17/11/2017
Buona giornata mondiale dei bimbi nati pretermine a tutti coloro che stanno lottando per diventare grandi ( adulti compresi)😉
L'esperienza della Tin lascia spesso tanti genitori in una bolla di solitudine e di paura costante del non sapere.
Le dinamiche relazionali dentro una terapia intensiva vengono alienante, l'attaccamento con il figlio, l'accudimento, le relazioni con gli altri genitori, tutto è un po' stravolto e fuori dall'ordinario.
Diventi una specie di infermiere, ti disinfetti continuamente, Impari a gestire le apnee, a monitorare i parametri vitali, a conoscere e a parlare di ventricoli cerebrali o di alveoli polmonari o delle valvole cardiache come gli altri genitori parlano di cacche e pannolini.
Ti tiri il latte come se fosse linfa vitale, latte che poi viene sterilizzato, congelato, fortificato e dato al bambino con il sondino, almeno all'inizio.
Quella che all'inizio può essere percepita come invidia tra i genitori, dei 20 gr in più del bimbo della culla termina a fianco, diventa l'instaurarsi di una sorellanza tra donne, tra mamme, una cura condivisa anche per i figli altrui.
Si instaura con gli altri genitori e con il personale un legame molto profondo fatto di pianti ma anche di tante risate condivise, legame che ti da una routine, una "seconda famiglia" e una forza incredibile nei momenti difficili.
Tutto diventa molto precario e variabile, le condizioni di salute possono mutare facilmente e si impara a ragionare sull'oggi, a stare e vivere nel presente.
Le aspettative vengono messe continuamente in discussione nel rapporto con tuo figlio in questa situazione e questo è un insegnamento importante che serve ad ogni genitore.
Perché ti insegna subito che hai a che fare con un' altra persona e come in ogni rapporto non sei tu a decidere come andranno le cose ma, si è almeno in due, all'interno di un contesto molto condizionante.
Tornare a casa da soli la sera con tuo figlio in ospedale prima ancora di conoscerlo, prima di averci dormito accanto ..Ti fa sentire impotente e solo come non mai.
Rapportarti con il mondo esterno con mamme che ti dicono che la bimba deve stare sempre in braccio altrimenti se piange muore soffocata .E tu ogni giorno 5-10, 20 volte devi tenere in braccio un ranocchietto che non respira e strizzargli i piedi e le orecchie per farlo respirare o attaccarlo al ventilatore artificiale, allora ridimensioni tutto, collochi tutto in una prospettiva profondamente umana e capisci già che certe esperienze ti toglieranno molto ma ti daranno anche una forza incredibile.
Giulia