Consorzio Pro Loco dell’Agordino
Nel cuore delle Dolomiti l'Agordino, accompagnato nel suo percorso dalle acque del torrente Cordevole, si svela man mano al visitatore, con la forza e la bellezza delle sue montagne, con i suoi tesori di cultura, con la sua vivace umanità. Se al principio, lasciata la Val Belluna, le montagne incombono imponenti, giunti ad Agordo il paesaggio si amplia, rivelando
quella cerchia dentata di una sterminata corona da re ammirata cent'anni fa dall'Abate Stoppani e formata dagli imponenti picchi montuosi dell’Agner, dei Monti del Sole, del gruppo del S. Da Agordo sta al viaggiatore scegliere se inoltrarsi nel territorio di Taibon con la Valle di San Lucano, se risalire attraverso La Valle Agordina per raggiungere il Duran, se voler conoscere Voltago e Frassenè o Rivamonte e Gosaldo, magari tornando lungo la Valle del Mis: ovunque il fascino non manca. Verso nord, a Cencenighe, dove il Cordevole ed il torrente Biois si incontrano, si possono risalire le due rispettive valli. La Valle del Biois si presenta da subito con i suoi antichi e caratteristici abitati, da Vallada a Falcade e Caviola passando per Canale d’Agordo, coronati in alto da alpeggi rigogliosi e guardati dalle Pale di San Martino, il Focobon e le Cime d’Auta, i passi di Valles e San Pellegrino, ed, alle spalle, dalla superba Marmolada, orgoglio di Rocca Pietore. L'alta Val Cordevole ha forse la sua immagine tipica nelle incredibili visioni sul Civetta, la "città incantata", teatro di leggendarie imprese dell'alpinismo eroico, e nel celebre lago di Alleghe, ma non meno stupore destano i paesi isolati e dislocati, da San Tomaso fino a Livinallongo del Col di Lana passando per Caprile, Rocca e la Val Pettorina, Selva di Cadore e Colle S. Lucia, fedeli testimoni di un carattere antico e di una storia che molto spesso si fa leggenda, comprendendo e svelando tuttora aspetti affascinanti ed inattesi.