18/05/2026
" ᙃᥱ⳽ • ᙏó⳽ " per Giardini Nascosti 2026: il linguaggio e l'importanza della parola.
Direzione artistica: Lucia Andreozzi (installazione) e Alexia Sagripanti (coreografia)
Con la collaborazione di: Sara Bentivogli, Eniko Emese Fulop, Patrizia Di Pietrantonio, Patrizia Vitale
La performance, eseguita e progettata dalle danzatrici della Nura Danza, tratta il tema del linguaggio attraverso l’assenza della parola, valorizzandola con la sua mancanza. L'espressione del corpo è estremizzata dai legami umani che le ballerine rendono visibili, creando intrecci e tensioni tra loro con lunghe corde nere. L'installazione che accompagna le ballerine è un'enorme tela che compone la parola “Des-mós” (legame) in greco antico. È un filo metafisico, lungo millenni, che attraversa epoche e si intreccia con altre culture, nuove generazioni, fino ad arrivare a noi, alle nostre parole odierne. Questo pannello è caratterizzato da una costellazione di cartine da tè, con i mille colori delle spezie, le stesse di cui sono fatte le stravaganti gonne delle ballerine, le quali sono state personalizzate da ciascuna ballerina, con il proprio stile e gusto.
Le cartine da tè sono l’emblema dell’artista Lucia Andreozzi, che ne fa il suo marchio di riconoscimento nei suoi lavori. La sua collezione, “Be Thè Shaman”, tratta la poesia dell’etimologia e la ricerca all’indietro del significato delle parole. Le parole che l’artista sceglie si posano su un letto di cartine da tè usate, simbolo del trascorrere inesorabile del tempo. Carcasse di una routine profondamente radicata dell’artista, queste cartine diventano un personalissimo metro dello scandire del tempo e prendono vita come uniche testimoni delle meditazioni nella pausa del tè, in cui tutto si ferma nel silenzio e la quiete che odora di spezie esotiche.
Il tempo lungo della storia dell’uomo si fonde con il breve tempo di una vita umana, e intanto il filo collega, si annoda e scorre, il filo che unisce i paesi, epoche, e tanti di quelli invisibili che collegano persone, vicine o lontane, nello spazio o nel tempo.
Passato e presente si fondono in questa performance che ha come scopo la ricerca del senso più profondo del linguaggio umano.