23/06/2026
Sempre più presi dal ritmo di vita frenetica che ci circonda, ci si dimentica che l'innovazione per postarsi da un luogo all'altro, che sia per svago, affettività, lavoro o altro è partito tutto dal treno. Questo ovviamente in termine di masse che si spostano. A fine dell'800 era possibile preferire alla trazione animale usufruendo di un mezzo di spostamento comodo, sicuro e continuativo ad un prezzo equo (secondo classi sociali per l'epoca)
il mondo iniziava a diventare più "piccolo" e più facile da visitare. Nonostante il miglioramento delle macchine, delle linee e delle scoperte che permettevano viaggi più veloci non sempre questi venivano ripagati con le entrate dell'uso. Alcune linee stentavano a decollare ma si pensava che dando più imput di trasporto, sia le città che la ferrovia in "passivo" potessero rientrare "in esercizio d'uso". Ma non sempre fu così. Si pensò allora a mezzi differenti che potessero tagliare i costi. Ancora una volta si ebbe una grande intuizione: le automotrici. Agli inizi degli anni '20 del secolo scorso, Fiat poteva già vantare una soluzione ripresa direttamente dalla meccanica a ruote, nessuna locomotiva, solo posti a sedere e un motore (o più) nascosto sotto il pianale Se il modello Fiat pagava l'estetica non troppo accattivante per via della "novità" cui era stata pensata è con la Breda che questo tipo di trasporto riesce ad evolversi ricalcando al meglio anche il personale stile "architettonico politico" del monento: il razionalismo.
Lo Gnomo Modellismo -
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