11/12/2015
S0046 - 23 novembre 2015 - Lo scatto S0046 è dedicato alla mia esperienza con il fumo.
Sono nato in un'epoca che considerava la sigaretta un simbolo di emancipazione e di enorme fascino sia maschile che femminile.
Quando ero piccino, entravo con il mio casco rosso negli anelli di fumo che mio padre lasciava sicuro nel salotto antico.
Qualsiasi moccioso sarebbe diventato un principe per il solo fatto di avere la bocca piena di quella roba velenosa e puzzolente che fumavano i divi del cinema, i politici, i poliziotti, i genitori, i professori, gli sportivi, i medici e che le pubblicità incastravano in tutte le pause televisive.
Si trattava davvero di un lavaggio del cervello promosso dalla Società intera.
Nei locali non ci si poteva neppure riconoscere, tanto era densa la nebbia causata dai piccoli terribili simboli di potenza.
Io ho provato a fumare, con la consapevolezza che sarebbe stata l'unica volta, come immaginato, fu disgustoso e non trovai intelligente ripetere la pessima esperienza.
D'altra parte, io ero schiavo di un pregiudizio molto più forte del fumo: ciò che fa la maggioranza è sempre frutto di un non pensiero e io non voglio fare qualcosa che fanno tutti.
Lo schifo che mi provocava la tirannia della maggioranza lo lego ancora all'odore immondo che trovavo nei miei vestiti di non fumatore, imprigionato in un mondo di schiavi adoratori della Dea Nicotina.
Ovviamente, crescendo, ho elevato i miei livelli di misericordia e oggi arrivo a comprendere che, la scala che conduce ai sotterranei del vizio, sia molto difficile da percorrere al contrario: è più facile astenersi del tutto!
Provo un'immensa ammirazione per tutti coloro che sono riusciti a vincere il demone del fumo, primo tra tutti il mio citato padre: io non sarei mai stato in grado di farlo.
Per tutte queste ragioni, quando il Caso Magnanimo ha posto i miei piedi accanto al mozzicone che vedete nell'immagine S0046, ho provato un senso di Giustizia e di Compassione.
Giustizia, perché, a mio parere, un simile oggetto, teso alla privazione della volontà umana, dovrebbe essere cancellato da ogni civiltà e non utilizzato dallo Stato per favorire le entrate.
Compassione, nel senso di condivisione della sofferenza, perché la sottomissione al nulla è una forma di debolezza in cui spesso anche io mi ritrovo invischiato.
La sigaretta è il centro del mio scatto e la vita che da essa fuoriesce è un'energia senza speranza alcuna: essa si spreca, spargendosi intorno all'arma del delitto.
Nick