27/05/2026
Il 31 maggio nella Parrocchia Madonna della Salute di Catania, per "Fuorischema 2026", il Duo Improprium di Domenico Testaì e Maurizio Burzillà (Flauto e fisarmonica)
Domenica 31 maggio 2026, alle ore 19, nel Salone Parrocchiale Madonna della Salute, in via Nicolò Giannotta 41, a Catania, nell’ambito dell’attività concertistica “Fuorischema 2026”, progetto artistico del maestro Salvatore Daniele Pidone, è in programma il concerto del Duo Improprium composto da Domenico Testaì e Maurizio Burzillà (flauto e fisarmonica). La serata è organizzata dal Centro culturale e teatrale Magma di Catania, diretto da Salvo Nicotra, con la Parrocchia Santa Maria della Salute ed in collaborazione con il Centro culturale e musicale Antonio Lauro.
Il programma prevede musiche di Maurizio Burzillà, Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Antonio Carlos Jobim, Richard Galliano, Frank Zappa.
La serata è in collaborazione con le associazioni “Terre forti”, “Darshan”, “Areasud”. Per informazioni: 095.444312 - [email protected] .
IL DUO IMPROPRIUM:
DOMENICO TESTAÌ
(Flauto)
Inizia gli studi musicali da giovane grazie alle scuole ad indirizzo musicale per poi continuare gli studi presso l’istituto di alta formazione musicale “V. Bellini” di Catania dove, dopo il diploma di vecchio ordinamento frequenta il biennio specialistico indirizzo interpretavo-compositivo e successivamente il biennio abilitante.
Si forma con vari flautisti di fama internazionale come S. Vella, D. Formisano, P. Taballione, M. Caroli e S. Careddu frequentando masterclass e corsi annuali presso conservatori e accademie. Frequenta altresì corsi di direzione, arrangiamento, propedeutica e musica da camera con vari artisti tra i quali, A. Bolgiagli, A. Cericola, L. Fermanelli, G. Puddu, A. Manuli, G. Adorno e R. Filippini.
Come orchestrale ha collaborato con vari direttori tra i quali P. Bermann, G. Fratta, J. Meena, G. Marcianò, D. Crescenzi, A. Cedrone.
Ha suonato come primo flauto in diverse opere di repertorio come “Tosca”, “la traviata”, “Il barbiere di Siviglia”, “Cavalleria rusticana”, “Turandot”, “Le nozze di Figaro”, “L’elisir d’amore”, “Norma” e “Carmen”; tra le regie si ricordano quelle di Alessandro Cecchi Paone e Enrico Stinchelli; ha collaborato con artisti di fama mondiale come M. Argheric, D. Renzetti, D. Rivera, D. Petralia, M. Giordano, S. Vaglica e anche con artisti pop come “Il Volo” e Jonh Legend.
Ha partecipato a varie incisioni discografiche e ha prodotto con il duo Opus Ludere, insieme al chitarrista Davide Sciacca, un lavoro discografico dal titolo “El Tango”, che comprendeva brani riscoperti e composizioni dedicate al tango commissionate appositamente ad autori contemporanei italiani tra cui A. Amici, J. Schittino, R. Dimarino, Santucci. Il disco ha riscosso molto successo fra i critici di varie riviste e blog; Radio Classica ha dedicato ad esso una puntata di Acquerello show; anche l’inglese BBC ha attenzionato il disco inserendolo nel palinsesto. Con il fisarmonicista Maurizio Burzillà ha inciso il disco “Incontro” per l’etichetta Dodicilune; per la Tactus, come novità assoluta, ha inciso le fantasie di Verdi del piemontese L. Hugues in un disco recensito da Amadeus e Musica ottenendo 4 stelle.
Nel 2025 è stato commissario del concorso al Global Flute Excellence Word.
MAURIZIO BURZILLÀ
(Fisarmonica)
Si accosta allo studio della fisarmonica sin dall’età di sei anni, affiancando allo studio dello strumento una “formazione su campo” con diversi gruppi musicali, da solista e come accompagnatore. Si perfeziona all’accademia di Ancona, sotto la guida del direttore d’orchestra e compositore Orfeo Burattini con cui svolge un’intensa attività concertistica sia come componente, che come solista dell’Orchestra di Fisarmoniche Paolo Soprani, partecipando a concerti in tutta Italia e a importanti trasmissioni televisive (Rai e Canale Cinque) quali “Serata d’onore”, “Fantastico”, “Europa, Europa”. Parallelamente, si iscrive in conservatorio e segue il corso di flauto. La sua attività di musicista lo porta ad importanti collaborazioni all’estero con musicisti quali Stephen Schlaks e Thomas Kirker con cui effettuerà tournée in Germania, USA, Montecarlo e in Spagna. Nel suo percorso musicale ha sperimentato i diversi idiomi: dal classico alla musica popolare, al Jazz, passando per la musica contemporanea e il tango. Dalla ricerca sulle sonorità del tango argentino e dei suoi stilemi evocativi nasce la collaborazione artistica con il quintetto Milonga e con il pianista Alberto Alibrandi e, successivamente, alla creazione del gruppo Astor Trio con cui collaborerà, oltre che come musicista, anche - in veste
di arrangiatore - alla realizzazione dello spettacolo “Tango te quiero” nel 2002 e “Sognatangos”.
Diverse sono le sue collaborazioni musicali a eventi teatrali: come fisarmonicista e compositore nello spettacolo “Portella della Ginestra. L’indice dei nomi proibiti” dall’omonimo poema di Beatrice Monroy e, ancora, nel famoso musical di Tony Cucchiara “La Baronessa di Carini” (2003). Negli anni Novanta inizia a sentire l’esigenza di approfondisce la didattica, tenendo corsi di fisarmonica presso l’Accademia Musicale P. Floridia di Modica, laboratori di propedeutica musicale presso la scuola materna e corsi di musica alle scuole medie. Nel 1995 fonda e dirige il Centro Fisarmonicistico Siciliano ad Adrano, scuola specializzata nell’insegnamento di questo giovane e particolare strumento, sino a qualche decennio fa relegato nell’ambito del liscio o del folklore e alfine entrato a pieno titolo nei conservatori. Frutto dell’efficace progettualità e sperimentazione del centro è la nascita della Fisorchestra, complesso di fisarmoniche formato dai migliori allievi della scuola, diretta dal maestro e che svolge ormai da anni regolare attività concertistica sia in Italia, che all’estero, distinguendosi in importanti concorsi da camera, tra i quali il Tim svoltosi ad Enna nel 1999 in cui si è aggiudicato il primo premio.
La sua ricerca didattica prosegue anche nell’ambito istituzionale dal 2005 come docente di flauto presso le scuole medie. Interprete sottile e penetrante, oltre che virtuoso riconosciuto, nelle sue performance cerca sempre di andare oltre la gabbia dorata dell’idioma e degli stilemi tradizionali ed è proprio la ricerca, quell’articolazione di un ritmo personale e quell’idea di suono inteso come “voce interiore” dello strumento che rende inconfondibile già al primo attacco.
(Comunicazione: Maurizio Sesto Giordano)