Un Prosciutto e Dieci Ducati

Un Prosciutto e Dieci Ducati Il Sannio ai tempi di Napoleone. Giacobini, filo borbonici, briganti e povera gente...come si viveva 200 anni fa? Filo-borbonico o giacobino?

Don Giovanni viene accusato dai suoi nemici di essere prima l'uno poi l'altro. Ma non è nessuno dei due. E' solo un avvocato, amministratore dei beni del Marchese di Somma. I venti di rivoluzione che scuotono l'Europa sono arrivati anche a Circello, uno sperduto paese al confine della Provincia di Capitanata, nel Regno di Napoli. E con loro è finita la quiete. Gli attentati e il processo che il pr

otagonista subisce sono lo specchio di un'epoca di tumulti e stravolgimenti sociali. Basandosi su una cronaca originale dell'epoca, l'autore ricostruisce fedelmente l'epopea di un uomo e della sua famiglia tra il 1792 e il 1815.

13/08/2025

Il Centro Polivalente “Grazio Forgione” di Pietrelcina ha accolto con entusiasmo e partecipazione l’Ambasciatore d’Italia in Zambia e Malawi Enrico De

14/05/2025
13/01/2025

Il massimo Q.I. umano è stato ormai superato da quello dell'Intelligenza Artificiale

"Anche quest’anno, è arrivato il tempo di dire addio alle mie colline. È una serata nuvolosa, il sole tenta invano di bu...
12/09/2024

"Anche quest’anno, è arrivato il tempo di dire addio alle mie colline. È una serata nuvolosa, il sole tenta invano di bucare quel che resta delle nuvole che un paio d’ora fa ci hanno invano promesso pioggia. Prendo la motocicletta e mi lascio portare dall’istinto. Il motore scoppietta e sbuffa mentre s’inerpica su Botticella.
Eccomi giunto sulla sommità; alla mia destra, sul versante opposto della Valle del Tammaro, Campolattaro; alla mia sinistra, una serie quasi interminabile di campi che declinano e poi risalgono verso Circello, la Puglia, il Molise. Mi sento padrone del mondo. Nonostante l’orario e la giornata di festa, lo sferragliare di un vecchio trattore rompe il silenzio della sera.
Da quassù si vede ogni cosa. Le pale eoliche innanzitutto. Ogni anno, ne conto di più, sui crinali e sulle cime. Sorgono quasi per magia. E, in verità, il fatto che dal vento si possa creare energia elettrica è quasi magico, quasi poetico. Perché il vento è aria e l’energia è fuoco e passare da un elemento a un altro ha del miracoloso, come una moderna alchimia. I loro occhi rossi che nella notte ci regalano il loro sguardo intermittente ce lo testimoniano: l’uomo è potente, tanto da trasformare il cielo..."

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19/08/2024

E così accade anche che in un articolo il cui titolo non c'entra niente, per contiguità diplomatica e per la gentilezza di un amico che lo ha segnalato, il Messaggero parli del Tesoro di Papele. Nella Cronaca di Roma, direte voi. Certo, ma è pur sempre il Messaggero, rispondo io. E se questo valesse a fargli conquistare un solo lettore, un solo lettore in più, ne sarà valsa la pena.

11/08/2024

Qualche tempo fa, una persona che mi conosceva per motivi professionali, mi disse: Signor Console, (allora facevo il Console Generale in Germania). Ho letto il suo romanzo ("Un Prosciutto e Dieci Ducati") e mi sono stupita di quanto mi sia piaciuto. Io sorrisi e le chiesi: perché, scusi, si è stupita?
Perché Lei non è uno scrittore, mi rispose.
Intendeva dire: non fa solo quello nella vita. Ma quanti scrittori che non fossero già ricchi di famiglia, facevano, almeno all'inizio, solo gli scrittori nella vita?
Da allora, mi chiedo: se non è una questione di "occupazione principale" cosa ci rende scrittori? Basta l'aver pubblicato qualcosa?
La questione è un po' complessa; consentitemi un excursus.
Un tempo - diciamo fino agli Anni 90, quando le case editrici erano di meno e di dimensioni più grandi delle attuali, non era così facile farsi pubblicare. Perché gli editori guadagnavano vendendo libri e ci tenevano molto alla qualità di ciò che pubblicavano; per questo pagavano una serie di professionisiti - gli editor - il cui compito era (ed è) di effettuare sorta di controllo di qualità di un manoscritto e di "farlo crescere" dando consigli all'autore. (naturalmente, queste case editrici esistono ancora ed è con loro che uno scrittore diciamo così, "vero" aspira a pubblicare).
Oggi, con la diminuzione dei lettori, il focus di una buona fetta del mercato si è spostato su chi scrive. Così, molte case editrici( di solito piccole), pubblicano libri chiedendo contributi economici agli scrittori, che diventano, in pratica, editori di sé stessi. Risultato: la casa editrice guadagna stampando e non vendendo e tutti possono pubblicare qualcosa- qualsiasi cosa - senza passare per un vero e proprio controllo di qualità.
Sono scrittori quelli che stanno a questo gioco?
Nella mia esperienza, (a parte le pubblicazioni scientifiche, che meritano un discorso diverso) qualche volta sì, ma si tratta di casi stremamente rari.
Personalmente, non ho mai pagato un centesimo per pubblicare, né le case editrici me lo hanno mai chiesto.
Ritengo, infatti, che se qualcuno lo facesse, mi starebbe automaticamente dicendo che il mio manoscritto, ai suoi occhi, non vale l'investimento necessario a essere stampato e distribuito. E quindi sarei io il primo a non volerlo pubblicare.
Torniamo alla domanda originaria: sono dunque uno scrittore io? Forse. La risposta sta, forse ancor più che nel dato tecnico della pubblicazione, nel gradimento sincero da parte di chi li legge. Ogni autore, ogni artista, di qualsiasi tipo, vive per l'apprezzamento che riceve da chi ha fruito della sua arte e trema al pensiero che chi non gli comunica alcuna reazione - nessun applauso, nessun fischio, nessuna lode, nessuna critica - lo faccia perché la sua opera non gli ha trasmesso nulla o - forse ancor peggio- perché non ha nemmeno fatto lo sforzo di ascoltarla, di ammirarla, di leggerla.
Ecco. Uno scrittore, un pittore, un fotografo, un musicista...un artista, insomma, è tale perché freme nel comunicare il suo animo, le sue sensazioni. Applaudo sempre, anche al piano bar, anche per strada, anche al ristorante. Perché l'arte è una questione di comunicazione tra umani e deve essere biunivoca.
E voi, che siete pazientemente arrivati alla fine qui questo lungo post, come la pensate su questo argomento?

31/07/2024

Il Tesoro di Papele esce il 26 luglio. Lo trovi già oggi su Amazon, IBS e lo puoi anche ordinare in libreria!

31/07/2024

Che bello è stato scoprire e conoscere Nazzareno Orlando e LabTv durante una stimolante chiacchierata favorita e stimolata dall'infaticabile Giuseppe Chiusolo. Non perdetela, martedì 30 luglio alle 21.00. Si parlerà (anche) del mio ultimo libro "Il Tesoro di Papele" - Storia alternativa del Sannio tra 1700e 1800. Vi aspetto!

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