L’insostenibile frenesia che la tecnologia e il mondo digitale impongono ha fatto nascere in me la necessità di rallentare il mio vivere e dare nuova linfa alla mia creatività, rendendola più umana e artigianale. Ho riscoperto così il piacere dell’attesa, la calma e la bellezza del processo creativo analogico! Credo nella pellicola come cura, come riflessione, come lenta e ragionata procedura un c
ostante allenamento per i miei sensi: la vista per carpire la luce, l’olfatto tra i liquidi e la delicatezza del tatto nell’osservare le stampe. I miei lavori sono esclusivamente in bianco e nero, utilizzo fotocamere meccaniche e le stampe realizzate in camera oscura. Non amo definire “studio” il luogo in cui opero; esso è piuttosto “il piccolo spazio da me costruito”, un posto magico fatto di introspezione e continua ricerca dove la fotografia in sé è il punto d’arrivo di un lavoro meticoloso e attento.
36 scatti, 36 possibilità.