancora i brividi per ieri.

Grazie alle ballerine che hanno assecondato la mia follia, ballando e creando ciascuna il proprio mondo sulla sua gonna: .sara .vit 🧚‍♀️
Ma soprattutto grazie alla mia maestra impareggiabile coreografa che ha dato al progetto un enorme contributo con la sua coreografia ❤️

Grazie a .nascosti per averci chiamato e ospitato e in ultimo ma non per importanza, grazie a tutti quelli che c'erano e so sono soffermati e immersi per qualche istante nel nostro mondo. ✨️

GRAZIE! 🫶

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18/05/2026

" ᙃᥱ⳽ • ᙏó⳽ " per Giardini Nascosti 2026: il linguaggio e l'importanza della parola.
Direzione artistica: Lucia Andreozzi (installazione) e Alexia Sagripanti (coreografia)
Con la collaborazione di: Sara Bentivogli, Eniko Emese Fulop, Patrizia Di Pietrantonio, Patrizia Vitale

La performance, eseguita e progettata dalle danzatrici della Nura Danza, tratta il tema del linguaggio attraverso l’assenza della parola, valorizzandola con la sua mancanza. L'espressione del corpo è estremizzata dai legami umani che le ballerine rendono visibili, creando intrecci e tensioni tra loro con lunghe corde nere. L'installazione che accompagna le ballerine è un'enorme tela che compone la parola “Des-mós” (legame) in greco antico. È un filo metafisico, lungo millenni, che attraversa epoche e si intreccia con altre culture, nuove generazioni, fino ad arrivare a noi, alle nostre parole odierne. Questo pannello è caratterizzato da una costellazione di cartine da tè, con i mille colori delle spezie, le stesse di cui sono fatte le stravaganti gonne delle ballerine, le quali sono state personalizzate da ciascuna ballerina, con il proprio stile e gusto.
Le cartine da tè sono l’emblema dell’artista Lucia Andreozzi, che ne fa il suo marchio di riconoscimento nei suoi lavori. La sua collezione, “Be Thè Shaman”, tratta la poesia dell’etimologia e la ricerca all’indietro del significato delle parole. Le parole che l’artista sceglie si posano su un letto di cartine da tè usate, simbolo del trascorrere inesorabile del tempo. Carcasse di una routine profondamente radicata dell’artista, queste cartine diventano un personalissimo metro dello scandire del tempo e prendono vita come uniche testimoni delle meditazioni nella pausa del tè, in cui tutto si ferma nel silenzio e la quiete che odora di spezie esotiche.
Il tempo lungo della storia dell’uomo si fonde con il breve tempo di una vita umana, e intanto il filo collega, si annoda e scorre, il filo che unisce i paesi, epoche, e tanti di quelli invisibili che collegano persone, vicine o lontane, nello spazio o nel tempo.
Passato e presente si fondono in questa performance che ha come scopo la ricerca del senso più profondo del linguaggio umano.

Nel silenzio.. Ma sempre a lavoro.Tra contemplazione e sperimentazione.
02/05/2026

Nel silenzio.. Ma sempre a lavoro.
Tra contemplazione e sperimentazione.

Indirizzo

Civitanova

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