01/06/2026
Torna impetuosa su Lana la BARIONDA !
Il 6 giugno, ore 11, il -Jazz & Wine ospita Barionda Reloaded. Helga Plankensteiner Massimiliano Milesi Giulia Barba Emilia Mauro Beggio riempiranno Lana Meets Jazz con il loro trionfo sax-baritonale! Cosa vi aspetta? Ce lo racconta Massimiliano Milesi!
Cosa rende Barionda una formazione così inconsueta e affascinante allo stesso tempo?
Barionda è un progetto inusuale che pone al centro della ricerca le possibilità espressive del sassofono baritono. La formazione comprende un quartetto di sassofoni accompagnato da una o due batterie, un esperimento che si è già visto nella storia del jazz. Ciò che lo rende così inconsueto è il fatto che i quattro sassofoni siano tutti nello stesso registro, per di più nel registro medio-grave come sono appunto i sassofoni baritoni. Questo aspetto incuriosisce sempre molto il pubblico. Nell’immaginario generale una formazione di strumenti gravi appare come un qualcosa di pesante e scarsamente agile; al contrario, durante le nostre performances la platea si accorge di una realtà molto diversa. Questo progetto mette in luce le capacità espressive di questo strumento (che della famiglia dei sassofoni è forse il meno conosciuto al grande pubblico) dimostrando una cangianza di timbri e di possibilità che lascia sempre piacevolmente stupiti. In aggiunta la spinta ritmica data dalla presenza della batteria rende tutto ancora più coinvolgente mostrando la reale agilità di questo strumento.
Con quale approccio vi dedicate alla rivisitazione dei classici?
Per permettere a questo organico di funzionare al meglio è ovviamente necessario approntare degli arrangiamenti adeguati e che prendano in considerazione il fatto che i quattro strumenti siano tutti nello stesso registro. Una parte del nostro repertorio è composta da brani originali, scritti e arrangiati pensando esattamente a questo organico. Per quanto riguarda invece i brani tradizionali del jazz è stato fatto un eccellente lavoro di arrangiamento. L’ispirazione principale sono le orchestrazioni di Charles Mingus (del quale eseguiamo due composizioni) e ci muoviamo cercando di carpire l’essenziale di ogni composizione. Non disponiamo di strumenti armonici come il pianoforte o la chitarra e quindi è necessario rendere le sonorità originali sfruttando solo i quattro suoni dei sassofoni. È un lavoro di sintesi impegnativo poiché diventa necessario sfruttare molto il contrappunto e richiede di carpire le note essenziali della struttura armonica di ogni brano.
Come racconteresti i vostri live ad un pubblico che non vi conosce?
Quando parlo di questo progetto c’è sempre un po’ di diffidenza tra chi non l’ha mai ascoltato. Ovviamente durante l’esecuzione ci si ricrede sempre. Helga è riuscita a dare un taglio che definirei giocoso. È riuscita a coniugare l’eleganza del jazz orchestrale con un approccio più scanzonato, quasi bandistico. Il risultato è estremamente comunicativo e molto coinvolgente. Basti pensare che è capitato che il pubblico si mettesse anche a ballare durante un nostro concerto. Le fonti d’ispirazione dei Barionda spaziano dalle composizioni di Mingus, ai lavori di Gerry Mulligan, alla world music di Fela Kuti e al rock dei Morphine. Ecco perché il pubblico non resta impassibile davanti alle nostre esecuzioni. Potrei dire che non manca mai la giusta dose di allegria nella musica che portiamo.